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Dopo mesi in cui abbiamo subito il
tormentone Governativo che chiedeva a tutti il coraggio di
arrivare ad un accordo prima della discussione sul DPEF, si apprende dalle agenzia di
stampa di ieri, che nel governo si sta facendo largo l’ipotesi
di una separazione in due tranche della trattativa
sulla riforma del sistema previdenziale: prima le pensioni
basse e gli ammortizzatori sociali, mentre le delicatissime
questioni dello scalone e della revisione dei coefficienti
potrebbero slittare a dopo l'estate.
Nulla di sicuro in realtà ma diversi
fattori hanno pesato in termini controproducenti sulle
strategie Governative, non ultimo il fallimento
dell'operazione Tfr ed il calo di consensi registrato nelle
ultime amministrative.
Lo stesso Damiano, fino a ieri fautore
di una rapida conclusione ha affermato ieri che .. "Ho
sempre la stessa opinione, cercare con l’accordo delle parti
di arrivare alla conclusione entro la fine di questo mese.
Ma la realtà è più dura della fantasia e vedremo
concretamente come si svolgono i confronti della
concertazione”.
L’eventualità
di un rinvio e di uno sdoppiamento del confronto è respinta
decisamente da Cgil e Cisl, e più
tiepidamente dalla Uil dai quali però aspettiamo ancora che
vengano nei luoghi di lavoro per permettere ai lavoratori di
discutere e decidere sulla linea sindacale da portare al
confronto con i l voratrori.
Nel frattempo il PRC ha avviato una sua
iniziativa, con la presentazione di una proposta di legge
che propone di rendere meno rigido il peso del
silenzio-assenso, di introdurre la reversibilità nella
adesione ai fondi e di dare la possibilità anche all'inps di
avviare un proprio fondo previdenziale.
I DS, particolarmente preoccupati di
recuperare consensi tra i ceti popolari e di non rompere con
i poteri forti se ne escono proprio oggi con una loro
salomonica proposta (Fassino) ... “Abolire lo
scalone tenendo conto però che, all'abolizione dello
scalone, corrisponde un innalzamento dell'età
pensionistica".
Coord.RSU
14-6-07
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