|
Cgil, Cisl e Uil hanno messo a punto un
documento unitario su welfare, sviluppo e pubblico impiego,
i tre temi sui quali dovrebbe aprirsi un confronto con il
governo:
1) CGIL CISL UIL intendono mettere al centro della
propria iniziativa e al centro delle scelte del Paese il
tema della sua crescita economica e sociale e dello sviluppo
sostenibile. L’Italia – dopo anni di stagnazione – ha
ripreso oggi a crescere, in un quadro di congiuntura
internazionale ed europea favorevole, ed è prevedibile che
questa tendenza possa continuare nei prossimi anni. Malgrado
i ritardi accumulati e le debolezze strutturali del nostro
sistema economico, questa ripresa indica che una
riorganizzazione delle politiche di sviluppo oggi appare
indispensabile proprio per allargare la dimensione
qualitativa e quantitativa in atto, fare aumentare
investimenti, produttività e lavoro di qualità, ridare al
Mezzogiorno e alle altre aree rimaste indietro una diversa
prospettiva di sviluppo e di occupazione. Per far questo,
non occorrono ricette miracolose, ma chiari e coordinati
obiettivi e strumenti di intervento, nel campo della ricerca
e dell’innovazione, nella promozione di produzioni di
qualità, di politiche commerciali moderne e di difesa dei
nostri prodotti, nella riduzione delle posizioni di rendita
e di apertura regolata alla concorrenza, nello snellimento
burocratico e nella certezza del diritto, nelle scelte
energetiche – capaci di ridurre la dipendenza del Paese – e
nello sviluppo delle fonti rinnovabili, nella soluzione dei
problemi delle infrastrutture e dei trasporti, nella ripresa
di una politica per il Mezzogiorno. CGIL CISL UIL ritengono
pertanto essenziale che questi temi rappresentino il primo
punto di confronto tra sindacati, Governo e imprese, anche
per segnare, di fronte al fallimento delle politiche
liberiste, un cambio profondo di metodo di governo e di
relazioni fondato su una concertazione trasparente.
2)
L’approvazione della legge finanziaria – che pure presenta,
accanto ad elementi positivi, problemi irrisolti e zone
d’ombra – ha consentito una importante messa al riparo dei
conti pubblici italiani, le cui grandezze sono peggiorate
nel quinquennio precedente. La finanziaria – unitamente allo
sviluppo in atto – può liberare risorse pubbliche aggiuntive
senza pesare sull’indebitamento, alla condizione di
selezionare con cura priorità e scelte. D’altro canto
risorse considerevoli dovranno rendersi disponibili con la
prosecuzione della lotta all’evasione fiscale e contributiva
che grazie all’azione del sindacato ed alle conseguenti
politiche assunte dal Governo ha ottenuto già considerevoli
risultati. CGIL CISL UIL ritengono necessario avviare scelte
di politica economica che si propongono l’obiettivo della
crescita delle retribuzioni dei lavoratori ed una politica
fiscale che riduca il peso del fisco sul lavoro dipendente;
chiedono insieme di sostenere i redditi dei pensionati,
delle famiglie e investimenti sia produttivi sia destinati a
fondamentali servizi dello stato sociale. Ricerca,
istruzione e formazione, non autosufficienza, politiche del
lavoro e ammortizzatori sociali, casa, ambiente riordino del
sistema di compartecipazione ed eliminazione dei nuovi
ticket introdotti dalla Finanziaria sono le priorità che
andranno affrontate nel confronto con il Governo. Senza una
crescita dei redditi di lavoro e da pensione, la domanda dei
consumi interni è destinata a restare bassa, orientando solo
verso la domanda internazionale lo sviluppo della
produzione. La difesa dei salari e delle pensioni passa
anche attraverso una politica dei redditi concertata con gli
Enti locali, su fisco, tariffe, prestazioni sociali, attenta
– oltre che alle ragioni dei bilanci – alle condizioni di
vita dei cittadini. CGIL CISL UIL sono impegnati, territorio
per territorio, con primi accordi significativi già
raggiunti, a contrastare qualunque automatismo tra il rigore
del patto di stabilità convenuto con il governo centrale e
la ricaduta negativa sul reddito di pensionati e lavoratori,
evitando che il federalismo fiscale possa dispiegarsi su tre
livelli di tassazione. CGIL CISL UIL chiedono che per la
prossima legge finanziaria vi sia un unico tavolo di
confronto istituzionale con tutti i livelli istituzionali :
Stato, Regioni, Comuni. E’ necessario un impegno deciso e
trasparente delle politiche regionali e locali sulla
riqualificazione della spesa pubblica, ridefinendo priorità
e contrastando gli sprechi, sulla efficienza della pubblica
amministrazione regionale e locale, sul miglioramento di
costi, tariffe e qualità dei servizi locali, sulla
partecipazione alla lotta contro evasione e lavoro
irregolare, su una drastica riduzione dei costi della
politica. Sul tema delle liberalizzazioni CGIL CISL e UIL
chiedono un confronto con il Governo.
