La finanziaria ha ottenuto la fiducia del Parlamento. Non quella del  popolo della scuola.

di Michele Corsi (Rete scuole - Rsu FLC Cgil Milano)

 

LA CADUTA

Un bel film di dieci anni fa che si intitola "L'odio" si apre con una voce fuori campo che dice: "è la storia di uno che si butta da un  palazzo di 50 piani. Ed ad ogni piano mormora: fino a qui tutto  bene... fino a qui tutto bene... fino a qui tutto bene..." Mi sono  venute in mente queste frasi pensando al governo dell'Unione e alla  sua finanziaria.

L'Unione ha già tagliato, a pochi mesi dalla sua  vittoria, le proprie relazioni con la base sociale che l'ha eletta,  con una rapidità sbalorditiva. Precipita: nelle prospettive, nei  consensi, nella lucidità, ma mormora tra sé e sé: fino a qui tutto  bene, fino a qui tutto bene...
La scuola era stata protagonista di un movimento che ha contribuito  grandemente alla sconfitta di Berlusconi, il suo popolo ha votato  massicciamente per il centrosinistra, e non era certo scontato. 
Qualche mese dopo ecco il neoeletto governo votare una finanziaria  che taglia sulla scuola quanto la Moratti. Col senno di poi possiamo dirci che la Moratti non era stronza come pensavamo, ma, semplicemente, poco furba: se qualcuno le avesse sussurrato  all'orecchio "non tagliare i docenti del tempo pieno, aumenta invece  gli alunni per classe!" avrebbe ottenuto risultati maggiori e senza   troppi casini.

L'Unione taglia in questo modo 50.000 docenti, e le  sta andando liscia come l'olio. I personaggi che emettono circolari e  declamano discorsi contro il bullismo, sono gli stessi che con la  finanziaria lo favoriscono nei fatti: non credo occorra dedicare  nemmeno mezza riga al nesso tra classi sovraffollate e diminuzione  della qualità dell'insegnamento e della convivenza civile nelle  scuole. Fioroni si "indigna" per l'esistenza dei bulli, ma è lui il  bullo numero 1: ingolfa le classi e allo stesso tempo aumenta i  finanziamenti alle scuole private. Bullismo ministeriale.

Napolitano  ha decretato il bullismo calamità nazionale, ma la finanziaria che ha  controfirmato taglia i finanziamenti agli enti locali, che gestiscono  gli edifici scolastici. Bullismo presidenziale. E le scuole che  cadono a pezzi non sono una calamità?

E poi, cari ministri: che ipocrisia versare lacrime di coccodrillo verso un disabile  maltrattato dai propri coetanei, quando nello stesso istante si architetta di tagliare risorse sul sostegno all'handicap!

Questi  ministri, come i bulli, ti spintonano nelle pozzanghere, dopodiché: i ragazzini bulli si mettono a ridere, i ministri bulli, invece, si   indignano perché ti sei sporcato i pantaloni.
I bulli hanno alle spalle famiglie disastrate, restituiscono in malo  modo e ai soggetti sbagliati, quel che han subito. Ma i nostri  governanti-bulli? Loro non hanno subito niente!

Sono i movimenti, scendendo instancabilmente in piazza lungo questi anni, che hanno  creato le condizioni per far cadere la destra mentre loro se ne  stavano lì belli belli a volteggiare tra un convegno e l'altro, e  dovevamo pure pregarli di dire qualcosa di vagamente progressista. E loro: non so, ci penso, vedremo... Li abbiamo eletti, e ora fanno  quel che vogliono, cioé quel che sanno fare meglio: preparare le  condizioni sociali per il ritorno della destra.
L'Unione ha mentito. E' vero, non aveva promesso l'abrogazione della  riforma Moratti, ma c'era scritto qualcosa che ci andava molto  vicino, nel famoso programma.

All'inizio molti speravano: dal   Ministero veniva un "linguaggio" nuovo, anche se pochi fatti. Poi ci  sono stati i fatti, e il linguaggio che prima pareva "nuovo" poi,  semplicemente, è parso ipocrita.

