LETTERA APERTA

D

AL MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

 AL  DIRIGENTE SCOLASTICO DEL LICEO SCIENTIFICO “C. DE GIORGI”

AI  DOCENTI,  STUDENTI  E  GENITORI  

ALL’ UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER LA PUGLIA

AL C. S. A. – LECCE

ALLE  OO. SS.  DI  SETTORE : C.G.I.L. - C.I.S.L. – U.I.L. - SNALS –

GILDA – COBAS

ALLE RSU  –  SEDE

AL CONSIGLIO D’ISTITUTO DEL LICEO SCIENTIFICO  “DE GIORGI” LECCE

 

  I sottoscritti docenti del DIPARTIMENTO DI  LINGUE E CIVILTA’ STRANIERE del

liceo Scientifico “C. De Giorgi” di Lecce, consapevoli che la rigida applicazione della

normativa circa le cattedre a 18 ore comporterà, a decorrere dal prossimo anno scolastico, la definitiva destrutturazione della pre-esistente “verticalizzazione” (medesimo docente per i cinque anni della stessa sezione), allarmati per ciò che il provvedimento comporterà, intendono con la presente segnalarne le esiziali ricadute sulla funzione didattica e, soprattutto, sulla qualità dell’offerta formativa complessiva.

 

  In effetti, a parere di chi scrive, il conseguente balletto di docenti costretti - anno dopo

anno - ad estemporanei cambi di corso non potrà non compromettere gravemente la

continuità didattica, un principio cardine del sistema scolastico di consolidata ed

unanimemente riconosciuta efficacia;  la stabilità di un rapporto duraturo, infatti, si è

mostrata da sempre capace di cementare metodologie, dinamiche di conoscenza, approfondimento e fiducia indispensabili per monitorare e accompagnare nel tempo il processo formativo dell’alunno.

  In ossequio a logiche puramente contabili di risparmio - indebitamente invasive

dell’organizzazione del lavoro - la migliore utilizzazione didattica dell’insegnante e,

quindi, la qualità dell'insegnamento, saranno sacrificate a calcoli ragionieristici

indifferenti all'utilità sociale dell'offerta scolastica, mentre i Consigli di classe, perdendo

stabilità, perderanno insieme la capacità di operare come gruppi organici e rigorosi attenti alle esigenze di maturazione della personalità globale degli alunni.

 

  Appare francamente sorprendente e inaccettabile, in definitiva, che un sistema scolastico pubblico teso alla ricerca di livelli qualitativi sempre migliori, possa essere minato così profondamente  dal risparmio  marginale ottenibile  da un impiego diverso di una sola ora di lezione per cattedra.

   Poco o per nulla rilevante risulta il fatto che agli insegnanti saranno imposte più gravose

condizioni di lavoro; fondamentale  resta,  invece, l’inevitabile impoverimento dell’offerta formativa – implicito nelle misure di razionalizzazione – che imporrà alla collettività, alle famiglie e agli studenti un ben più grave costo in termini di scadimento della qualità dell’ apprendimento e di compromissione del diritto allo studio.

  Ferme restando le considerazioni di fondo, che a nostro parere impongono prese di

coscienza e momenti di mobilitazione a difesa della qualità culturale del nostro Liceo e

più generalmente della Scuola Pubblica, ci rivolgiamo per quanto detto al Ministero, alle

famiglie, ai colleghi, alle organizzazioni sindacali, alle istituzioni scolastiche tutte, perché siano ricercate - attraverso una più articolata e non burocratica applicazione della norma“incriminata”- soluzioni strutturali  (ad es. , la modifica del monte ore attribuito a ciascuna classe, o l’ impiego dei docenti in attività collaterali, di sportello, di recupero, ecc.), capaci di correggere o annullare, in via definitiva,  quei devastanti effetti sull’universo Scuola e sulla collettività.

 

Seguono firme di 11 docenti