IN QUALCHE MODO AGIAMO

 

 

  I dati ufficiali (sicuramente al ribasso) sulle morti per il lavoro ormai sono allarmanti, si tratta di una vera e propria strage circa 1200 morti l'anno (più di 3 al giorno) e quasi 1.000.000 di infortuni l'anno, con migliaia di invalidi permanenti il numero purtroppo aumenta anno dopo anno ma soprattutto e direttamente proporzionale alla condizione di precarietà lavorativa: più si è precari più si è soggetti a rischio. Questo dato evidenzia un fenomeno strutturale rispetto ad una precisa scelta politica, cioè la precarizzazione, vale la pena sottolineare politicamente che, ad una scelta di risparmio sui costi d'impresa atto a contrastare la competitività come c'è la propinano i padroni corrisponde una diminuzione non del loro profitto ma dei costi sui lavoratori cioè soprattutto salari e condizioni di sicurezza  vedi appunto anche le nuove condizioni contrattuali). quindi il bacino dei lavoratori a rischio si allarga oltre alle classiche fette dei lavoratori in nero o immigrati , si allarga anche il ventaglio delle malattie in riferimento ai nuovi settori produttivi senza evidenziare i problemi da stress lavorativo causati dagli attuali ritmi frenetici ed incerti dei rapporti di lavoro.

l'idea è quella di fare un'assemblea cittadina per proporre un comitato romano sui problemi della salute e sicurezza sul lavoro che apra un percorso politico costante e di lungo periodo sulla questione

 

 la proposta costituente dovrebbe trattare in sintesi:

 

  1) la costituzione in futuro di un numero verde per la denuncia anonima di situazione pericolose, che possa aiutare inizialmente a rompere il ricatto che sta dietro a queste vicende rispetto al non uso delle norme, di denuncia di eventuali infortuni o morti nei luoghi di lavoro purtroppo sempre più spesso nascoste in modo che si possa agire, intervenire e sensibilizzare in merito con uno strumento reale e concreto(inviare asl, ispettori del lavoro, aiutare a denunciare i padroni e quant'altro serve in questi casi).

  2) costruire iniziative di sensibilizzazione e monitoraggio fra i lavoratori in merito alla questione che rompino un clima di indifferenza, penso ad esempio alla riscrittura del nuovo testo unico del governo su sicurezza e lavoro che sta passando in sordina rispetto ad un coinvolgimento reale dei lavoratori e quant'altro sull'argomento.

  3) creare un luogo della memoria che parli delle morti sul lavoro costruire un muro su cui scrivere in ogni mattone il nome del lavoratore, l'impresa e il luogo dell'accaduto e l’ente appaltante-

 

  questo problema, ci può fare aprire un fronte di lotta che tocchi uno dei bisogni primari di un individuo cioè la salute non solo rispetto al lavoro in se, ma rispetto alla condizione di precarietà che accomuna tutti indiscriminatamente, tutti lavoriamo.

 

I compagni interessati a questa proposta, disposti a lavorare per costruire l’assemblea e far parte del comitato si mettano in contatto.

 

Ettore Davoli - edavoli@inpdap.gov.it