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Si è sostenuto,
in questi giorni, che l’antagonismo
non sarebbe compatibile con la
cultura e la politica della Cgil.
Questo non è vero. Storicamente
l’antagonismo è costituente
dell’esperienza della Cgil. Esso fa
parte integrante delle culture
fondanti questa organizzazione. Lo
ricorda, tra l’altro, lo Statuto
approvato dalla Fiom nel suo
congresso del 2004, nel quale è
scritto testualmente: “partendo da
questi presupposti la Fiom, mentre
ribadisce il carattere antagonistico
dei rapporti tra Sindacato – in
quanto espressione degli interessi
dei lavoratori/ci dipendenti – e
padronato privato e pubblico,
afferma l’indipendenza del Sindacato
nei confronti dei partiti, delle
formazioni politiche e dei pubblici
poteri.”
E’ evidente, quindi che ci si può
dichiarare antagonisti e far parte
della Cgil. Ciò vale per una
categoria così come per un singolo
iscritto o dirigente, o per
un’aggregazione programmatica, in
qualsiasi struttura o territorio.
Giorgio Cremaschi |