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Una vera e propria disdetta unilaterale
da parte dell’esecutivo del Memorandum sul pubblico impiego,
l'accordo raggiunto a gennaio scorso con il quale governo e
sindacati si sono accordati sulla riforma della pubblica
amministrazione. Lo sostengono Cgil, Cisl e Uil, fortemente
preoccupate per la decisione del ministro per le Riforme,
Luigi Nicolais, di presentare un emendamento che prevede
l’istituzione presso il Cnel di una commissione
indipendente, con l’obiettivo di monitorare e valutare i
risultati e la qualità dell'azione amministrativa. Invece,
dunque, di aprire su tali materie un confronto con le
organizzazioni sindacali, come era stato previsto nello
stesso Memorandum. In due distinte lettere i sindacati del
pubblico impiego e Cgil, Cisl e Uil hanno espresso in questi
giorni tutto il loro disappunto. Sostengono Carlo Podda (Fp
Cgil), Rino Tarelli (Fps Cisl), Salvatore Bosco (Uil Pa) e
Carlo Fiordaliso (Fpl Uil): “Il Cnel può esercitare quella
funzione in ragione del fatto che rappresenta tutte le parti
sociali. Qualunque struttura autonoma non avrebbe questa
caratteristica e quindi non potrebbe essere idonea a
svolgere quel compito. Di fronte a un cambiamento di questa
portata dovremmo constatare che il governo non ha intenzione
di perseguire l'applicazione del Memorandum”.
Nell’altra lettera, sottoscritta da
Paolo Nerozzi (Cgil), Gianni Baratta (Cisl), Paolo Pirani (Uil),
si legge: “Con tale commissione (solo apparentemente creata
in seno al Cnel che invece, di fatto, si ritroverebbe ad
essere semplice 'ospite non protagonista') si interviene in
maniera molto pesante nel già complicato sistema di
relazioni sindacali. Si parla, infatti, di portare in quella
sede una serie di importanti funzioni, potestà su materie
che sono e, devono restare, materie di confronto tra le
parti”. I sindacalisti temono che l'istituzione della nuova
struttura sia “l'ennesimo tentativo 'gattopardesco' per
un’opinione pubblica deviata da una campagna di informazione
volutamente parziale e inesatta”. Insomma, la “costosa
istituzione di un altro piccolo feudo di potere dai costi e
dai poteri francamente eccessivi e non comprensibili: una
vera e propria 'mazzata' per le speranze di rinnovamento e
miglioramento”. |