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Pensioni.
Comunicati, documenti, odg
dai territori e dalle Rsu
Sciopero alla Pininfarina contro lo scalone.
Torino, 11 maggio
2007
Continuano
le agitazioni spontanee dei lavoratori contro lo scalone
e gli scalini. Oggi hanno scioperato per un'ora, dopo
aver svolto le assemblee e aver approvato l'ordine del
giorno, gli oltre 2.500 dipendenti della Pininfarina nei
tre stabilimenti di Bairo, Grugliasco e San Giorgio.
Anche la
Favaretto, di Pino Torinese, ha sottoscritto l'ordine
del giorno per chiedere ai sindacati confederali, sulle
pensioni, una posizione coerente con la volontà dei
lavoratori.
Ufficio stampa Fiom
***
Rsu Marcegaglia:
riforma pensioni.
11 maggio 2007
La R.S.U.
della Marcegaglia divisione tubi trafilati di Boltiere,
ritiene inaccettabili le posizioni prese da alcuni
Ministri e membri del governo in merito alla discussione
riguardante la riforma delle pensioni.
Il
programma elettorale dell´attuale maggioranza non
prevedeva un innalzamento dell´età per andare
in pensione né il ritocco dei coefficienti di calcolo,
ma al contrario, in campagna elettorale aveva promesso
di cancellare e non sostituire lo "scalone" voluto dalla
riforma Maroni con ipotetici "scalini".
Inoltre sosteniamo che il
sindacato in piena autonomia a livello confederale
unitariamente debba proclamare lo sciopero generale con
manifestazione nazionale, per fermare questo continuo
logoramento dello stato sociale che si protrae ormai da
troppi anni qualsiasi sia la maggioranza di governo.
***
Comunicato Rsu Belleli Energy.
Mantova, 11
maggio 2007
La Rsu
della Belleli di Mantova esprime forte preoccupazione
per il modo in cui il Governo ha iniziato ieri il
confronto con le parti sociali su una materia “delicata”
come quella della riforma previdenziale.
Il
“prendere o lasciare” come quello del ministro Padoa
Schioppa (o si fa la riforma entro giugno o rimane lo
scalone) è inaccettabile in quanto rappresenta la
negazione del confronto.
Se il
metodo ha lasciato a “desiderare”, il merito è fonte di
grande preoccupazione tra i delegati le lavoratrici e i
lavoratori che non comprendono un peggioramento del
sistema previdenziale dopo l’aumento dello 0.30% dei
contributi e in un contesto positivo delle entrate.
La Rsu, le
lavoratrici e i lavoratori confidano in CGIL, CISL e UIL
affinché al tavolo prevalga la necessaria fermezza per
respingere qualsiasi ipotesi di innalzamento dell’età
pensionabile e la modifica indiscriminata dei
coefficienti.
La Rsu
ribadisce che a fronte di eventuale ipotesi di accordo
la medesima sia sottoposta al voto vincolante delle
lavoratrici e dei lavoratori.
***
Comunicato stampa Fiom Parma.
Parma,
11 maggio 2007
Le
posizioni espresse dai ministri Padoa-Schioppa e Damiano
al tavolo di confronto con Cgil-Cisl-Uil con la proposta
di passare dallo “scalone” Maroni agli “scalini” e di
rivedere i coefficienti di
calcolo sulle pensioni, hanno prodotto nel nostro
territorio iniziative spontanee di sciopero in alcune
fabbriche( Sma, Mingazzini, Faba Sirma, Wittur, Gonvarri
ecc.), ordini del giorno e prese di posizione di molte
Rsu metalmeccaniche.
I
lavoratori e le lavoratrici hanno ragione! Le posizioni
espresse dai ministri del Governo sono
inaccettabili. I lavoratori e le lavoratrici hanno già
duramente pagato il prezzo della controriforma Dini del
'95 in termini di età pensionabile e rendimento della
pensione. Persino l'ultima legge finanziaria in ordine
di tempo è costata al lavoro dipendente 5-6 miliardi di
euro.
È
tempo quindi di costruire una mobilitazione generale
contro ogni ipotesi di innalzamento dell'età pensionabile e di nuovo
taglio del rendimento delle pensioni. Per queste ragioni
credo che Cgil-Cisl-Uil dovrebbero interrompere la
trattativa, tornare a discutere con i lavoratori e le
lavoratrici e proclamare lo sciopero generale.
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Comunicato Rsu Oto Melara,
La Spezia
11 maggio 2007
La Rsu Oto Melara
ritiene inaccettabili le recenti dichiarazioni del
ministro dell’Economia Padoa Schioppa riguardo la
riforma previdenziale.