La riforma Moratti sta lì, e nessuno  la tocca.  La circolare sulle iscrizioni è quasi indistinguibile da  quella di un anno fa. L'Unione aveva detto: più soldi alla scuola,  "perché i giovani..." "perché il futuro..." "perché..." e ha tagliato  nella scuola più che in ogni altro settore, aumentando invece i soldi  per le spese militari. Ha mentito.

Mi viene da ridere, si fa per  dire, quando sento qualcuno dentro l'Unione che si inalbera sui Pacs  ed esclama: "i Pacs non c'erano nel programma!" e perché: i tagli  alla scuola invece sì?
Quando mi capita di ascoltare qualche esponente della destra gridare  frasi volgari e ripugnanti, mi dico: ma da dove sono saltati fuori  questi qua? Come mai possono permettersi di dire tutto, di tutto, senza che nessuno del circo mediatico-politico si indigni, si alteri,  protesti? Perché possono permettersi di insultare continuamente  tutti, lavoratori, insegnanti, immigrati, musulmani, donne,  omosessuali, senza che vi sia uno straccio di reazione da parte di  chi ci dovrebbe rappresentare? E allora penso.

Penso ai balletti  sulla Rai e al fatto che tutti i pezzi della destra se ne stanno lì  senza che nessuno li tocchi, qualcuno è stato spostato con molte  scuse ad incarichi più lucrosi.

Penso ai fischi a Prodi: quando era  accaduto a Berlusconi i media avevano gridato ad un attacco  terroristico. Pazienza: sappiamo in che mani erano e sono. Ma la  sinistra? La ricordo perfettamente subito sulla difensiva, a porgere  la propria solidarietà al "presidente". Ora che il "presidente" dice  a Prodi che i fischi se li merita, nessuno che gridi allo scandalo,  nonostante che il carattere più o meno organizzato di quella  contestazione fosse palese.

E penso ai cori schiamazzanti di quando   viene bruciato in manifestazione un qualche simbolo di italianità. Negli USA accade regolarmente e nessuno ci trova nulla da ridire, da  noi casca il mondo. Ma se la destra dice cose sanguinarie tipo che i  musulmani vanno buttati tutti a mare: silenzio.

Allora penso: questa  destra l'abbiamo creata noi, noi della sinistra. La destra, in ogni  paese, non ha caratteristiche autonome, è la risposta politica dei  ceti forti alla presenza organizzata della sinistra. Questi ceti, se  potessero, farebbero a meno anche di rappresentanza politica. Per  questo il loro personale politico, ha la qualità minima  indispensabile ad affrontare la sinistra che c'è. E allora ogni  sinistra ha la destra che si merita. Rutelli si "merita" Calderoli. 
Una sinistra che facesse il proprio mestiere, o che fosse  semplicemente un po' più sveglia, costringerebbe la destra ad  attrezzarsi con partiti e politici che fossero all'altezza del  confronto.
Occupano i nostri terreni. La manifestazione della destra a Piazza  San Giovanni, ad esempio. Certo, non erano un milione come dicevano.  Ma: la sinistra sarebbe in grado di portarne in piazza altrettanti, ora, per difendere il suo operato? Non ci prova nemmeno. Eppure era  quel che si doveva fare.

Ma tutti sapevano che la base sociale che  l'ha votata non sarebbe scesa in piazza per sostenerla, dopo quella  finanziaria. Così abbiamo una destra che difende efficacemente gli  interessi economici della sua base sociale e una sinistra che... ci  dice Fassino: "tranquilli, ora parte la fase due".

Così mi sono letto l'intervista dove parlava del rilancio dell'"azione riformista". La  fase due sarebbe:  privatizzazioni, allungamento dell'età  pensionabile, via il tfr.... ma: una cosa, una sola cosa  vagamente di  sinistra è in grado di pronunciarla questa gente lì?
Non c'è nulla che possa convincere i capi della nostra sinistra che,  portando avanti una politica di destra, la sinistra viene sconfitta. 
Nei fatti: che ci perdono, loro? Questo personale politico rimane  sempre in pista: deputati lo sono comunque, anche se all'opposizione,  mica ci rimettono la pensione. Per questo, appena un corteo dai toni  semifascisti come quello dei poliziotti ha sfilato per Roma, Fassino  li ha ricevuti di corsa, e subito si sono trovati i soldi per i loro  aumenti.

