FONDI PENSIONE: SILENZIO-ASSENSO

 

A circa 15 giorni dal 30 giugno, data entro la quale i lavoratori e le lavoratrici devono decidere se conferire o meno il TFR ai fondi pensione, le adesioni risultano modeste.

Riassumiamo i dati pubblicati dal “Corriere Economia” apparsi nel supplemento del Corriere della Sera di lunedì 4 giugno. Dati analoghi sono stati resi noti da altri quotidiani tra cui il Sole 24 Ore.

 

Il 59,9% dei soggetti interessati è orientato a lasciare il TFR in azienda. Il 17,9% non sa che cosa fare. Il 6,3% pensa di aderire ai fondi dopo il 30 giugno, il 15,19 è orientato ad aderire ai fondi.

 

Le nuove adesioni ai fondi di categoria

 

Fondo

Settore di appartenenza

Nuovi iscritti

(1/1/07-

30/4/’07)

Totale iscritti al 30-4-2007

Bacino potenziale

Iscritti/bacino potenziale

Cometa

Metalmeccanici

30.000

335.000

1.000,000

33,5%

Fonchim

Chimici-farmaceutici

13.486

135.890

202.500

67,1%

Fondenergia

Energia

gas-acqua

3.200

33.200

49.000

67,8%

Fonte

Commercio, turismo, servizi

8.834

31.702

2.000.000

1,6%

Fopen

Aziende gruppo Enel

2.078

42.675

55.000

77,6%

Laborfonds

Dipendenti pubblici e privati

Tr. Alto-Adige

4.500

88.000

240.000

36,6%

Priamo

autoferrotranvieri

4.500

47.000

110.000

42,7%

Telemaco

Telecomunicazioni

1.481

56.614

120.000

47,2%

Tot. primi 8 fondi

 

68.079

770.081

3.776.500

20,4%

Altri fondi (stima)*

 

36.053

411.606

4.668.500

8,8%

Tot. generale

 

104.132

1.181.687

6.445.500

18,4%

* Ipotizzando per i fondi più piccoli lo stesso aumento delle iscrizioni delle casse di categoria più grandi.

 

I lavoratori e le lavoratrici interessati ai fondi sono circa 11 milioni. Al momento le adesioni registrate ai fondi contrattuali sono 104.000 riferite ad un bacino di utenza pari a 6.445.500 soggetti.

 

I meno interessati ai fondi risultano i lavoratori e le lavoratrici con meno di 30 anni.

 

Le adesioni minori si registrano nelle aziende al di sotto dei 50 dipendenti ne è riprova la scarsa adesione al “Fonte”, fondo dei dipendenti del Commercio. Gli interessati superano i 2 milioni ma le nuove adesioni sono appena 22.868, poco più dell’1% che, sommate a quelle precedenti raggiungono le 31.702 unità pari all’1,6% dei soggetti interessati.

 

Le adesioni ai Fondi aperti (gestori finanziari) fino a fine aprile risultano 18.000 circa.

 

Al momento l’ adesione ai Fondi pensione è modesta anche se è stata sostenuta da una massiccia campagna promozionale da parte delle organizzazioni sindacali confederali, dei gestori finanziari, del Governo. In queste settimane la campagna sugli organi di informazione ed in televisione è diventata massiccia ed insistente. E’ doveroso rimarcarne e denunciarne la non obbiettività. Negli spot del Ministero del Lavoro si ignora il “silenzio-assenso”, che ha come conseguenza il trasferimento automatico del TFR ad un fondo di origine contrattuale.

 

Al momento una gran massa di lavoratori e lavoratrici rimane silente e su questi puntano i sostenitori dei Fondi complementari di origine contrattuale. Non si possono fare numeri ma da più parti stimano in più di tre milioni i lavoratori e le lavoratrici che per essere rimasti silenti vi aderiranno in modo irreversibile, trasferendo il TFR ai fondi pensione contrattuali. Sono in generale i dipendenti di piccole e piccolissime aziende.

Il silenzio-assenso configura un vero e proprio raggiro che creerà malumore, reazioni negative ed altra sfiducia nelle istituzioni e nel Sindacato. Certamente provocherà un contenzioso legale.

E’ bene ricordare che:

  1. Il conferimento del TFR comporta l’iscrizione “obbligatoria ad un fondo” e quindi il versamento delle quote contrattuali e l’accettazione delle clausole previste nello Statuto e nei regolamenti.
  2. Il conferimento del TFR è una scelta non reversibile.
  3. I datori di lavoro, in particolare delle piccole aziende, non sono in grado o non vogliono operare per permettere ai dipendenti di scegliere.
  4. Trasferire il TFR ad un fondo pensione significa rinunciare a circa il 7% del salario fino all’età della pensione di vecchiaia.

 

Proporremo al Ministero del Lavoro che la scelta del lavoratore silente diventi esplicita.

Dopo il 30 giugno al soggetto che, senza aver scelto (silenzio) si trova iscritto ad un fondo, deve essere data la possibilità di decidere. Ad esempio inviando all’interessato unitamente alla comunicazione che il suo TFR è confluito dal primo luglio ad un Fondo, un modulo affinché possa compiere liberamente la scelta definitiva.

L’opzione Fondinps in assenza della legge non è praticabile.

Ci pare una proposta di buon senso e che salvaguarda il diritto del lavoratore e della lavoratrice di scegliere se aderire o meno ad un Fondo.