Contrattazione:

 

Con l'incontro del 18 maggio si è ufficialmente aperta la trattativa per scardinare l'attuale impianto contrattuale.

L'obiettivo del Governo (vedi la relazione (PDF) introduttiva del Ministro Damiano all'incontro del 18 maggio) e la posizione Cgil Cisl Uil  (vedi documento unitario delle segreterie nazionali del 5 febbraio) è sostanzialmente quello di aumentare il peso del salario variabile rispetto a quello fisso, aumentadone la dipendenza alla produttività e redditività di impresa.

Di fatto è una operazione che punta a rafforzare la contrattazione del premio di partecipazione, sostendendo questa contrattazione con ulteriori sgravi fiscali e contributivi a favore delle imprese, e dando maggiore peso e pregnanza alla contrattazione decentrata rispetto a quella contrattuale nazionale.

Una deriva già avviata con l'accordo del 23 luglio e che ora si vuole sviluppare quanto basta per aprire formalmente anche lo svuotamento del contratto nazionale.

Vedi a riguardo un'analisi in merito a questa deriva (evoluzione della contrattazione salariale) fino alla messa in pratica dell'accordo del 23 luglio (già pubblicata precedentemente sul nostro sito - formato word zippato).

 

Vedi anche i materiali presenti sulla pagina del sito - Verso la verifica dell'accordo del 23 luglio - tra spinte neocorporative ed illusioni concertative

Come avviene sulle pensioni e non solo, anche in questo caso il confronto sindacato-Governo-Confindustria si svolge senza alcuna possibilità di verifica diretta da parte dei lavoratori.

Il rischio è che, inevitabilmente investiti dalle forti preoccupazioni in materia di pensioni, questo tavolo concertativo venga vissuto dai lavoratori come secondario, cosa che non è assolutamente sopratutto per le conseguenze sul medio e lungo periodo che un'eventuale accordo potrà produrre sulla stessa struttura contrattuale.

 

 

19.5.07

 

Coordinamento Rsu