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ORDINE DEL GIORNO
No al taglio delle pensioni, ripartire dal lavoro
Il CD della Filcams Cgil del Trentino esprime netta
contrarietà al memorandum sulle pensioni firmato dalle
confederazioni sindacali con il governo con il quale si
impegnano ad aumentare l’età pensionabile e a ridurre i
coefficienti di calcolo in proporzione all’età.
Il cd della Filcams Cgil del Trentino chiede che prima di
avviare qualsiasi confronto con il Governo e Confindustria
in materia di pensioni da parte del sindacato venga definita
una piattaforma unitaria da sottoporre al voto dei
lavoratori con l’impegno che l’eventuale intesa sulle
previdenza sia sottoposta a referendum dei lavoratori.
Ripristinare i canali democratici come condizione per
rinsaldare il rapporto con i lavoratori che vogliamo
rappresentare.
Il cd della Filcams Cgil del Trentino chiede una più
incisiva lotta all’evasione ed elusione contributiva ed alle
forme di lavoro parasubordinato. Se veramente si vuole
affrontare il tema pensione e rinsaldare il patto
generazionale bisogna consolidare l'occupazione precaria (a
partire dall'abolizione della legge 30) rendendo stabile il
sistema delle entrate che sostiene il sistema previdenziale
pubblico oltre che separare nettamente la gestione dei fondi
pensioni dalla gestione delle spese assistenziali.
Nella finanziaria viene introdotto il ticket sul pronto
soccorso e si tagliano i contributi alla spesa sanitaria.
Vengono aumentate le tariffe, servizi e le addizionali
regionali che colpiscono indiscriminatamente i cittadini a
prescindere dal reddito.
Mentre si tagliano servizi e risorse per la scuola e la
sanità si aumentano le spese militari (4,5 miliardi in 3
anni). Per questo il cd della Filcams Cgil del Trentino
chiede un «patto di giustizia sociale» che riduca fortemente
le spese militari, abolisca i fondi alle scuole private e
dia risposte alle giovani generazioni affinché la loro
domanda di lavoro non resti, o senza risposta e o costretta
alla precarietà a vita.
La Filcams Cgil del Trentino denuncia l’arroganza di
Confindustria che non perde occasione per attaccare il costo
del lavoro che a loro dire sarebbe il freno alla
competitività dimenticando che: da una parte assistiamo ad
un incremento esponenziale dei profitti, degli stipendi dei
manager e delle stock option e dall'altro, in nome della
concorrenza, ci sono licenziamenti, precarietà e paghe
cinesi.
Per questo il cd della Filcams Cgil del Trentino ritiene
sbagliata la politica dell’Ente pubblico il quale in nome
della riduzione del debito pubblico pretende che i
lavoratori ed i cittadini accettino tagli alle pensioni,
aumenti delle tariffe, tagli allo stato sociale
privatizzazione dei servizi e dei beni pubblici come
l’acqua, accettino inceneritori e speculazioni di ogni
sorta, dalla tassa sul nonno ai mille balzelli che
quotidianamente ci piovono addosso da tutte le parti.
Il Cd della Filcams Cgil del Trentino
Trento, 20 dicembre 2006
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