3) Per sostenere uno
sviluppo duraturo e di qualità è fondamentale una pubblica
amministrazione moderna ed efficiente . Pertanto CGIL CISL
UIL confermano il loro impegno per una profonda riforma
delle pubblica amministrazione che le renda più efficaci più
snelle più trasparenti in grado di gestire servizi e
funzioni di qualità crescente. Negli ultimi mesi una ben
orchestrata campagna di opinione pubblica è stata utilizzata
nei confronti del lavoro pubblico, nascondendo così le vere
responsabilità e principalmente le ingerenze della politica
nel governo e gestione diretta della pubblica
amministrazione. Il memorandum sottoscritto con il Governo è
invece il terreno giusto per una politica riformatrice.
Regioni, Province e Comuni devono essere impegnati in tale
confronto non solo perché la maggior parte delle funzioni
svolte si colloca nei territori, ma perché proprio qui è
possibile introdurre e generalizzare le migliori pratiche e
i risultati positivi. Come afferma il memorandum, la
formazione, la valorizzazione del lavoro pubblico, il
superamento della precarietà sono elementi fondamentali per
una reale politica di riforma ed anche il rinnovo dei
contratti su basi nuove.
4) Anche in materia di previdenza è
in atto una manovra dai toni e contenuti inaccettabili,
capace solo di generare confusioni e insicurezze per
lavoratori e pensionati, proprio mentre, a partire dalla
scelta dell’uso del TFR, c’è bisogno di un’informazione
trasparente, serena, corretta.. Il sistema pensionistico
italiano è tra i più equilibrati d'Europa, le riforme
realizzate negli ultimi 15 anni hanno conseguito ingenti
risparmi e un equilibrio sostanziale. CGIL CISL e UIL
ritengono necessario introdurre elementi di maggiore equità
sociale nel sistema pensionistico al fine di renderlo più
adeguato ai mutamenti dell'organizzazione del lavoro e dei
sistemi produttivi e al mutato quadro demografico. A tale
scopo vanno eliminate le distorsioni introdotte dalla legge
243/2004, ripristinando la flessibilità dell'età
pensionabile nel sistema contributivo e superando l'iniquo
scalone previsto a decorrere dal 1 gennaio 2008 per il
diritto alla pensione di anzianità. CGIL CISL e UIL dicono
no alla modifica dei coefficienti di trasformazione delle
pensioni in quanto tale modifica si configurerebbe come
socialmente insostenibile, soprattutto per le giovani
generazioni. CGIL CISL e UIL ritengono altresì necessario
introdurre tutta una serie di nuove misure tese ad estendere
diritti e tutele, anche in relazione al mutare delle
dinamiche del mercato del lavoro, per tutelare i giovani, i
redditi bassi, i lavoratori precari, stagionali, saltuari, part time, e per garantire una vita dignitosa ai lavoratori
anziani garantendo il potere di acquisto delle pensioni.
CGIL CISL e UIL ritengono che per poter raggiungere gli
obiettivi individuati sia necessario:
· separare la spesa
previdenziale da quella assistenziale;
· completare il
processo di armonizzazione delle regole, soprattutto sul
versante delle aliquote contributive e nel rapporto tra
lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi e continuare
nella lotta all'evasione e all'elusione contributiva,
facendo rispettare le regole ed intensificando i controlli;
· estendere i diritti e le tutele alle lavoratrici e ai
lavoratori che oggi ne sono esclusi, anche con una profonda
riforma degli ammortizzatori sociali e ridefinire la
normativa per la copertura figurativa per i periodi di
congedo parentale e per il lavoro di cura;
· estendere ai
lavoratori parasubordinati l'insieme dei diritti sociali a
partire da una piena tutela in materia di malattia,
maternità, infortuni, indennità di disoccupazione e sostegno
al reddito.
