Nota riassuntiva della riunione del Gruppo nazionale di continuità R28A

tenutasi a Roma il 14 maggio 2007

 

La riunione nazionale del Gruppo di continuità ha affrontato sia temi legati all’iniziativa più immediata, sia un primo bilancio dell’attività della Rete in quest’anno. Su quest’ultimo punto si è dato un giudizio estremamente positivo dell’Assemblea del 21 aprile a Milano e più in generale della capacità che la Rete ha avuto di stare dentro il confronto politico e sociale aperto nel paese. Le questioni dell’indipendenza, della democrazia sindacale, della sindrome del governo amico che tocca il sindacato confederale, sono oggi diventate centrali. Però, nello stesso tempo, si sono valutati anche i forti limiti della Rete nella sua capacità di consolidare nel territorio e nelle categorie l’iniziativa politica generale. E il rischio concreto è che la crescita della Rete avvenga come risultante tra l’aumento di tutte e tutti coloro che decidono di mobilitarsi per la prima volta, e quelli che, dopo una prima iniziativa, si fermano perché non riescono a consolidare le proprie pratiche. C’è il rischio di una rotazione nella presenza della Rete che, complessivamente segna un’espansione, ma che non può soddisfare perché comunque produce delle perdite e dei rallentamenti inaccettabili in questa fase. La questione politica del consolidamento della Rete nella pratica sindacale dei territori e delle categorie è quindi il punto centrale della discussione. Per affrontarlo si è deciso di chiedere alle compagne e ai compagni l’impegno a partecipare a due giorni di discussione piena, superando il metodo di lavoro che vede le riunioni di coordinamento nazionale durare poche ore per via degli impegni delle compagne e dei compagni.

Si è quindi deciso di convocare indicativamente per la settimana tra il 16 e il 20 luglio un seminario di due giorni, in una località che verrà successivamente comunicata, al quale partecipino tutte le compagne e i compagni che hanno funzioni di continuità a livello nazionale, regionale, territoriale e di categoria.

Sui temi più immediati si sono assunti i seguenti orientamenti:

 

Sulle pensioni va intensificata la campagna per arrivare allo sciopero generale e per esigere la  consultazione nel caso di accordo sindacale, fermo restando che oramai è chiaro che l’ipotesi di mediazione ventilata dal governo, tagli parziali dei coefficienti e “scalini” al posto dello scalone, viene respinta dai lavoratori. Nel caso di consultazione, con un accordo che accettasse questa impostazione del governo, la Rete si impegnerebbe per il no.

 

Sul Tfr occorre sviluppare una campagna informativa nell’ultimo mese, per evitare che le lavoratrici e i lavoratori caschino nella trappola del silenzio-assenso. Occorre che il sindacato prenda atto che la grande maggioranza dei lavoratori non ha aderito ai fondi pensione. Va quindi rilanciata la campagna informativa.

 

Sulla precarietà  bisogna provare a rilanciare il movimento che ha portato alla manifestazione del 4 novembre, anche se molti di coloro che allora parteciparono si sono sottratti. Non è accettabile che dopo una così grande manifestazione non si sia fatto più nulla, mentre il governo ha abbandonato ogni volontà riformatrice, anche parziale, rispetto alla Legge 30.

 

Sulla democrazia sindacale  la Rete è impegnata a rilanciare la campagna per una legge sulla democrazia sindacale, anche assieme alle organizzazioni extraconfederali, a condizione che sia chiaro non solo il diritto di tutti a eleggere i propri rappresentanti e la fine di ogni privilegio per i firmatari dei contratti, ma anche il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori a votare su piattaforme e accordi.

 

Sui contratti  si è deciso di sviluppare nelle categorie l’iniziativa sui contratti, sia per affermare la democrazia sindacale, anche perché ancora una volta solo i metalmeccanici fanno il referendum, sia sui contenuti salariali e normativi. Sui temi della contrattazione è indispensabile un lavoro più puntuale della Rete nelle categorie, in particolare in quelle ove oggi le rivendicazioni salariali, le scelte normative, il rapporto con i lavoratori, sono più distanti da quanto rivendicato dalla Rete.

 

Sulla venuta di Bush a Roma il 9 giugno la discussione ha evidenziato prevalentemente un giudizio critico sul realizzarsi di iniziative diverse, anche se vi sono state anche altre valutazioni. In ogni caso un punto di sintesi comune è quello di partecipare a tutte le iniziative del 9 giugno a Roma, con l’impostazione assunta dalla Rete che è contemporaneamente per il no a Bush e alla sua politica di guerra, ma anche contro l’intervento in Afghanistan e per il ritiro delle truppe italiane, contro l’allargamento della base di Vicenza e l’aumento delle spese militari.

 

 

Roma, 16 maggio 2007

 

 

Rete 28 Aprile nella Cgil per l’indipendenza e la democrazia sindacale

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