Documento Conclusivo del Direttivo Nazionale della CGIL del 14 marzo  2007

 

Il Direttivo Nazionale della Cgil riunitosi il 14.03.07 ribadisce la più ferma condanna al terrorismo ed è tenacemente impegnato a sconfiggerlo. Il terrorismo è la più grande minaccia alla democrazia, è il più grande nemico delle persone che il sindacato rappresenta, è il più grande nemico dei valori, delle radici, della storia del movimento sindacale italiano.

Il terrorismo e la violenza sono inequivocabilmente nemici delle organizzazioni sindacali, sociali e quindi della Cgil. Sono una minaccia mortale per la democrazia e per le conquiste passate e future del mondo del lavoro, dei giovani, dei pensionati.

Ciò che è emerso in questo ultimo mese dalle indagini della Magistratura testimonia che il terrorismo nelle sue varie forme non è definitivamente scomparso, anzi, è risultato chiaro il tentativo di infiltrarsi in alcuni settori della Cgil anche per tentare di reclutare giovani e meno giovani alla ripresa di un progetto criminale teso a riportare il nostro paese in un clima di conflitto sociale basato sulla lotta armata con parole d’ordine inaccettabili e criminose, tipiche di un terrorismo che abbiamo conosciuto e combattuto.

La Cgil esprime quindi e ribadisce altresì la propria incondizionata solidarietà a persone e luoghi individuati come obiettivi da colpire dalle nuove BR, il sostegno e la gratitudine all’azione preventiva della Magistratura e delle forze dell’ordine, auspica e chiede di procedere tempestivamente al fine di fare piena luce sugli episodi inquietanti che sono stati oggetto di  indagini avviate dalla Digos nell’agosto 2004 e delle successive ordinanze  di custodia emesse dall’autorità giudiziaria di Milano del 12 febbraio scorso, con l’accusa di reati di associazione sovversiva e banda armata, che si ispira alla seconda posizione delle Brigate Rosse.

Il nostro impegno, forte della nostra tradizione democratica,

deve essere quello di alzare il livello di attenzione e di vigilanza in tutte le strutture e nei posti di lavoro, impegnandoci a continuare noi e insieme a Cisl e Uil assemblee, attivi e confronti con quadri, delegati e lavoratori, per ribadire il nostro netto rigetto del terrorismo,  per non dimenticare mai la straordinaria storia del movimento sindacale, il coraggio di chi ha pagato con la vita la lotta contro il terrorismo, le tante vittime innocenti, il ruolo fondamentale che ha sempre sostenuto nelle battaglie a difesa della legalità, contro le stragi contro la violenza contro le brigate rosse contro la criminalità organizzata. Uno straordinario impegno di primo piano per affermare la democrazia e per conquistare e difendere i diritti delle persone che rappresentiamo.

Anche per queste ragioni la Cgil rifiuta qualsiasi strumentalizzazione tesa a dimostrare che le azioni del sindacato sono un terreno fertile per le infiltrazioni terroristiche o che possono determinare una conflittualità violenta.

Non c’è alcuna giustificazione e rapporto fra il terrorismo e i tanti problemi economici e sociali che stiamo affrontando.

Il Direttivo Nazionale consapevole della gravità del momento, ritiene indispensabile non sottovalutare né minimizzare ciò che sta accadendo e fa proprie le valutazioni e le proposte sulle iniziative e sui comportamenti da assumere contenute nella relazione e nelle conclusioni.

La Cgil ritiene infine utile e necessario stabilire un percorso con Cisl e Uil, concordando un documento da utilizzare dentro l’organizzazione e nel rapporto con i lavoratori e le lavoratrici, per agire unitariamente e per riconfermare l’impegno unitario e storico del sindacato confederale da sempre baluardo di democrazia contro la violenza  e il terrorismo.