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Pensioni : Come
volevasi dimostrare... |
"I tempi per la
chiusura del tavolo sul Welfare sono
molto vicini al limite, che è fine
giugno. La conseguenza di un mancato
accordo sarebbe l'applicazione
dell'attuale legislazione con lo scalone
e la revisione dei coefficienti". Così
il ministro dell'Economia Tommaso
Padoa-Schioppa all'incontro fra governo
e parti sociali in corso a Palazzo Chigi.
Davanti agli stati generali dei
sindacati, il ministro ha confermato ai
suoi interlocutori che "la cornice
generale delle compatibilità non cambia:
ci sono 2,5 miliardi e maggiori risorse
dovranno derivare da economie e risparmi
di spesa". Nell'intervista pubblicata
oggi su Repubblica, dove il ministro
svelava il suo piano per lo pensioni,
Padoa-Schioppa aveva detto: "Ho fiducia
che le forze politiche e le
organizzazioni sindacali capiscano che
questa è un'occasione da non perdere."
"Il coraggio dovrebbe averlo il governo
a presentarsi con una proposta unitaria:
quando lo farà potrà partire la fase
finale del confronto." Sono queste le
parole con cui ha risposto il segretario
generale della Cgil Guglielmo Epifani
parlando a una manifestazione dei
giovani quadri della Cgil. "Voglio dire
a Padoa-Schioppa - ha il segretario Cgil
- che il coraggio noi ce l'abbiamo e che
prima di dire al sindacato quello che
deve fare chieda al governo se è in
condizione di presentarsi con una sola
posizione. Noi sì, lo faccia anche il
governo e il giorno dopo siamo in grado
di fare l'accordo."
Sulla stessa linea della Uil, Luigi
Angeletti. "Non ci siamo mai sottratti
al confronto, ma dal governo non è
arrivata nessuna proposta su cui
discutere. Noi non perdiamo tempo,
premesso che il sistema ha bisogno solo
di aggiustamenti e non di riforme
epocali".
Il riferimento dei leader sindacali è
alla spaccatura che pare evidente
all'interno del governo. "Le
dichiarazioni di Padoa-Schioppa non
rappresentano né la posizione
dell'Unione né possono rappresentare la
posizione del governo. E' una assurdità
cominciare una trattativa con le parti
sociali portando una posizione
pericolosa per la stessa coesione del
governo". Così questa mattina Gennaro
Migliore, presidente dei deputati di
Rifondazione Comunista-Sinistra Europea.
Sullo stesso tono il commento il
commento di Pino Sgobio, capogruppo del
PdCI alla Camera dei deputati. "Quanto
dichiarato da Padoa-Schioppa non è da
noi condivisibile e non collima con il
programma con cui l'Unione ha vinto le
elezioni e né con i dodici punti
sottoscritti dai partiti al momento
della crisi di governo. Tradire quell'accordo
è tradire la fiducia di chi ha votato
centro-sinistra."
In mattinata aveva parlato anche il
segretario generale aggiunto della Cisl,
Pier Paolo Baretta, che nello spiegare
la posizione della confederazione di via
Po al tavolo di confronto con il governo
aveva detto che la Cisl era pronta "a
discutere su tutto per salvaguardare
l'equilibrio finanziario del sistema
previdenziale ma non a parlare di taglio
dei coefficienti".
Anche la Uil aveva chiarito di non
volere trattare sullo scalone per il
pensionamento di anzianità e sui
coefficienti di rivalutazione del
montante contributivo. "Nè scalone, nè
scalini - aveva detto il segretario
confederale della Uil Domenico Proietti
- siamo per tornare anche nel 2008 a 57
anni di età e 35 di contributi e perchè
la scelta sull'età di pensionamento sia
volontaria".
La necessità di aprire un confronto sui
coefficienti è stata invece ribadita dal
ministro del Lavoro Cesare Damiano. "Su
questo argomento - aveva detto il
ministro - proponiamo di aprire un
confronto sui dati a disposizione" che
tenga conto "dell'evoluzione del mercato
del lavoro in termini di flessibilità
sul risultato pensionistico dei
giovani". Damiano ha ribadito che le
linee guida del governo hanno come
obiettivo la salvaguardia
dell'adeguatezza delle pensioni,
l'aumento delle tutele per i soggetti
più deboli, la garanzia della
sostenibilità finanziaria e l'aumento
dell'equità e l'armonizzazione del
sistema.
(9 maggio 2007)
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