|
“Le posizioni espresse dai ministri
Padoa-Schioppa e Damiano al tavolo di confronto con Cgil
Cisl Uil, con la proposta di passare dallo “scalone” Maroni
agli “scalini” e di rivedere i coefficienti di calcolo sulle
pensioni, hanno prodotto nel nostro territorio iniziative
spontanee di sciopero in alcune fabbriche (Sma, Mingazzini,
Faba Sirma, Wittur, Gonvarri ecc.), ordini del giorno e
prese di posizione di molte Rsu metalmeccaniche”. A dirlo è
la Fiom Cgil di Parma in un comunicato: “I lavoratori e le
lavoratrici hanno ragione, le posizioni espresse dai
ministri del Governo sono inaccettabili. Abbiamo già pagato
duramente il prezzo della controriforma Dini del '95 in
termini di età pensionabile e rendimento della pensione.
Persino l'ultima legge finanziaria in ordine di tempo è
costata al lavoro dipendente 5-6 miliardi di euro”. Conclude
la nota: “È tempo quindi di costruire una mobilitazione
generale contro ogni ipotesi di innalzamento dell'età
pensionabile e di nuovo taglio del rendimento delle
pensioni. Per queste ragioni Cgil Cisl e Uil dovrebbero
interrompere la trattativa, tornare a discutere con i
lavoratori e le lavoratrici e proclamare lo sciopero
generale”. |