Crediamo sia
necessario superare l’ingustizia del cosiddetto
“scalone” senza toccare i coefficienti di calcolo delle
pensioni. Le risorse economiche devono essere trovate
altrove senza penalizzare ulteriormente i lavoratori più
anziani ma soprattutto i giovani.
***
Rsu Ansaldo [rsu-ansaldo@ansaldo-esc.com]
La
Rsu e i lavoratori di Ansaldo Camozzi sono estremamente
angosciati da come si sta evolvendo la trattativa tra
governo e parti sociali sulla previdenza.
Secondo noi le proposte portate al tavolo da parte del
governo (la modifica dei coefficienti e il mantenimento
dello “scalone”) sono inaccettabili da un
governo “di sinistra” che aveva nel suo programma ben
altre cose.
Chiediamo che Cgil,
Cisl e Uil promuovano una mobilitazione generale dei
lavoratori e delle lavoratrici per affermare la
necessità di migliorare il sistema previdenziale.
Nel caso che il
governo continui nella politica dei tagli o allungamenti
chiediamo alle Confederazioni di dichiarare lo sciopero
generale nazionale in difesa delle pensioni.
La campagna contro
la pensione pubblica rappresenta uno dei più gravi
attacchi ai diritti consolidati del mondo del lavoro.
Ribadiamo quindi, la necessita che
ogni accordo che Cgil, Cisl e Uil facciano in quei tavoli,
prima di essere siglato, sia discusso e votato dai
lavoratori.
***
Comunicato Rsu Fava Spa.
Ferrara, 10 maggio 2007
Il primo
giorno di confronto sulle pensioni ha visto un forte
peggioramento del percorso di riforma del sistema
previdenziale. Le aspettative condivise dalle parti
sociali prima della costituzione del tavolo sono state
vanificate dalle posizioni non univoche del Governo e
quindi dalle dichiarazioni del Ministro Padoa-Schioppa.
La RSU
dell'azienda metalmeccanica Fava Spa della
provincia di Ferrara ritiene la sostituzione dello
“scalone” con gli “scalini” un inaccettabile soluzione
che non risolve il problema e peggiora comunque le
condizioni esistenti.
Quanto alle
dichiarazioni in merito alla revisione dei coefficienti
di sostituzione non vanno sicuramente verso un
miglioramento delle condizioni previdenziali delle nuove
generazioni, che già vedono precarizzata la propria vita
lavorativa e che traguarderanno in questo modo una vita
pensionistica economicamente inaccettabile.
La RSU
ribadisce la richiesta di abolizione dello “scalone”
introdotto dal governo Berlusconi e un aumento delle
pensioni a partire dal principio di intangibilità al
ribasso dei coefficienti di sostituzione.
***
Comunicato Rsu Lear,
Grugliasco
(To) 10 maggio 2007
Ieri, Cgil, Cisl e
Uil si sono incontrati col Governo per discutere di
pensione: “scalone Maroni”, età pensionabile,
coefficienti di calcolo delle pensioni.
Il Governo ha subito
posto un aut-aut:
- modifica dello scalone
innalzando più gradualmente l’età pensionabile arrivando
ai 62 anni nel 2014 (anziché eliminare lo scalone
compromesso in campagna elettorale) e riduzione dei
coefficienti di calcolo che abbassa le pensioni;
- oppure, innalzamento
dell’età pensionabile e riduzione dei coefficienti.
È grave che Cgil, Cisl e
Uil non abbiano rotto col governo e non abbiano
dichiarato la mobilitazione generale.
Nei luoghi di lavoro
deve essere avviata la discussione per costruire la più
ampia mobilitazione dei lavoratori a sostegno degli
unici provvedimenti che il governo deve fare:
- eliminazione dello
scalone;
- rivalutazioni e non
abbassamenti delle pensioni;
- un sistema pensionistico
che ai giovani e alle giovani lavoratrici garantisca
pensioni dignitose.
Contro il taglio
delle pensioni e l’innalzamento dell’età pensionabile,
la Rsu della Lear unitariamente dichiarano sciopero.
***
Comunicato Rsu Trw
automotive
spa,
S.Giovanni di
Ostellato (Fe)
10 maggio 2007
Il primo giorno di
confronto sulle pensioni ha visto un forte peggioramento
del percorso di riforma del sistema previdenziale. Le
aspettative condivise dalle parti sociali prima della
costituzione del tavolo sono state vanificate dalle
posizioni non univoche del governo e quindi dalle
dichiarazioni del ministro Padoa Schioppa.
