Scuola
Due scioperi, in aprile e maggio
«Deludente» l'incontro di ieri tra confederali e Fioroni: stop il 16 aprile. Cobas all'11 maggio


Acque agitate nel mondo della scuola, visto la sordità pratica del governo - peraltro prodigo di rassicurazioni solo verbali - rispetto ai problemi sollevati da tutte le componenti di questo mondo. In un solo giorno, perciò, Fioroni deve incassare ben due dichiarazioni di sciopero.
Il primo in ordine di tempo è quello dichiarato da Cgil, Cisl e Uil per il 16 aprile dopo l'ultimo «infruttuoso tentativo di conciliazione» avvenuto ieri mattina a Roma. Per lo stesso giorno «una manifestazione nazionale a Roma darà voce alle tante ragioni della scuola statale». Il segretario della Clc Cgil, Enrico Panini, ha spiegato che «scioperiamo perché il contratto è scaduto da oltre 15 mesi e, nonostante le ripetute sollecitazioni, il Governo non ha ancora predisposto gli atti utili per avviare le trattative. Questo significa far slittare il rinnovo contrattuale all'autunno». Ma anche perché «pur essendo state previste risorse specifiche per il rinnovo contrattuale di docenti ed ATA, il Ministero del Tesoro non ha ancora reso disponibili queste somme». E restiamo «un Paese che investe troppo poco in scuola e in personale, ma le risorse - come ci dicono in questi giorni autorevoli esponenti di governo quando fanno il punto sullo stato della nostra economia - ci sarebbero». L'ultimo accenno è alla mancata apertura di «un tavolo di confronto per definire politiche condivise ed obiettivi comuni sulla conoscenza». Intanto, conclude Panini, «si tagliano gli organici, nonostante che aumentino le iscrizioni a scuola; non si pagano i supplenti perché non sono arrivate le risorse dal Ministero e molte scuole ormai, dopo essersi indebitate con le banche, non chiamano più i supplenti; sul precariato non c'è un seguito alla richiesta del Ministro Fioroni per 80.000 nomine per settembre 2007».
Critici invece i Cobas, che hanno proclamato un'altro sciopero generale per l'11 maggio. L'accusa ai «sindacati concertativi», spiega Piero Bernocchi, è di esser stati «i primi responsabili del blocco contrattual» per aver rinunciato a presentare le piattaforme» pur di «sostenere il "governo amico"». I Cobas hanno già convocato due scioperi denunciando le intenzioni governative di saltare il biennio contrattuale e aprire le trattative solo nel 2008. Chiedono «un aumento salariale uguale per tutti di 300 euro e il trasferimento in paga base di tutte le voci non pensionabili; l'assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari sui posti vacanti; l'abrogazione delle leggi Moratti; il ripristino della scala mobile; il rifiuto di ogniulteriore taglio alle pensioni e allo «scippo» del Tfr; la restituzione ai Cobas del diritto di assemblea in orario di lavoro.