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Pensioni: Trattativa più complicata del solito, ma tutti vogliono chiudere Una breve sintesi dello stato del confronto tra Cgil Cisl Uil e Governo sul sistema previdenziale
Se tra il Ministro Damiano e Cgil Cisl Uil sembrava esserci un reciproco affidamento su una conclusione veloce della questione "scalone", a gelare le acque ci ha pensato il Ministro del Tesoro Padoa Schioppa che ha nei fatti dichiarato insostenibile quella apertura a fronte delle previsioni di Bilancio.
Vedi l'articolo sul Manifesto riguardo l'intervento del Ministro del Tesoro
A ruota di Padoa Schioppa si è subito messo Montezzemolo che ha tacciato i Sindacati Confederali di corporativismo e di saper organizzare solo i fannulloni.
Vedi l'articolo sul Manifesto riguardo l'intervento di Montezzemolo
In realtà sia Schioppa che Montezzemolo sono contrari alla sostituzione dello "scalone Maroni" con gli scalini o le quote ipotizzate da Damiano (su cui c'è già l'accordo sindacale) perchè farebbe mancare una parte di gettito su cui il Tesoro e Confindustria già avevano pensato di mettere le mani. Il loro intervento da guastatori era quindi del tutto prevedibile e già non erano mancati segnali in precedenza. Scontata la reazione sindacale che da un lato spara su Padoa Schioppa e dall'altra chiede che il Governo "parli con una voce sola".
Questo scenario (che di fatto dichiara una divisione nel Governo dove si confrontano l'ala integralista del liberismo di Centro sinistra e la sua anima più moderata) sembra rendere ora più complicata la trattativa perchè coinvolge anche una regolazione di conti nello stesso Governo sulla linea da seguire. Non è un caso che dopo la sparata di Padoa Schioppa, il Ministro Damiano (d'accordo con Prodi) si sia sentito in bisogno di fare una lunga chiaccherata informale con i segretari di Cgil Cisl Uil per rincuorali e per convincerli a mantenere aperta la loro disponibilità all'aumento dell'età pensionabile ed a tenere aperta la discussione sui coefficienti (come racconta l'articolo di Rassegna Sindacale - in proposito vedi anche l'articolo sul Manifesto)
Ovviamente ciò non cambia l'assurdità di una trattativa che, scalone o scalini che siano, alla fine poggia non già sull'equilibrio del fondo pensione Inps dei lavoratori dipendenti (dimostratosi in attivo anche nel 2006 e con previsioni di equilibrio almeno per i prossimi 15 anni) ma sulla necessità di far cassa per sostenere il Bilancio dello Stato.
Ma, polemiche a parte, l'accordo si farà (probabilmente già martedì). A Dimostrarlo sono le dichiarazioni di Bonanni e di Epifani di oggi domenica 24 giugno che sostanzialmente dicono che bisogna superare ogni difficoltà "perchè i pensionati ed i lavoratori ci chiedono un accordo", e le dichiarazioni di Letta (Governo) che afferma al TG3 essere subissato da richieste di cittadini che non ne possono più di questa trattativa lunga.
Di merito ovviamente nessuno dice nulla. Tutti con le bocche cucite, ma tutti parlano ormai con l'accordo in tasca stando semplicemente a vedere se in questi giorni qualche nuova bordata di Padoa Schioppa non legherà di nuovo le mani alla trattativa. Da parte nostra rimane la delusione per un sindacato che sostiene un confronto sulle pensioni senza alcuna piattaforma e senza alcun mandato da parte dei propri rappresentati, guidato solo dal cercare di rendere più digeribile un taglio che con la tenuta previdenziale non ha proprio nulla ma che tanto attiene agli obiettivi di tenuta del Governo e di rastrellamento di risorse a favore del bilancio dello Stato. In fin dei conti non esiste alcun motivo sindacale per firmare quell'accordo, esistono semmai fondate argomentazioni per respingere una concertazione che funziona solo per sostenere il Governo e che calpesta il punto di vista dei lavoratori. A rigor di logica ha ragione Galapagaos, nell'articolo sul Manifesto di sabato che si domanda ..... perchè firmare ??? ... (leggi l'articolo)
24-06-2007
Coordinamento RSU |
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