La Rsu dell'azienda
metalmeccanica Trw automotive Italia spa di S. Giovanni
di Ostellato provincia di Ferrara ritiene la
sostituzione dello “scalone” con gli “scalini” una
inaccettabile soluzione che non risolve il problema e
peggiora comunque le condizioni esistenti.
Quanto alle
dichiarazioni in merito alla revisione dei coefficienti
di sostituzione non vanno sicuramente verso un
miglioramento delle condizioni previdenziali delle nuove
generazioni, che già vedono precarizzata la propria vita
lavorativa e che traguarderanno in questo modo una vita
pensionistica economicamente inaccettabile.
La Rsu ribadisce la
richiesta di abolizione dello “scalone” introdotto dal
governo Berlusconi e un aumento delle pensioni a partire
dal principio di intangibilità al ribasso dei
coefficienti di sostituzione.
***
Comunicato stampa Fiom Legnano. Giù le mani dalle
pensioni! A Legnano scioperano i lavoratori della Franco
Tosi e della Tamini
I lavoratori della
Franco Tosi e della Tamini (aziende metalmeccaniche di
Legnano) “giudicano inaccettabili le posizioni espresse
da Padoa Schioppa e da altri ministri dell’attuale
governo in materia di previdenza”.
“Che fine hanno
fatto – si chiedono alla Tamini – tutti gli impegni
assunti durante la campagna elettorale e sottoscritti da
tutti i partiti dell’Unione? Se proprio vogliono
tagliare comincino dai privilegi delle pensioni dei
dirigenti e dei parlamentari.” “Riteniamo necessario e
doveroso – incalzano i lavoratori della Franco Tosi –
promuovere iniziative per migliorare il sistema
pensionistico, a partire dall’abolizione dell’iniquo
scalone.”
Per questi motivi
nelle due aziende di Legnano è stato proclamato uno
sciopero per venerdì 11 maggio.
Legnano, 10
maggio 2007
***
Comunicato stampa Fiom Milano
Pensioni: scioperi
spontanei nelle aziende metalmeccaniche milanesi
No all’innalzamento
dell’età pensionabile. No alla revisione dei
coefficienti. Rispetto degli impegni presi dall’Unione
in campagna elettorale.
Sono questi, in estrema
sintesi, i contenuti su cui i lavoratori della Muller
Jakob, della Saes Getters e della Mar di Lainate
invitano il sindacato a promuovere la più ampia
mobilitazione per “convincere” il governo a non
proseguire sulla strada che porta al peggioramento delle
condizioni di lavoro e di vita.
Pressoché identiche
sono le richieste che i rappresentanti dei lavoratori
Fiom e Fim della Ansaldo Sistemi industriali di Sesto
San Giovanni hanno indirizzato alle segreterie nazionali
di categoria e di Cgil, Cisl e Uil.
Per chiedere
l’abolizione del “gradone” Maroni (cioè per dire che non
accettano di restare al lavoro oltre i 57 anni) e
ribadire la loro contrarietà alla modifica dei
coefficienti (che penalizzerebbe i più giovani) i
lavoratori della Muller hanno incrociato le braccia
questa mattina, quelli della Saes Getters e della Mar
hanno indetto lo sciopero per venerdì 11 maggio.
Milano,
10 maggio 2007
***
Documento delle Segreterie
Fim,
Fiom, Uilm Brescia
Le dichiarazioni
rilasciate in questi giorni da alcuni esponenti del
governo, a partire da quanto affermato dal ministro
Padoa Schioppa in concomitanza con l’avvio del confronto
sulla riforma previdenziale, esplicitano posizioni
inaccettabili per l’insieme del mondo del lavoro
rappresentato da Cgil Cisl e Uil.
La modifica dei
coefficienti e il mantenimento dello “scalone”
rappresentano un peggioramento per tutti i lavoratori in
una fase di crescita economica, di maggiori entrate
fiscali e previdenziali, di risanamento dei conti
pubblici; nello stesso tempo alle imprese si riconoscono
agevolazioni e sgravi fiscali.
Fim,
Fiom e Uilm di
Brescia per affermare l’indisponibilità ad accettare un
confronto fondato sul peggioramento delle condizioni
esistenti e per ribadire la richiesta di miglioramento
del sistema previdenziale a partire dalle condizioni
pensionistiche delle nuove generazioni, dal sistema
penalizzante delle “finestre” e dall’abolizione dello
“scalone”, chiedono alle segreterie nazionali di Cgil,
Cisl e Uil di promuovere una mobilitazione generale di
tutte le lavoratrici e i lavoratori.
