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La finanziaria ha
tagliato anche le buste «precarie»
An. Sci.
Guido (usiamo un nome di
fantasia per tutela della privacy) è
dottorando di ricerca in Neuroscienze presso
la Facoltà di Medicina di Ancona. Fino a
oggi sono state analizzate sui giornali le
buste paga dei lavoratori dipendenti - in
particolare quelle degli operai di Mirafiori
- per notare come spesso quanto definito in
finanziaria abbia penalizzato alcuni
contribuenti delle fasce basse, soprattutto
i single (chi ha figli a carico, infatti,
può recuperare qualcosa di più grazie alle
detrazioni legate al cuneo fiscale, che sono
state declinate in chiave «familista»).
Leggendo però alcune buste paga dei
lavoratori precari - in questo caso i
dottorandi - si vedono perdite nette di
«salario» anche per loro.
Guido ci mostra dunque la busta paga di dicembre 2006 e quella di gennaio 2007. Bisogna specificare che quella del dicembre 2006 è «doppia», è cioè riferita anche a novembre 2006, perché fino alla fine dell'anno scorso il suo Ateneo pagava le borse ogni due mesi. La busta di novembre e dicembre riporta un netto di 1.653,54 euro (che dunque, divisa a metà, porta a 826,77 euro per ciascun mese); la busta di gennaio registra invece un netto di 811,23 euro, pari insomma a ben 15,54 euro in meno. Una bella cifretta, per chi ha un introito mensile sugli 800 euro. Chi ha sottratto 1 15,54 euro a Guido? E' la nuova aliquota Inps, che, come si può leggere nella stessa busta, è passata da 6,067 a 7,833: così Guido verserà all'Inps non più 53,39 euro al mese, come l'anno scorso, ma 68,93. Saranno pure prestazioni in più, a fronte, ma certo non si può dire che il governo sia venuto incontro ai precari: non equipara retribuzioni e contributi ai dipendenti, e fa pagare loro un aggravio di contributi, versati oltretutto alla cassa separata Inps, quella dei «paria», dei lavoratori di serie Z senza diritti. E Guido non è certo un caso unico, l'aliquota vale per tutti e lui ci conferma che altri colleghi di diversi Atenei hanno avuto la stessa sgradita sorpresa. «Chi ha altri redditi può recuperare con la dichiarazione fiscale, perché il governo, per compensare, ha aumentato la base deducibile», spiega Roberto D'Andrea, del Nidil Cgil. «Ma un dottorando che non ha altri redditi non può fare la dichiarazione, perché è esente Irpef, e dunque quanto è stato perso con l'aumento dei contributi non si può recuperare a fine anno». |