|
Servizi pubblici
locali. Destra e strani `riformisti´ per il capovolgimento
dell´articolo 43 della Costituzione. O l´"espropriazione"
dei "servizi pubblici essenziali" dal pubblico ai privati.
Sorprendenti Robin Hood.
Rubano ai poveri per dare i ricchi.
Incredibile ma vero. Chiunque abbia seguito in questi giorni
le ripetute dichiarazioni pubbliche dei Ministri Lanzillotta,
Bersani e del Vice Presidente del Consiglio Rutelli, per
passare al Sindaco di Torino Chiamparino e molti altri
ancora, in tema di "liberalizzazione dei servizi
pubblici locali", viene in mente la storia, capovolta, di
Robin Hood.
Ecco cose recita l´articolo 43 della Costituzione:
"Ai fini di utilità generale la legge può riservare
originariamente o trasferire, mediante espropriazione e
salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità
di lavoratori o di utenti, determinate imprese o categorie
di imprese, che si riferiscono a servizi pubblici essenziali
o a fonti di energia o a situazioni di monopoli ed abbiano
carattere di preminente interesse generale".
Che stanno facendo i nostri `eroi´?
Si vadano a leggere:
1) il DDL 772/06 di Lanzillotta; 2) all´articolo 13 del
decreto n. 223/06 ora legge n. 248/06, c.d. decreto Bersani;
3) il testo di un altro DDL, c.d. Codice delle Autonomie,
che il Ministro Lanzillotta sta presentando ovunque.
In breve, `espropriano´ i Comuni dei loro beni comuni. E li
passano ai mercati (sic!).
Chiunque avesse la pazienza di rileggere il decreto legge
Bersani, n. 223/06, nella sua prima formulazione, prima che
il Parlamento, dietro pressioni dell´Anci e Upi in primo
luogo, poi di Rifondazione, Verdi, PcdI, sinistra Ds e
sindacati vi apportasse modifiche, capirà la sua
`organicità´ per la "liberalizzazione" di tutti i servizi
pubblici locali: "da collocare sul mercato" (sic!).
Il punto è che le modifiche dei predetti, lasciando in piedi
le Spa e Srl in house, e non dicendo espressamente che Enti
Locali e Regioni, anche in base al Trattato Ue, hanno piena
autonomia di tornare agli enti strumentali:
Consorzi e Aziende Speciali, stanno prestando il fianco ai
sostenitori delle privatizzazioni. Non solo. Queste Spa e
srl in house, si vada a vedere in qualsiasi Comune quello
che stanno `combinando´, sono un campione di imprese non
imprese: né soggette ai controlli dei Comuni; né alle regole
del mercato. Un "terzo genere" di imprese. Non esistono in
nessun manuale di diritto commerciale o pubblico. Ma, en
passant, stanno letteralmente destrutturando gli stessi
Comuni.
Ecco il Chiamparino-pensiero, Sindaco di Torino. Uno dei
nostri Robin Hood:
"Mi prenderanno per un fissato ma continuo a ritenere che
l´Alta velocità è un progetto per la crescita del Paese. Si
deve fare non per la razionalizzazione dei trasporti ma
perché è in sé una riforma (s.d.r.) Come lo è la legge
Lanzillotta sui servizi pubblici. Io sono pronto da subito a
indire le gare nel mio Comune" (Repubblica 16/1/07). Un
tempo nei Comuni esistevano anche i Consigli Comunali!
Lanzillotta va dicendo a destra e a manca che il suo DDL
sulle "liberalizzazioni" dei servizi pubblici locali ha il
pieno appoggio dell´ ANCI. Andate sul sito dell´ANCI e
troverete il resoconto dell´ultimo incontro. Comincia così:
"Servizi pubblici locali: ANCI, bene DDL con modifiche, ma
vanno approfonditi alcuni temi". Abbiamo un ministro
bugiardo?
Se poi si scende nel dettaglio ecco cosa dichiara
l´assessore al bilancio del Comune di Roma Marco Causi:
"appare necessario lasciare ai Comuni la facoltà di
scegliere tra le varie forme di gestione possibili ciascuna
delle quali deve avere uguali possibilità di accesso, come
stabilito dalla Comunità europea". Ineccepibile. Solo che
dice tutt´altro da quanto racconta il Ministro.
Altra cosa il Segretario Generale ANCI Rughetti. Strano
Segretario. I cui interventi sembrano un campione di
contraddizioni. Da collega, in certe sedi, lo inviterei a
fare il Segretario e non politica.
Per capire l´ANCI, e il suo Presidente e Sindaco di Firenze
Dominici, altro "liberalizzatore", basta leggere il
resoconto apparso sul Corriere della Sera: "Sindaci e
fusioni. Il centrosinistra aspetta Cofferati sulla
superutility emiliana. Enia boccia il polo con Hera e tira
dritto sulla Borsa". In soldi, si in soldi, si parla di un
"maxi-polo dei servizi con 4 miliardi di fatturato e 2
milioni di clienti".
Quattro anni fa in un master della mia scuola, la SSPAL
(Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale),
sede di Bologna, restai stupito per i ritardi dei Comuni
romagnoli nei loro processi di riorganizzazione interni.
Leggendo quello che sta facendo Hera Spa e compagni,
subentrate alle municipalizzate non tanto e non solo per
alcuni servizi, ma praticamente per tutti i possibili e
immaginabili servizi comunali, e leggendo dei fatturati a
cui sono giunte, capisco perché i processi di
riorganizzazione interni dei Comuni romagnoli mi facessero
quasi ridere.
La raccolta di firme per una legge popolare sulla
ripubblicizzazione dell´acqua, e dei beni comuni, sta
raccogliendo consensi totali. Con scorno dei nostri, minimo,
curiosi, Robin Hood. Bene.
Altidona 17 gennaio 2007 Luigi avv. Meconi (segretario
comunale in disponibilità)
|