In questi giorni è stata depositata alla Camera Dei Deputati da parte del nostro gruppo parlamentare una proposta di legge che permette all’INPS di diventare un soggetto attivo nella gestione della previdenza complementare e ai lavoratori di rendere reversibile l’adesione al fondo.

 

Con questa proposta di legge viene colmato un vuoto legislativo per realizzare quanto previsto nel programma dell’Unione e ribadito nella legge finanziaria.

L’INPS ha già costituito il suo fondo denominato FONDINPS, il cui statuto è analogo a quello dei fondi di origine contrattuale sia per quanto concerne le modalità di gestione, i doveri ed i diritti degli aderenti ed è sottoposto allo stesso organo di controllo: il covit.

La normativa in essere riserva a tale fondo un ruolo marginale in quanto vi possono aderire solo lavoratori e lavoratrici appartenenti a categorie che non hanno ancora costituito il fondo. E’ noto che sono già operanti 47 fondi che interessano grandi categorie come gli alimentaristi, i chimici, i metalmeccanici, gli edili e gli addetti della scuola, del commercio e turismo, del gas ed elettricità, delle telecomunicazioni, dei trasporti, del tessile e l’abbigliamento etc…

Si può sostenere, con approssimazione che ormai oltre l’80% dei dipendenti privati è “coperto” da fondi contrattuali.

La nostra proposta prevede che al Fondinps possono aderire tutti i lavoratori e le lavoratrici e quindi conferirvi il TFR e le quote salariali previste dai contratti nazionali di categoria a carico del lavoratore e del datore di lavoro.

L’INPS è il maggior istituto previdenziale italiano e gestisce non solo tutto ciò che attiene le pensioni (dalla riscossione dei contributi alla erogazione mensile delle pensioni) dei lavoratori dipendenti, dei lavoratori autonomi, dei lavoratori iscritti ai fondi speciali e persino dei dirigenti di azienda. Gestisce le prestazioni assistenziali dalle pensioni e maggiorazioni sociali alle indennità d’invalidità civile, etc…  

E’ bene ricordare che è ormai diventata convinzione generale per ragioni di efficienza, di trasparenza e di risparmio l’urgenza di unificare nell’INPS gli altri Enti che erogano le pensioni, si pensa anche all’Inail che corrisponde le rendite conseguenti ad infortunio e malattia professionale. Noi sosteniamo che l’INPS possa gestire la previdenza complementare con efficienza, costi minori del privato. Non solo, che l’INPS, il suo fondo, da maggiori garanzie a chi vi aderisce. Pensiamo che la gestione privatistica di quote di salario e del TFR sia utile riportarla in un ambito pubblico.

I lavoratori e le lavoratrici devono poter liberamente aderire al FONDINPS anche in presenza di fondi contrattuali.

La nostra proposta di legge introduce anche una novità, cioè la possibilità per chi aderisce al FONDINPS di poter, in qualsiasi momento, interrompere i versamenti compreso il TFR. Come è noto chi aderisce ad un fondo di categoria o ad altro fondo può cessare il versamento della quota contrattuale ed altrettanto farà il datore di lavoro, ma non può invece interrompere il versamento del TFR. Riteniamo che la norma che vieta l’interruzione del versamento del TFR sia coercitiva ed illegittima, quindi da cancellare.

La presentazione di questa proposta conferma il nostro impegno nella difesa, rilancio e qualificazione del sistema pensionistico pubblico, solidale, universale.

 

Maurizio Zipponi

Segreteria nazionale P.R.C.

 

Sante Moretti

Responsabile Nazionale

Settore previdenza e sistemi sociali