|
Lettera aperta ai Sindacati della Scuola
Ai Segretari di
Flc Cgil - Cisl Scuola - Uil Scuola
A partire dalla delusione per il contratto siglato il 29 u.s.
che, senza alcun mandato da parte dei lavoratori, ha aperto la
strada alla triennalizzazione, lasciando tra l'altro sostanzialmente
scoperto per intero l'anno 2006 e subordinando gli incrementi
stipendiali a criteri meritocratici non meglio definiti, vorremmo
sottoporre alla vostra attenzione alcuni argomenti di dissenso che
mettono in seria discussione la rappresentatività del sindacato, che
in quanto tale ha ragion d'essere nella misura in cui è capace di
porsi a difesa delle istanze di tutti i lavoratori siano essi
iscritti o non lo siano.
In particolare, come insegnanti e operatori della scuola:
- Respingiamo l'introduzione di criteri pseudo-meritocratici
finalizzati ad introdurre elementi di competizione-carriera tra i
docenti, che inficerebbero la cooperazione nel progetto educativo,
costituendo di fatto delle gerarchie aziendali all'interno di
un'istituzione che, dall'introduzione della Dirigenza fin qui, ha
visto progressivamente sminuiti gli spazi di democrazia sacrificati
ad un'ipotetica efficienza organizzativa che non abbiamo tra l'altro
minimamente riscontrato. Semmai le statistiche affermano, al
contrario, che i casi di mobbing e le fughe dalla scuola verso il
pensionamento sono incredibilmente aumentati, segno di un profondo
disagio dei docenti verso riforme subite e mai partecipate e
condivise, che, tra l'altro, hanno fatto precipitare nelle
classifiche internazionali anche la scuola materna ed elementare, le
quali erano il fiore all'occhiello del nostro sistema scolastico.
- Respingiamo la sedicente autonomia scolastica
che, oltre ad aver prodotto un aumento smisurato del potere
dirigenziale e la privatizzazione sostanziale delle scuole poste in
competizione tra loro per l'accaparramento di clienti, si è rivelata
un vero e proprio "fallimento" nella misura in cui alle scuole sono
venuti a mancare i necessari finanziamenti perfino per far fronte
all'ordinaria amministrazione.
- Respingiamo la babele dei curricoli di scuola che
si vorrebbero introdurre attraverso le Nuove Indicazioni Nazionali e
la paventata sperimentazione delle stesse a partire dal prossimo
anno scolastico. La commissione che si appresta a vararle, oltre a
non essere rappresentativa del mondo della scuola, poiché nessun
docente fa parte di essa, dimentica che i preesistenti Programmi
Ministeriali del '91 (Infanzia) '85 (Elementare) '79 (Media) sono
tuttora vigenti, dal momento che nessuna disposizione formale li ha
mai abrogati. Purtroppo sembra che anche voi nel sindacato lo
abbiate dimenticato.
Mario Pirani, che di certo non è un estremista, nel condividere le
analisi del Manifesto dei 500, dalle pagine di Repubblica ha
sottolineato quale iattura rappresenti il ribadito abbandono dei
programmi nazionali di studio per sostituirli con "programmi
personalizzati" decisi scuola per scuola. Non ci sembra di aver
notato da parte vostra una particolare attenzione al tema e, in
quelle scarse dichiarazioni che abbiamo letto da quando si è
insediato il nuovo governo, si nota un sostanziale avallo della
destrutturazione del sistema pubblico dell'istruzione che avviene
anche attraverso la diversificazione dei programmi.
Rileviamo con rammarico la distanza abissale tra le posizioni
ufficiali del sindacato e le istanze e i bisogni di chi la scuola la
vive giorno per giorno superando infinite difficoltà alle quali
ultimamente si sono aggiunte aggressioni mediatiche senza
precedenti.
SULLE QUESTIONI SOLLEVATE
RITENIAMO CHE IL SINDACATO DEBBA
- mantenere
la cadenza biennale dei contratti rivendicando almeno il
recupero pieno dell'inflazione per tutti gli anni (2006 compreso),
oltre a pretendere contestualmente un piano di congrui aumenti
salariali per tutti i lavoratori della scuola per portare i loro
stipendi all'altezza della media europea;
- rivendicare l'eliminazione dei danni che l'autonomia
scolastica ha prodotto anche in termini di democrazia nei
rapporti di lavoro;
- pretendere il ripristino immediato dei Programmi Nazionali
del 91, dell'85 del 79 e solo successivamente discutere di
un'eventuale revisione degli stessi;
- prendere atto che, dopo il fallimento evidente della
politica del cacciavite, nessuna inversione di tendenza è
realizzabile prescindendo dall'abrogazione delle leggi Moratti;
- rifiutare qualsiasi logica meritocratica che dia luogo a
differenze stipendiali, ma piuttosto intraprendere la
strada di un aggiornamento retribuito e aperto a tutti, in
particolare sulle tematiche dell'integrazione e del disagio
scolastico;
- intraprendere un percorso di ascolto e scelte condivise
con la base per superare la crisi di rappresentanza che da
tempo investe i rapporti tra i lavoratori e le organizzazioni.
Rimaniamo in attesa di un riscontro al presente appello.
Il Forum Insegnanti
sito web:
www.foruminsegnanti.it (vedi anche le adesioni fino ad ora
pervenute)
per aderire alla lettera e per contatti: info@foruminsegnanti.it
|