E la chiamano “Concertazione”…..

 

Di fronte ad un quadro politico in “evoluzione”, mentre la classe dirigente e’ impegnata a misurarsi nella stesura di “nuove” compagini politiche di dubbia sensibilita’ sociale ma di forte identita’ economica (Partito Democratico), il paese reale vive i propri drammi alla rincorsa di rinnovi contrattuali sempre piu’ miseri. Un calvario, ad esempio, quello dei lavoratori del terziario che sembra non avere tregua; i tre piu’ importanti contratti del settore sono scaduti da tempo e all’orizzonte non si scorge nulla di positivo se non l’intenzione delle dirette controparti (Confcommercio, Confesercenti, Confturismo, LegaCoop ecc) di abolire la funzione del CCNL nazionale, affossare le poche regole e diritti presenti e rilanciare una “contrattazione” di secondo livello tanto cara ai progetti di Confindustria e compagnia cantante.

E’ bene chiarire subito pero’ che ,di fronte a tanta determinata aggressivita’ proveniente da tali controparti, sul piano vertenziale non corrispondono risposte adeguate sul terreno rivendicativo da parte delle varie sigle sindacali soggette ad interferire nella vicenda (FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UILTUCS UIL).Risposte che potrebbero  perlomeno arginare una spirale recessiva che i circa tre milioni di lavoratori del settore conoscono bene e che ha potuto permettere a migliaia di aziende di mietere profitti miracolosi negli ultimi anni.

 

Il CCNL Multiservizi e’ scaduto da due anni e ,nonostante uno sciopero nazionale con manifestazione a Roma(16 giugno 2006) ed altre iniziative di lotta a livello locale, la trattativa e’ ancora in alto mare con la volonta’ da parte padronale di metter mano soprattutto all’indennita’ di malattia dei primi tre giorni e di abolire l’art. 4 del CCNL che obbliga il mantenimento della continuita’ occupazionale nelle ditte che operano in regime di appalto. A tutto questo si associa una proposta economica da parte datoriale di 50 euro di fronte ai 90 contenuti nella pur debole piattaforma rivendicativa sindacale. Testo che affronta solo superficialmente alcune questioni scottanti relative alla legge 30 ma che nel concreto si limita a qualche critica di facciata alla devastante precarieta’ del settore contro cui non si rilancia d’altra parte alcuna proposta contro le leggi precarizzanti e non si tende, se non in premessa, ad unificare con gesti concreti le migliaia di figure lavorative presenti  assunte con le modalita’ piu’ disparate.

Una platea che registra la presenza di 40000 imprese e fornisce circa 450000 lavoratrici/ori adibiti a turni massacranti e piu’ volti spezzati nel corso della giornata. E’ comunque notizia di questi ultimissimi giorni che l’intero settore scioperera’di nuovo assieme ai lavoratori del turismo di cui si discute dopo nel testo.

 

Il CCNL Terziario Distribuzione e Servizi(TDS) rappresenta il contratto “pilota” dell’intera categoria,e dettando le regole-guida generali anche per altri comparti assume una valenza assai piu’ significativa rispetto al suo normale rinnovo. E’ scaduto alla fine del 2006 e la piattaforma rivendicativa di rinnovo e’ stata varata il 28/12/06  con buona pace di una burocrazia sindacale che aprendo sull’apprendistato, sul part time e sulla legge 30 ha aggiunto anche un’offerta economica ridicola: 78 euro. Una quota che rappresenta una delle piu’ basse (se non la piu’ misera) di tutti gli impianti di rinnovo contrattuale degli ultimi 14 anni. Viene da pensare che, guarda caso, rispetto ai 90 euro del CCNL Multiservizi eravamo gia’ in presenza del governo “amico” ma pur sempre in una fase di congiuntura economica piu’ favorevole e quindi in una situazione piu’ positiva per poter chiedere qualcosa di piu’. Cosi’ non e’ stato e ancor di piu’ si deve recriminare per gli altissimi profitti conseguiti dalle varie grosse aziende del ramo distributivo presenti nel nostro paese (Auchan, Carrefour, Oviesse, Panorama, Upim, Coin, La Rinascente ecc ). Il CCNL TDS comprende circa 1600000 lavoratori e non e’ difficile ipotizzare tempi lunghissimi per il suo rinnovo alla luce di una volonta’ datoriale di stringere su temi pesanti quali le aperture domenicali nei grandi centri di distribuzione e il recepimento della legge 66 sull’annualizzazione degli orari, vera sciagura per le condizioni di vita lavorativa di tutti questi addetti.

 

Da ultimo, ma dal pregnante significato in termini di modalita’ di rinnovo contrattuale, il CCNL Turismo presenta delle diversita’ assolute rispetto ai precedenti.

