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Una legge per prevedere un codice
alfanumerico contro i moduli pre-firmati con le ''dimissioni
in bianco'' in mano ai datori di lavoro. L' iniziativa,
lanciata dalle senatrici Ds, riguarda quelle lavoratrici che
scelgono di diventare madri ma che sono costrette a firmare,
al momento dell'assunzione, una lettera preventiva di
dimissioni. Il disegno di legge ''neutralizza'' gli effetti
della richiesta preventiva di sottoscrizione delle
dimissioni da parte del lavoratore con un sistema molto
semplice. La validita' della dichiarazione di dimissione
volontaria, infatti, sara' vincolata all'utilizzo da parte
del lavoratore di appositi moduli, usufruibili solo
attraverso gli uffici provinciali del lavoro e le
amministrazioni comunali e sul sito internet del ministero
del Lavoro. Questi moduli saranno contrassegnati da codici
alfanumerici progressivi e da una data di emissione che
garantisca la loro non contraffazione. Ma, cosa
determinante, i moduli hanno una validita' di quindici
giorni dalla data di emissione. Una volta scaduto il
termine, non hanno piu' valore. Cosi', anche se al momento
dell'assunzione il datore di lavoro obbliga la lavoratrice a
firmare le ''dimissioni in bianco'', queste, passati i 15
giorni, non hanno piu' effetto. ''Vogliamo sottrarre le
donne dalla vulnerabilita' di cui soffrono, per loro la
maternita' e' ancora un handicap - spiega la senatrice
diessina Vittoria Franco, una delle firmatarie del ddl -
questo disegno di legge e' un contributo di rilievo alla
tutela della maternita' ed e' un segnale tangibile contro la
grave lesione della dignita' di quelle donne che vogliono
lavorare ed essere madri''. Fra le firmatarie del ddl anche
le senatrici Maria Luisa Boccia, Anna Maria Carloni, Silvana
Pisa, Albertina Soliani. (ANSA). |