Tessile: cessioni/acquisizioni, ristrutturazioni, attualita’ & futilita’
(5 marzo 2007)
Classifica del mese.
160 miliardi di euro, una cifra pari al prodotto interno
lordo della Grecia, con una crescita del 10% rispetto
all’anno precedente: è il mercato mondiale del lusso nel
2006, secondo uno studio commissionato da Altagamma,
l’associazione delle 53 aziende italiane della qualità più
elevata in diversi settori commerciali. Segno evidente, se
ce n’era ancora bisogno, che alla massa dei sempre più
poveri corrisponde una fascia di popolazione eccezionalmente
ricca. Dai 200 mila euro in su costano gli abiti della
collezione Atelier di Versace (600 euro solo per la ciotola
per cani con decori in oro firmata dalla griffe). La rivista
americana Forbes ha stilato di recente la classifica dei
dieci jeans più cari del mondo, tra cui figurano due modelli
di Dolce&Gabbana (3.950 e 2.295 dollari) e uno di Roberto
Cavalli (1.440 dollari); il più caro in assoluto è di Escada:
10 mila dollari. Nella lista delle dieci scarpe più care al
mondo, sempre di Forbes, al primo posto figurano gli stivali
Manolo Blahnik da 14 mila dollari, ma anche scarpe Ferragamo
(2.390) e un modello in pelle di serpente Bottega Veneta da
1.140 dollari. Cosa non si farebbe per il massimo profitto,
per esempio “pettinare” caprette neonate, come fa Loro
Piana.
A proposito di ultraricchi. Amancio Ortega, proprietario di
Inditex, che controlla il marchio ZARA, è uno dei principali
immobiliaristi di Spagna. Il quotidiano “El Economista” ha
calcolato che l’imprenditore incassa 62 mila euro al giorno
dagli affitti delle sue case. Ortega ha partecipazioni nel
Banco Pastor, Aguas de Barcelona, e in NH hotels (che
controlla l’italiana Jolly), e occupa il 23esimo posto nella
classifica degli uomini più ricchi del mondo davanti anche a
Silvio Berlusconi.
(Fonte: Il Sole 24 ore 22.2.2007)
Vietato chiamarlo “mordi e fuggi”, oggi si dice “outsourcing
a geometria variabile”, e GEOX, nell’intervista rilasciata
al Sole 24 ore dell’8.2.2007, lo rivendica come valore di
impresa. Ma tale rimane, se è vero che, come riportato
sempre dal Sole nel numero del 3.12.2006, questa
“elasticità” ha permesso al marchio di trasferire in soli 15
giorni la produzione di oltre 3 milioni di scarpe dalla Cina
e dal Vietnam, colpite dai dazi antidumping, al Brasile e
all’Indonesia. Anche grazie a questo, Geox è leader nel
rendimento degli investimenti, posizionandosi al terzo posto
nel mondo con un “Roi” 2005 del 66,2%.
(Fonte: Il Sole 24 ore, 3.12.2006; 8.2.2007)
LEVI STRAUSS ha deciso di ritirarsi definitivamente da ETI (Ethical
trading iniziative) dopo essere stata sospesa
temporaneamente per aver rifiutato di adottare il principio
del “living wage”, contenuto nel codice di condotta
sottoscritto da tutte le imprese aderenti, che considera
irrealizzabile (vedi Newsletter n. 1/07). Perso il primato
sul mercato dei jeans, Levi’s ne ha conquistato un altro,
quello di azienda statunitense più litigiosa. Nella
classifica delle battaglie legali dichiarate negli ultimi
cinque anni, Levi’s è riuscita a superare potenze aziendali
quali General motors, Disney e Nike. Sono oltre cento le
denunce che l’impresa ha presentato contro concorrenti
accusati di copiare cuciture e design delle tasche
posteriori dei jeans, che sostiene protetti da brevetto.
(Fonte: Clean clothes campaign; il Sole 24 ore
30.1.2007)
WAL-MART affronterà la più grande causa collettiva della
storia americana, per discriminazione sul posto di lavoro,
che potrebbe costare alla società miliardi di dollari di
danni, dopo che la Corte d’appello della California ha
accolto il ricorso di sei ex dipendenti del colosso della
distribuzione, che l’accusano di pagare le donne il 15 per
cento meno dei colleghi maschi e di garantire loro minori
possibilità di promozione. La corte ha ritenuto che quanto
denunciato dalle ricorrenti sia estensibile a tutte le donne
che hanno lavorato per Wal-Mart a partire dal 26 dicembre
1998, che sono circa due milioni.
(Fonte: RSI news, 8.2.2007)
Chiusa l’inchiesta sul crack GIACOMELLI SPORT con 18
indagati, fra cui i proprietari e numerosi parenti, e 17
capi di imputazione, che vanno dall’associazione a
delinquere al falso in scrittura privata. L’ex gruppo della
distribuzione sportiva è accusato di aver distratto ingenti
somme di denaro attraverso false fatturazioni (erano
riusciti a riprodurre anche il logo della Nike). Nel 2003 i
Giacomelli denunciarono un falso furto di assegni per 139
milioni di euro nella speranza di ottenere il blocco dei
pagamenti in corso ai fornitori, a cui non potevano più far
fronte. E’ atteso il rinvio a giudizio degli indagati.
(Fonte: Il Sole 24 ore 8.2.2007)
Autogrill, la società di ristorazione della famiglia
BENETTON, è entrata nello scalo aeroportuale di Atlanta, il
più grande al mondo per traffico di passeggeri con 84
milioni di viaggiatori all’anno. A ottenere la concessione è
stata la spagnola Aldeasa, leader del duty free, acquistata
da Autogrill due anni fa (che ne detiene il 50%). Il
contratto di Atlanta segue di pochi giorni quello del Louvre:
Autogrill si è aggiudicata i servizi di ristorazione del
celebre museo parigino. Ora ha gli occhi puntati sull’India,
dove è presente nel solo aeroporto di Bangalore.
(Fonte: Il Sole 24 ore 9.2.2007)
La società francese NAF NAF, titolare dell’omonimo marchio e
di Chevignon, è stata ceduta al gruppo Vivarte, attivo fra
l’altro con il brand di abbigliamento giovane Kookaï, che ha
acquistato il 100% delle azioni detenute dai fratelli
Pariente. SERGIO TACCHINI, azienda novarese dello sportswear,
da tempo in crisi finanziaria, passa al fondo di turnaround
Orlando Italy che apporterà capitali per un piano di
rilancio. Sergio Tacchini ha avuto il suo momento d’oro
negli anni ’80 cavalcando il boom del tennis e vestendo
campioni come John McEnroe; la crisi ha cominciato a farsi
sentire negli anni ’90 nella competizione con marchi come
Nike e Adidas. PRADA sta valutando l’ipotesi della
quotazione in borsa, dopo la cessione del 5% del capitale a
Intesa Sanpaolo. Nel cda siedono l’ex numero uno di Enel,
Franco Tatò e Marco Cerrina, già responsabile direzione
merchant banking di Banca Intesa
(Fonte: Fashionmagazine, 1.2.2007; Il Sole 24 ore
10.2.2007; Fashionmagazine, 22.2.2007)
(a cura di Ersilia Monti, Deborah Lucchetti, Claudio
Brocanelli; con il contributo di Antonio Franceschini)
Newsletter ABITI PULITI n.2
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fonte: Info@abitipuliti.org