Brescia, 10 maggio 2007
***
e-mail da:
Rsu Mingazzini [rsuming@libero.it]
Inviata:
giovedì 10 maggio 2007 11.48
La rsu e i lavoratori
della Mingazzini guardano con estrema preoccupazione
alla situazione al tavolo di trattativa tra governo e
parti sociali sulla previdenza. Inaccettabili le
proposte del ministro dell’Economia che comporterebbero
la riduzione dei coefficienti di rivalutazione e quindi
un ulteriore abbassamento delle pensioni, gia falcidiate
da tante «riforme». Anche la proposta di trasformare lo
scalone in scalini non è in sintonia con la posizione
che la Cgil ha piu volte autorevolmente espesso. Per
questo crediamo importante e quanto mai appropriata la
richiesta del nostro segretario generale, Gianni
Rinaldini, di predisporre iniziative di mobilitazione
per far ripartire su basi diverse questa trattativa.
Noi domani sciopereremo per chiedere proprio questo alla
nostra organizzazione.
***
e-mail da:
Rsu Ocme [rsu.ocme@ocme.it]
Inviata:
giovedì 10 maggio 2007 10.18
Come rappresentanti
dei lavoratori della ditta Ocme vogliamo esprimere la
nostra contrarietà a qualsiasi riforma delle pensioni
che implichi innalzamenti dell’età e/o tagli ai
coefficienti di rivalutazione delle pensioni.
Sentite le
dichiarazioni fatte nella giornata di ieri dal ministro
Padoa-Schioppa al tavolo della trattativa tra governo e
parti sociali, chiediamo a Cgil, Cisl e Uil di
sospendere la stessa e di pretendere una posizione
«ufficiale» del governo.
Nel caso che questa continui a
essere quella dei tagli o allungamenti chiediamo alle
Confederazioni di dichiarare lo sciopero generale
nazionale in difesa delle pensioni dei lavoratori.
***
Odg Rsu aziende
Industria Borla spa
(Moncalieri),
Danfos
(Trofarello),
Valeo services
(Santona),
Biemme
(Moncalieri)
Né scalone né scalini.
Nessuna revisione dei coefficienti sulle pensioni
Le posizioni
espresse dal Governo sulle pensioni vanno in direzione
opposta a quanto richiesto dai lavoratori e
rappresentano una palese negazione degli stessi impegni
assunti nel programma di Governo su tali materie. La
posizione espressa dai lavoratori è chiara: no allo
scalone, no agli scalini, no alle revisione dei
coefficienti.
Anziché agire sulla
leva fiscale, nonostante le iniziative contro l’evasione
fiscale e contributiva abbiano già dato significativi
risultati, per alzare le pensioni in essere e correggere
le storture del sistema per garantire pensioni degne di
questo nome ai giovani, viene riproposta la vecchia
logica del taglio delle pensioni per fare cassa.
Su queste basi
nessun confronto è possibile.
Nessun accordo può
essere fatto senza passare per la consultazione e il
voto dei lavoratori.
***
Odg
Rsu Fim e Fiom Ansaldo sistemi
industriali,
Milano 9 maggio 2007
Le rsu unitarie di
Ansaldo sistemi industriali spa, stabilimento di Milano,
esprimono preoccupazione per la discussione aperta al
tavolo di confronto col governo in materia
pensionistica.
Chiedono al governo Prodi
il rispetto degli impegni elettorali presi per il
superamento dello scalone e per la modifica dei
coefficienti per evitare l'ulteriore penalizzazione
delle giovani generazioni, l'aumento delle pensioni
minime.
Oggi il Governo
propone il contrario, cioè il mantenimento di fatto
dello scalone e la modifica dei coefficienti di
sostituzione proponendo ancora sgravi per le imprese.
Si spaccia questa
soluzione come una risorsa per sostenere una crescita
duratura. I lavoratori, i giovani, i pensionati, hanno
già pagato i costi della crisi, senza aver nessun
beneficio dalla manovra fiscale per l’anno 2007 (cuneo
fiscale). i lavoratori non hanno nessuna intenzione di
continuare a pagare anche in una fase di ripresa, oggi
sulla manovra previdenziale e poi magari in materia di
contrattazione collettiva.
Se il Governo proseguirà
sulla strada che porta al peggioramento delle condizioni
di vita dei lavoratori e dei pensionati è necessaria la
più ampia mobilitazione delle lavoratrici e dei
lavoratori.
Per questo chiediamo
alle organizzazioni sindacali di mettere in campo le
adeguate iniziative di lotta.
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