A proposito di antagonismo - Giorgio Cremaschi
 

Si è sostenuto, in questi giorni, che l’antagonismo non sarebbe compatibile con la cultura e la politica della Cgil. Questo non è vero. Storicamente l’antagonismo è costituente dell’esperienza della Cgil. Esso fa parte integrante delle culture fondanti questa organizzazione. Lo ricorda, tra l’altro, lo Statuto approvato dalla Fiom nel suo congresso del 2004, nel quale è scritto testualmente: “partendo da questi presupposti la Fiom, mentre ribadisce il carattere antagonistico dei rapporti tra Sindacato – in quanto espressione degli interessi dei lavoratori/ci dipendenti – e padronato privato e pubblico, afferma l’indipendenza del Sindacato nei confronti dei partiti, delle formazioni politiche e dei pubblici poteri.”
E’ evidente, quindi che ci si può dichiarare antagonisti e far parte della Cgil. Ciò vale per una categoria così come per un singolo iscritto o dirigente, o per un’aggregazione programmatica, in qualsiasi struttura o territorio.

Giorgio Cremaschi