No alla triennalizzazione dei contratti. Il 1° giugno si faccia lo sciopero dei pubblici e poi sciopero generale

Diversi esponenti del governo, dal ministro dello sviluppo economico al ministro del lavoro, sostengono improvvisamente la necessità di portare a tre anni la durata dei contratti nazionali. E’ una scelta inaccettabile e tanto più grave, in quanto viene fatta per coprire la volontà del governo di non rispettare l’accordo sottoscritto sul pubblico impiego.
E’ incredibile che una controparte continui a rimettere in discussione lo stesso accordo, avendolo già sottoscritto due volte. E’ questa una vera e propria scelta antisindacale del governo, che punta a distruggere ogni credibilità della contrattazione. La scelta poi di passare disinvoltamente dai contratti biennali ai contratti triennali, rappresenta un pieno sostegno alle posizioni della Confindustria, che vuole ridurre ruolo e funzione del contratto nazionale, e per questa via le paghe e i diritti universali dei lavoratori. “Spalmare” su tre anni gli aumenti di due è una maniera classica per ridurre il salario dei lavoratori e davvero solo improvvisazione e arroganza possono proporre questa soluzione per i contratti pubblici e, in futuro, per quelli privati.
A questo punto la Rete28Aprile, che ha già criticato le modalità della vertenza dei pubblici dipendenti e, in particolare, l’assenza di una vera consultazione democratica dei lavoratori, ritiene indispensabile che il sindacato faccia fino in fondo il suo dovere. Occorre dire no alle manovre del governo e andare senza altre incertezze allo sciopero dei lavoratori pubblici che, in questa situazione, è solo l’avvio di un percorso di lotta che dovrà portare, viste tutte le posizioni del governo sulle pensioni, la politica economica, la politica sociale, allo sciopero generale.

Rete28Aprile nella Cgil per l’indipendenza e la democrazia sindacale

Roma, 22 maggio 2007