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FONDI PENSIONE: SILENZIO-ASSENSO
A circa 15 giorni dal 30 giugno, data entro la quale i lavoratori e le lavoratrici devono decidere se conferire o meno il TFR ai fondi pensione, le adesioni risultano modeste. Riassumiamo i dati pubblicati dal “Corriere Economia” apparsi nel supplemento del Corriere della Sera di lunedì 4 giugno. Dati analoghi sono stati resi noti da altri quotidiani tra cui il Sole 24 Ore.
Il 59,9% dei soggetti interessati è orientato a lasciare il TFR in azienda. Il 17,9% non sa che cosa fare. Il 6,3% pensa di aderire ai fondi dopo il 30 giugno, il 15,19 è orientato ad aderire ai fondi.
Le nuove adesioni ai fondi di categoria
* Ipotizzando per i fondi più piccoli lo stesso aumento delle iscrizioni delle casse di categoria più grandi.
I lavoratori e le lavoratrici interessati ai fondi sono circa 11 milioni. Al momento le adesioni registrate ai fondi contrattuali sono 104.000 riferite ad un bacino di utenza pari a 6.445.500 soggetti.
I meno interessati ai fondi risultano i lavoratori e le lavoratrici con meno di 30 anni.
Le adesioni minori si registrano nelle aziende al di sotto dei 50 dipendenti ne è riprova la scarsa adesione al “Fonte”, fondo dei dipendenti del Commercio. Gli interessati superano i 2 milioni ma le nuove adesioni sono appena 22.868, poco più dell’1% che, sommate a quelle precedenti raggiungono le 31.702 unità pari all’1,6% dei soggetti interessati.
Le adesioni ai Fondi aperti (gestori finanziari) fino a fine aprile risultano 18.000 circa.
Al momento l’ adesione ai Fondi pensione è modesta anche se è stata sostenuta da una massiccia campagna promozionale da parte delle organizzazioni sindacali confederali, dei gestori finanziari, del Governo. In queste settimane la campagna sugli organi di informazione ed in televisione è diventata massiccia ed insistente. E’ doveroso rimarcarne e denunciarne la non obbiettività. Negli spot del Ministero del Lavoro si ignora il “silenzio-assenso”, che ha come conseguenza il trasferimento automatico del TFR ad un fondo di origine contrattuale.
Al momento una gran massa di lavoratori e lavoratrici rimane silente e su questi puntano i sostenitori dei Fondi complementari di origine contrattuale. Non si possono fare numeri ma da più parti stimano in più di tre milioni i lavoratori e le lavoratrici che per essere rimasti silenti vi aderiranno in modo irreversibile, trasferendo il TFR ai fondi pensione contrattuali. Sono in generale i dipendenti di piccole e piccolissime aziende. Il silenzio-assenso configura un vero e proprio raggiro che creerà malumore, reazioni negative ed altra sfiducia nelle istituzioni e nel Sindacato. Certamente provocherà un contenzioso legale. E’ bene ricordare che:
Proporremo al Ministero del Lavoro che la scelta del lavoratore silente diventi esplicita. Dopo il 30 giugno al soggetto che, senza aver scelto (silenzio) si trova iscritto ad un fondo, deve essere data la possibilità di decidere. Ad esempio inviando all’interessato unitamente alla comunicazione che il suo TFR è confluito dal primo luglio ad un Fondo, un modulo affinché possa compiere liberamente la scelta definitiva. L’opzione Fondinps in assenza della legge non è praticabile. Ci pare una proposta di buon senso e che salvaguarda il diritto del lavoratore e della lavoratrice di scegliere se aderire o meno ad un Fondo.
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