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Cade un tabù. Per
la prima volta i sindacati confederali
minacciano di estendere le iniziative di lotta
alle operazioni di scrutini ed esami, ovvero un
classico mezzo del sindacalismo di base
che - negli anni '80 - ha prodotto risultati
lusinghieri strappando al governo di turno
concessioni stipendiali mai più eguagliate nei
quindici anni successivi.
Il comunicato sottoscritto, nei giorni scorsi,
dai sindacati confederali è sorprendente nel
tono ma chiarissimo nella sostanza: non solo
conferma lo sciopero del 4 giugno, ma annuncia
che "in assenza di risposte concrete e
immediate le iniziative di lotta continueranno
anche dopo il 4 giugno e investiranno le
attività di fine anno scolastico compresi
scrutini ed esami ".
Perbacco!
I sindacati, si legge
nel comunicato
unitario,
"dicono basta al festival degli annunci e dei
proclami da parte dei diversi esponenti del
Governo e rivendicano l'integrale rispetto degli
impegni assunti e sottoscritti ".
Bene, molto bene.
A questo punto mi chiedo: "visto che il Governo
- ritenendoli carta straccia - non
rispetta i patti sottoscritti - il 6 aprile 2007
- perché i confederali non ritengono "superati"
(dalle circostanze eccezionali) anche gli
accordi "capestro" che limitano fortemente il
diritto di sciopero e - contravvenendo agli
accordi sottoscritti - non proclamano lo ...
sciopero degli scrutini ad oltranza e senza
alcuna limitazione?.
Ovvero perché non propongono anche il
blocco ad oltranza degli esami di Stato (in base
ai già citati accordi "capestro" sia lo sciopero
degli scrutini ad oltranza sia il blocco degli
esami di Stato sarebbero .... illegali)
garantendo - agli scioperanti - adeguata
tutela giuridica e legale?.
Se avranno il coraggio necessario i
docenti, questa volta, li seguiranno perché, per
una volta, ad essere penalizzati non saranno
solo gli scioperanti ...
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