Le presenze turistiche in Italia nel 2006 hanno fatto registrare un aumento dell’ 1,4% sul 2005 con una previsione ancor piu’ favorevole nel 2007 del 3,7%. Inoltre il saldo turistico (entrate/uscite turisti italiani all’estero) e’ quantificabile in un positivo bilancio di 12052 milioni di euro nel 2006 sempre sul 2005 con una spesa sostenuta dagli stranieri in Italia aumentata del 6,6%. Dati che sommati al quadro complessivo dell’intero settore comprendente il 12% della forza lavoro italiana ed al conseguimento del 13% circa del PIL ci fanno ben capire quali interessi si muovano e quanto appetibile sia investire in questo campo. Banca Intesa ha di recente acquisito parte delle azioni di Jolly Hotels mentre continue espansioni di capitale avvengono in moltissime aziende presenti a livello locale.

Ad un recente incontro tenuto tra il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani ed i rappresentanti delle piu’ grandi aziende turistiche presenti nel paese (Valtur, Costa Crociere ecc) si e’ convenuto di rilanciare ,attraverso agevolazioni fiscali, incentivi economici e relativo adeguamento delle infrastrutture del paese, l’intero comparto definito ormai da piu’ parti come il “petrolio d’Italia”.

Ora, come si diceva, se da una parte vivono tali appetiti e certe concrete intenzioni ,e’ da constatare come, dall’altra, la piattaforma rivendicativa su cui si sta faticosamente cercando di rinnovare il CCNL di tutti questi lavoratori e con cui da circa 15 mesi si cerca di strappare qualcosa dai pochi tavoli convocati e’ di una vaghezza e di un’ approssimazione mai viste nella storia di questo settore.

Il testo ( votato in pochissime realta’ di base) presenta un’analisi confusa ed incerta della situazione turistica mondiale, denuncia una crisi economica ormai superata (e forse mai esistita cifre e dati alla mano) e non propone alcunche’ in risposta a temi portanti di un normale CCNL in via di rinnovo: apprendistato, orari, part time, contrattazione integrativa, mercato del lavoro ecc.

Ulteriore e grave segnale di pesante arretratezza e’ la proposta economica inserita a pie’ di testo: inesistente se non fumosamente ipotizzata sui meccanismi di calcolo riferiti al famigerato accordo del 23 luglio 1993, aperta, quindi, ad ogni ipotesi possibile e quindi, di fatto, ad ogni compromesso.

Di fronte, inoltre, a continue reticenze ed ai voluti ritardi delle controparti datoriali (AICA, Confcommercio, Federturismo ecc) non c’e’ da stupirsi se tutto cio’ che si e’ prodotto e’ stato quel “cimitero di buone intenzioni” in cui con estremo ritardo, dopo aver atteso la “disponibilita’” delle suddette sigle padronali si e’ convenuto di indire uno sciopero (congiuntamente con i lavoratori del

CCNL multiservizi) nazionale del settore, con un’assemblea unitaria dei delegati da tenersi a Roma nella giornata dell’11 maggio prossimo.

Per un apparato sindacale letteralmente “scatenato” nell’ organizzare assemblee per propagandare la riforma del TFR (leggi fondi pensione) e non ultimo le varie “opportunita’” che offrirebbe la tanto decantata  sanita’ integrativa contenuta nei vari CCNL di categoria, si sono create subito delle difficoltà relative a tale operazione: innanzitutto quella preminente di recuperare un rapporto fiducioso coi lavoratori letteralmente andato in fumo per l’incapacita’ di gestire tutta la partita negoziale, indi, quello di reimpostare un lavoro di unita’ e di organizzazione del conflitto in virtu’ della presenza di funzionari oramai non piu’ solerti nel lavoro vivo di agitazione e di lotta data la sindrome del governo “amico” e la scarsita’ di  adeguate proposte rivendicative da poter eventualmente esibire.

Lottare contro questa deriva si e’ rivelato assai difficoltoso ma il compito coerente e conseguente di una diversa direzione politico-sindacale e’ agire nella prospettiva di denunciare tali impostazioni ultraconcertative( per non dire altro) e lavorare all’interno di questo percorso per una seria, necessaria e concreta volonta’ unificante delle intere vertenze in atto, rigettando l’ipotesi dell’assoggettamento di tutti questi lavoratori alle compatibilita’ dell’intero sistema economico, causa dei loro drammi, delle loro sofferenze, della loro incertezza futura.

 

Pellegrini Enrico

Direttivo FILCAMS CGIL VENEZIA                                      Area Rete 28 Aprile CGIL VENETO