Ma a nulla sono valse le proteste del mondo della scuola per  eliminare i tagli.

Le lamentele dei ricchi per le tasse sui Suv e la  successione, hanno avuto effetto immediato. Ma quando si sono fatti  sentire gli operai di Mirafiori, Fassino ha commentato: "gli operai  di Mirafiori vanno ascoltati, come tutti, per spiegare meglio il  senso dell'azione di governo".

"Spiegare"?!? Quando a muoversi sono  categorie che fanno riferimento alla destra, non vengono "ascoltate":  si fa quel che dicono e punto. Perché Fassino non usa lo stesso tono  paternalista verso l'associazione italiana banchieri? Perché il  pronunciamento di un vescovo vale sempre più dell'opinione della  maggioranza degli italiani? E allora il problema non è solo che alle  prossime elezioni vincerà di nuovo la destra, ma che questa  alternanza produce, sconfitta dopo sconfitta, uno slittamento a  destra del senso comune di questa società.

L'altro giorno a scuola  dovevo spiegare cos'erano la destra e la sinistra politica, in  termini generali, ovviamente, e senza fare riferimento alla  situazione italiana. E mi sono scoperto usare continuamente il  condizionale: "la sinistra dovrebbe essere quella parte politica che  difende..." "dovrebbe fare..." "dovrebbe dire....". Poveretti, chissà  cosa avranno capito. Associano la parola "sinistra" alla faccia di  Fioroni? Speriamo di no. Ma allora: a cosa l'associano?
Quando mi lamento dell'Unione, mi spiace, intendo tutta l'Unione. E'  doloroso, per me, constatarlo perché la sinistra radicale che là si  trova incastrata sta sicuramente patendo, ma vedere votata la  finanziaria che taglia le risorse alla scuola da Rutelli fino ai  deputati ultrarivoluzionari, boh, mi ha fatto un po' impressione.

Sì,  certo: "non avevamo scelta", "ma allora cosa facciamo, vuoi veder  tornare su Berlusconi?" ecc. ecc. conosco i discorsi. Però, compagni,  allora qualcosa della vostra fantastica strategia non ha funzionato:  nel governo non contate un belìn, e allora ditelo, ditelo che qualche  errorino in qualche momentino dovete pur averlo fatto.
A scanso di equivoci: non è che vedo grandi alternative politiche  fuori dall'Unione.

I cobas, che sono un gruppo sindacal-politico,  come essi stessi si definiscono, fanno giuste critiche all'Unione,  eppure quando leggo sul loro sito che lo sciopero, al quale ho  aderito, è stato uno straordinario successo nella scuola, mi vien da  ridere. Sembrano comunicati da Unione Sovietica.

Hanno ragione a  lamentarsi del carattere antidemocratico delle elezioni rsu, del  resto, però, quelle regole c'erano anche nelle due elezioni  precedenti, e i cobas diminuiscono costantemente i propri consensi,  elezione dopo elezione.

Una domandina su qualche errore di metodo  circa la loro maniera di costruirsi nelle scuole e di approcciare i  movimenti, se la sono fatta? Non potrebbero lasciare da parte per un  attimo il trionfalismo da realismo socialista e dire anche qualcosa di sensato?

L’attuale criticità antigovernativa della Gilda mi lascia  freddo, quando penso che abbiamo dovuto impiegare due anni a  convincerla che la Moratti faceva danni nella scuola.