· prevedere anche per tutte le forme di lavoro
misure volte a garantire il diritto reale alla costruzione
di una previdenza complementare a quella pubblica. Urgente
è, inoltre, la estensione ai lavoratori dipendenti del
pubblico impiego. E’ necessario mantenere la Covip come
autorità autonoma di vigilanza sulle forme di gestione della
previdenza complementare;
· rivedere la normativa della totalizzazione dei contributi per garantire a tutti i
lavoratori la possibilità di avere un unico trattamento di
pensione e riconoscere i periodi derivanti dalla
contribuzione 'silente' ai fini dell'accesso alla
prestazione pensionistica di vecchiaia,
· riprendere
l'iniziativa e portare a compimento la normativa relativa ai
lavori usuranti,
· ridefinire complessivamente la normativa
sui diritti sociali dei lavoratori migranti, prevedendo
anche nei loro confronti l'estensione degli stessi diritti
di cui godono i lavoratori italiani, da molti dei quali sono
attualmente esclusi;
· promuovere una politica
dell'invecchiamento attivo che individui una serie di
sistemi efficaci per incentivare la permanenza volontaria al
lavoro nonostante il raggiungimento del diritto a pensione;
· garantire alle pensioni il loro potere di acquisto come
previsto dall’art. 11 della legge 503/92, a partire dalle
pensioni sostenute da contributi lavorativi: di conseguenza
è necessario realizzare una rivalutazione monetaria delle
pensioni in essere; definire misure correttive della attuale
perequazione automatica e conseguire anche interventi di
riduzione del carico fiscale sia a livello centrale che
locale, tenendo conto anche della esigenza di intervenire
sul sistema delle rette e delle tariffe, a partire dai
redditi più bassi, senza favorire le fasce di evasione;
·
superare del tutto il divieto di cumulo tra pensione e
lavoro; Cgil, Cisl, Uil chiedono al governo, preliminarmente
al confronto, l’assunzione collegiale di una posizione di
merito
5) Come già richiesto da CGIL CISL UIL in sede di
valutazione della legge finanziaria, è necessario dare
seguito alla “centralità della lotta alla precarietà del
lavoro, con impegni alla stabilizzazione occupazionale nei
settori pubblici e privati attraverso la definizione di un
piano di legislatura per la stabilità e la buona
occupazione”. Gli indirizzi che devono orientare il
confronto sul mercato del lavoro, sono:
· la centralità del
lavoro a tempo indeterminato, cui peraltro sono finalizzate
le norme sul cuneo fiscale, che devono trovare coerente
attuazione e conseguente intervento sulle altre tipologie di
lavoro;
· La lotta al lavoro nero e sommerso anche attuando
le norme contenute in Legge Finanziaria;
· il sostegno e il
rafforzamento del ruolo e degli ambiti della contrattazione
collettiva;
· l’intervento negoziale sull’organizzazione del
lavoro che deve prevedere, oltre la regolazione attenta al
ricorso alle tipologie non standard di impiego maggiore
tutela salariale, previdenziale, sociale, ambiente e
sicurezza e della formazione al fine di evitare forme di
dumping tra lavoratori.
Si dovrà intervenire sui processi di
terziarizzazione in coerenza con quanto già in via di
definizione nei tavoli aperti sugli appalti di opere
pubbliche ed è necessario un tavolo generale per il codice
di tutti gli appalti . Centrale è la riforma e il
finanziamento degli ammortizzatori sociali da estendere ai
settori attualmente esclusi. Essi dovranno avere un
carattere, comunque “attivo” a sostegno del reddito nei casi
sia di difficoltà temporanea dell’impresa, sia di reimpiego
per perdita del lavoro, sia , specificatamente, per i lavori
discontinui.
6) CGIL CISL UIL, in un quadro di confronto sui
temi della crescita e dello sviluppo, e ferme restando le
relative posizioni in tema di modelli contrattuali, e le
prerogative dei contratti collettivi, sono interessati a
ricercare soluzioni capaci di rafforzare, incentivare ed
estendere la contrattazione di secondo livello, utilizzando
una politica fiscale di sostegno. In questo modo si potrà
stabilire una connessione positiva tra l’adozione di
politiche economiche ed “industriali” capaci di fare
crescere i fattori di produttività del sistema, con quelli
degli investimenti e dei processi aziendali, rafforzando
assieme qualità e quantità della contrattazione collettiva.
7) CGIL CISL UIL, assumendo questi obiettivi ritengono che
essi possono aiutare il paese nella fase presente, e
migliorare le condizioni dei giovani, dei lavoratori, degli
anziani. Questo sarà ancora più possibile, se tali obiettivi
- e quegli altri che già segnano l’azione del sindacato come
in tema di migranti - saranno discussi e condivisi dalla
maggior parte dei lavoratori e dei pensionati che i
sindacati rappresentano. CGIL CISL UIL promuovono per questo
una campagna generalizzata di assemblee in tutti i luoghi di
lavoro e nei territori per fare vivere la partecipazione
come scelta fondante della nostra democrazia e della nostra
rappresentanza. |