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Tavoli concertativi:
Dopo l'accordo sul pubblico impiego il Governo accellera
Ieri, dopo tre ore di vertice (tra
governo, rappresentanti dei partiti e della maggioranza)
convocato per discutere sopratutto della recente batosta
elettorale alle amministrative, la maggioranza di Governo ha
concluso che è necessario rilanciare un raccordo più
stringente tra azione di Governo e cittadini al fine di
ricostruire un forte consenso. Tra le prime cose da fare c'è
da mettere mano ad alcune non più rinviabili riforme.
Guarda caso, nell'elenco delle cose da
fare subito ed alla svelta, al primo posto ci sono le
pensioni, il mercato del lavoro e la revisione del modello
contrattuale.
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Per il Ministro del Lavoro, sulle
pensioni bisogna fare in fretta, e dunque chiudere un
accordo coi sindacati prima del varo del Dpef a luglio.
In una intervista al "Giornale" il ministro Damiano
ribadisce però i punti dell'accordo: Innalzamento
comunque dell'età pensionabile (scalini invece di
scalone), e revisione dei coefficienti (che lui tira in
ballo genericamente richiamando l'impegno ad applicare
la legge Dini). Nulla di nuovo quindi, nessun
ripensamento, tutto a conferma di quanto già il Governo
ha chiesto ai sindacati nell'ultimo incontro. Tutto
questo mentre i nostri vertici sindacali ancora
affermano (tramite le solite interviste ai giornali) la
loro delusione per il fatto che il Governo non abbia
ancora formalizzato una sua proposta.
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Sulla legge 30 il Ministro Damiano
già afferma da tempo che la legge 30 non va abolita ma
semmai aggiustata. Il suo obiettivo (per altro condiviso
dai sindacati che si accontentano) è quello di togliere
dalla legge alcune tipologie di lavoro (lavoro a
chiamata, staff leasing) per altro già ora scarsamente
utilizzate dalle imprese. Il risultato è però che la
legge 30 mantiene intatta la sua struttura che si basa,
appunto, sull'idea che è il mercato a definire le
condizioni di utilizzo della forza lavoro e non già una
politica sociale di tutele e di rispetto per le
aspettative degli individui.
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Sulla Triennalizzazione della
contrattazione e sulla defiscalizzazione-decontribuzione
del salario variabile (contrattazione decentrata) ormai
tutti concordano di poter arrivare ad un accordo
abbastanza facilmente (salvo qualche resistenza
all'interno della Cgil).
In sintesi:
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Il Governo pensa di recuperare la
sua immagine (uscita un po ammaccata dalle recenti
elezioni amministrative) facendo vedere che ha coraggio
da vendere per andare fino in fondo su alcune questioni
spinose (pensioni ecc.), ed ha quindi fretta di arrivare
velocemente a chiudere la partita.
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Le difficoltà sindacali di questi
mesi per andare velocemente in questa direzione si sono
alla fine risolte, in parte grazie alle forzature di
Cisl e Uil che di fatto tengono la Cgil sotto il ricatto
di accordi separati (vedi pubblico impiego), ed in parte
per la conversione sindacale a dedicarsi con più anima e
corpo a favorire una via di uscita al Governo che
insegue con ancora più brama di prima un'asse con
Confindustria ed associazioni padronali.
E i lavoratori ??
I lavoratori sanno bene almeno due cose:
Di cosa hanno bisogno e cosa vuole fare il Governo. Quello
che non sanno è quale sia la posizione sindacale che ormai
parla solo con le interviste sui giornali (per di più in
sindacalese e politichese). Del sindacato sanno solo che
anche lui chiede che si arrivi velocemente un accordo. Un po
poco per sentirsi rappresentati.
Il fatto è che le trattative in oggetto
sono iniziate (anche se qualcuno continua a far finta che
ancora non ci siano proposte sul tavolo), e che i sindacati
stanno trattando senza di fatto aver ottenuto alcun mandato
da parte dei lavoratori.
Giustamente già diverse Rsu stanno
chiedendo un referendum di validazione dei futuri e
probabili accordi su pensioni, mercato del lavoro e
contrattazione (e conquistare questo diritto non sarà facile
comunque anche se andrà rivendicato) ma le cose oggi sono
così fortemente compromesse che diventa necessario chiedere
anche l'immediata sospensione delle trattative aperte almeno
fino a quando ai lavoratori non sarà stata data la
possibilità di discutere e decidere su quali basi e per
quali obiettivi i sindacati dovranno tornare a sedersi a
quei tavoli).
Per questo diventa urgente far sentire
la voce della base sindacale, anche attraverso
l'adesione ed il sostegno
all'appello già lanciato nei giorni scorsi.
02-06-07
COORDINAMENTO RSU |