Credo poco  anche alle scissioni politiche. Mussi si prepara a fondare un nuovo  partito? E perché? In cosa si distingue la sinistra ds? Le manine le hanno alzate anche loro, per la finanziaria, pensano di essere più  simpatici perché hanno dichiarato in qualche intervista di patire  terribili  mal di pancia? Scissioni nel prc? In quella giornata di  sciopero a un certo punto mi sono trovato circondato da 10 "veri"  partiti comunisti, quasi tutti "davvero" rifondati, ognuno con tre  militanti di media e l'assicurazione di avere la linea giusta, in  esclusiva. Ho pensato: come minimo 9 di loro sbagliano.
Ma si tratta di gente più o meno folcloristica che non ha vere  responsabilità in questo casino. Tra i grossi veri responsabili ci  sono sicuramente Cgil, Cisl e Uil. E dobbiamo essere consapevoli che se non fosse stato per l'acquiescenza di questi sindacati, la finanziaria non sarebbe passata, e nemmeno i tagli alla scuola.

La  Cgil è andata avanti giurando che avrebbe proclamato uno sciopero se  il governo avesse persistito sui tagli, ha rimandato lo sciopero in  prossimità delle elezioni rsu per "incidere di più sulla  finanziaria", ha promesso "la più grossa manifestazione a difesa  della scuola pubblica", poi ci sono state le elezioni rsu, ha  incassato il risultato ed ha disdetto la "grande manifestazione". I  tagli, ovviamente, sono rimasti tali e quali. E' un sindacato che per  sudditanza politica non porta a casa risultati, ma, in compenso, ci  sommerge con una montagna di chiacchiere.
Mi dispiace aver offerto un quadro che può sembrare pessimista. In  realtà è solo incazzato.

Anche chi come me è da sempre impegnato nei  movimenti non può non vedere in faccia la realtà. E cioé che la  stanchezza delle lotte contro Moratti - Berlusconi e la contemporanea  delusione verso il "nostro" governo hanno prodotto una generale  paralisi degli attivisti. Diciamocelo chiaramente: i movimenti non ci  sono più.

Ma chi conta su questo per tirare un sospiro di sollievo sbaglia di grosso, credo, spero.

Ogni società produce i propri  anticorpi. Non sono subito visibili al personale politico chiuso nei  palazzi. Ma il successo della manifestazione dei precari, il dilagare  della presenza dei migranti e di attività legate alla solidarietà con  loro, una generale disillusione dei giovani verso chi fa politica ma  con una contemporanea maggioritaria propensione verso valori di  sinistra (per la seconda volta nella storia d'Italia la Camera, dove  votano i giovani, è più a sinistra del Senato), mi dicono che  qualcosa nel cuore profondo della società si muove.

Questi anni di  opposizione autorganizzata anche contro le direzioni del centrosinistra, poi, hanno formato centinaia di migliaia di persone  che ora guardano, riflettono, aspettano... Del resto sappiamo che la  scuola sarà "obbligata" a riprendersi la piazza e a far sentire la   sua voce:

Padoa Schioppa esprime in maniera molto limpida il pensiero  delle elite: se si vuol diminuire la spesa pubblica i due bubboni da  ridurre sono scuola e sanità, non si sfugge. Saremo attaccati di  nuovo. E di nuovo al popolo della scuola spetterà l'incombenza di  difendere questo presidio di civiltà. Certo, non è automatico. 
L'alternativa però è lo slittamento sempre maggiore dell'intera  società verso destra, l'imbarbarimento dei rapporti, New Orleans dove  nessuno ha trovato strano che Bush inviasse marines con mitra  spianati invece che aiuti. Sono livelli che in Italia ancora, per   poco, non possiamo immaginare, ma che si vivono in tanti altri Paesi,  disgregati socialmente, dove va a votare un terzo dei cittadini,  perché gli strati più oppressi della società non credono più a nulla.  E' quel che non capiscono i nostri dirigenti, quelli che abbiamo eletto.

"E' la storia di una società che sta precipitando e che mentre  precipita si ripete per farsi coraggio: fino a qui tutto bene...fino  a qui tutto bene...fino a qui tutto bene... il problema non è la  caduta - concludeva il film - ma l'atterraggio."

Michele Corsi (Rete scuole - Rsu FLC Cgil Milano)