Megaconcertazione:

Prime aperture sindacali: Ma Cgil Cisl Uil per conto di chi trattano ??

 

Epifani già parla di abbassamento e non più di annullamento dello scalone "Maroni"

La Cisl già considera positiva una conclusione che rinvii la riduzione dei coefficienti un po più avanti nel tempo, ma è già disponibile da oggi a rivedere il sistema di calcolo dei coefficienti (gatta ci cova)

Leggi l'articolo su "Rassegna Sindacale"

Concertazione / La preoccupazione dei sindacati

"Il governo non è consapevole del disagio sociale"

Disagio sociale, tutela dei diritti previdenziali e abbassamento dello scalone, rinnovo del contratto del pubblico impiego e rispetto del memorandum sulla pubblica amministrazione firmato lo scorso gennaio. Sono questi i punti su cui insistono i sindacati in questi giorni d'intervallo tra il primo incontro con Prodi e il governo e i successivi nei quali si snoderà la concertazione delle prossime settimane. A freddo, assimilata e digerita la scaletta presentata dal Professore, i sindacati iniziano a manifestare segnali di preoccupazione per quanto intenda realmente fare, alla voce welfare e dintorni, questo esecutivo.

Il più preoccupato di tutti è il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, il quale in un'intervista pubblicata ieri dall'Unità non gira intorno al problema: “Non sono convinto - dice infatti - che nel governo ci sia consapevolezza del disagio sociale e sono preoccupato”. Ovviamente il tema più scottante è quello delle pensioni, che per la Cgil “restano la priorità assoluta - sottolinea Epifani -, ma le distanze con l’esecutivo sono grandi. Prodi ha inviato un messaggio sbagliato: l’età pensionabile è già stata alzata da Maroni, ora bisogna abbassarla. Qualsiasi accordo deve prevedere un abbassamento. Il secondo punto di dissenso è sui coefficienti di trasformazione. Su entrambi sarà trattativa vera'. Continua Epifani: 'Noi siamo interessati più di altri a fare un accordo, altrimenti resta lo scalone con tutte le conseguenze. Ma questo implica che il governo si deve spostare, altrimenti trovare un’intesa sarà complicato. Insisto, siamo tutti di fronte a un fatto: c’è una legge che da gennaio obbligherà ad andare in pensione a 35 anni di contributi e 60 anni, che diventeranno 62. Di fronte a questo qualsiasi accordo deve prevedere un abbassamento dell’età”. Quanto al tavolo sulla pubblica amministrazione, che parte con l’ipoteca di uno sciopero per i contratti, spiega Epifani: “L’accordo l’avevamo fatto, il governo si era impegnato, ora sia conseguente. Non si può fare un negoziato avendo uno sciopero dei lavoratori pubblici, è il contrario della logica del confronto. Sarà difficile trattare, meglio risolverlo prima. Noi pensavamo di averlo già risolto”.

In casa Cisl, invece, si sta facendo strada un'interpretazione positiva delle parole di Prodi sulla revisione dei coefficienti previdenziali "Voglio credere siano di apertura - ha detto oggi il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni - e lasciano presagire che e' possibile trovare convergenze in altro modo". La Cisl insomma interpreterebbe queste parole come una volontà dell'esecutivo di rinviare l'applicazione della norma prevista dalla riforma Dini. Come sottolinea il segretario generale aggiunto della Cisl Pier Paolo Baretta, in una dichiarazione all'Ansa, quella di Prodi ''è una frase che puo' consentire l'apertura del negoziato o in ordine ai tempi, nel senso di non rivedere i coefficienti oggi o in ordine a una discussione sulla struttura di calcolo dei coefficienti che si e' dimostrata penalizzante per i lavoratori''.

Per quanto riguarda invece l'altro tema scottante, quello del pubblico impiego, Bonanni puntualizza che l'eventualità dello sciopero generale (già annunciato, ma non ancora indetto formalmente dai sindacati) dipenderà dai contenuti delle direttive sui contratti che sta mettendo a punto il ministro della Funzione pubblica, Luigi Nicolais. "Vedremo - ha spiegato - cosa accadra' mercoledi' (al tavolo sul pubblico impiego, ndr)''.

Dalle fila del governo, tornando al tema pensioni, oggi il ministro del Lavoro ha lanciato due proposte alle parti sociali: la piena totalizzazione dei contributi previdenziali e il riscatto della laurea a condizioni agevolate. Sarebbero, secondo quanto affermato da Cesare Damiano al Messaggero, due ipotesi per aiutare chi ha carriere lavorative irregolari e, quindi, per consentire loro di prendere una pensione dignitosa.  Damiano parla del confronto con le parti sociali che si è aperto giovedì scorso a Palazzo Chigi: “Prodi ha chiaramente indicato come priorità il miglioramento delle tutele e in particolare le esigenze dei giovani, delle donne e degli ultracinquantenni. Un'altra priorità è la rivalutazione delle pensioni in essere a partire da quelle più basse, considerando i contributi versati”. Sul tema degli ammortizzatori, il ministro del Lavoro propone di “estendere al lavoro flessibile la tutela dell'indennità di disoccupazione”. Sui coefficienti, concorda con quanto detto al tavolo di concertazione dal presidente del Consiglio: “Discuteremo al tavolo, in ogni caso siamo molto sensibili al tema delle future pensioni dei giovani”. Damiano, infine, conferma che il suo obiettivo è quello di chiudere il confronto con le parti entro l'estate.

 

(www.rassegna.it, 26 marzo 2007)