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Sindacalisti
"cascano dalla pianta". Ossia, "Miseria del sindacalismo
concertativo"
In molti, tra i lavoratori ed i sindacalisti,
avevano criticato la fretta e la foga (per altro in sordina e senza
mandato alcuno da parte dei lavoratori) con cui Cgil Cisl Uil ci
hanno presentato una mattina la firma apposta al "memorandum" sulle
pensioni.
Da dove nasceva tutta questa urgenza se non dal
fatto che si voleva, con la firma del memorandum, difendere e
sostenere una manovra finanziaria (e quindi il Governo) da quei
delatori che già protestavano che in Finanziaria non fosse previsto
alcun taglio sulle pensioni ?
Lo sapevano anche i sassi che quel Memorandum
conteneva quegli impegni di risparmio in materia pensionistica che
tutti, da Confindustria, alla U.E., al fondo monetario volevano
fossero realizzati, se proprio non con la Finanziaria almeno subito
dopo.
Cgil Cisl Uil che quel Memorandum hanno firmato
sapevano bene di aver firmato la disponibilità a parlare di
allungamento dell'età pensionabile e di coefficienti di rendimento,
e questo senza aver sentito prima il parere dei lavoratori che
dovrebbero rappresentare.
Lo stesso ragionamento possiamo farlo in materia
di tassazione.
Cgil Cisl Uil hanno difeso la manovra
finanziaria dicendo che i redditi medio bassi ne risultavano
tutelati, plaudendo ad un Governo che aveva finalmente cambiato
rotta in materia fiscale.
In molti avevano criticato questa esagerata
euforia sindacale di difesa e celebrazione della legge Finanziaria,
ricordando come i redditi sarebbero stati successivamente colpiti da
un'aumento delle tasse locali in misura ben più massiccia.
Ma chi criticava la Finanziaria veniva additato
come il solito disfattista (fossero essi i sindacati di base, o la
Fiom, o la rete 28 aprile), e lo stesso è successo verso le critiche
sul Memorandum per le pensioni.
Comporta quindi un certo sconcerto nel vedere
oggi che a Finanziaria praticamente votata, ora i nostri
sindacalisti (che fino a ieri si sbracciavano nel difendere il loro
collateralismo in materia di legge Fionanziaria ed il loro coraggio
nel mettere sul tavolo questo strano e mai discusso Memorandum sulle
pensioni) stiano cominciandosi ad accorgere che forse sono finiti in
qualche tranello (passata la finanziaria, gabbato lo santo verrebbe
da dire).
Così è che comincia a vedersi un certo
nervosismo da parte confederale:
Vedi gli articoli su "Rassegna Sindacale",
della Piccinini (Cgil) -
Pensioni: confronto difficile
e quello sull'iniziativa Confederale -
Finanziaria: I sindacati protestano per le tasse locali
Uno potrebbe pensare che forse si siano accorti
che le critiche di questi mesi al loro operato non fossero così
peregrine, oppure si potrebbe pensare che cominciano a capire che
questa finanziaria e la sua, da parte loro, esagerata difesa si
trasformeranno in un boomerang in termini di consenso tra i
lavoratori, e che una trattativa col Governo sulle pensioni non sarà
quella passeggiata che pensavano (in fondo ci sono state anche le
assemblee a Mirafiori pochi giorni fa) ... e così mettono le mani
avanti per vedere se riescono a recuperare qualcosa.
Comunque sia, tutta la cosa, e lo si vede bene
dagli articoli sopra richiamati, dimostra essenzialmente che i
nostri tanto preparati sindacalisti, che tanto hanno fatto per non
far mancare nulla a questo Governo, e che tanto presumevano al punto
da non dare ascolto alle critiche ed al punto di decidere senza
sentire prima i lavoratori, sono alla fine .... cascati dalla pianta
... come delle pere.
Non è una gran bella figura.
A questo punto sarebbe bene che loro comprendano
(se ne hanno l'umiltà) di aver sbagliato tutto e che si rischia il
ridicolo (come pare stia accadendo) quando si presume di
rappresentare i lavoratori senza averli coinvolti nella discussione
e nell'espressione di un mandato condiviso.
Già la loro confusione politicista li ha portati
prima a sostenere e difendere una finanziaria che già prevedeva un
aumento della tassazione locale (che ricadrà pesantemente sui
redditi medio bassi) ed ora si lamentano per questi aumenti della
tassazione locale che già sapevano previsti.
Ma se, come ancora speriamo, sono sindacalisti e
non politicanti dovrebbero avere ora il coraggio di sospendere
qualsiasi trattativa in materia di pensioni almeno fino a quando non
si sarà costruita, con i lavoratori, una piattaforma precisa con cui
andare al confronto col Governo.
19 dicembre 2006
Coordinamento Rsu
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PENSIONI: PICCININI (CGIL), CONFRONTO DIFFICILE |
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“La ridda di proposte, spesso tra loro
opposte, attribuite ai diversi ministri di questo Governo
rischia di rendere più difficile il confronto sulla
previdenza prima ancora del suo inizio”. E’ l’opinione della
Segretaria confederale della Cgil, Morena Piccinini. “Nel
lungo ricettario – rileva Piccinini - ora compare anche
l’ipotesi di scambio tra l’aumento delle pensioni in essere
e i disincentivi alle pensioni di anzianità. Una
provocazione dopo l’altra. Infatti questa si aggiunge
all’altra ipotesi della riduzione delle pensioni per i più
giovani ,con la revisione dei coefficienti, spacciata per
risolvere sia scalone che aumento della aspettativa di vita.
Il tutto viene recepito dai lavoratori in un solo modo: il
Governo si sta preparando non a risolvere i problemi degli
anziani e dei lavoratori, maturi e giovani, ma ad una
ennesima, grande operazione di rimescolamento di diritti e
di scambi tra generazioni per fare ancora cassa, dopo che ha
incassato cinque miliardi di euro per l’aumento della
contribuzione con la legge finanziaria”. “La CGIL ritiene -
prosegue la dirigente sindacale -che anche per questo motivo
il confronto debba essere adeguatamente preparato con i
tempi e la serenità necessari sgombrando però il campo da
queste ambiguità preliminari e facendo tutti affidamento sul
fatto che abbiamo davanti alcuni mesi per dirimere i
problemi posti senza l’assillo delle emergenze finanziarie
risolte dalla manovra di bilancio”. “A tal fine – spiega
Piccinini - riteniamo sia necessario che: le nuove entrate
fissate nella legge finanziaria non possono andare
strutturalmente a ripiano del deficit dei conti dello stato
ma devono essere utilizzate dentro al capitolo previdenza e
messe a disposizione del confronto che si andrà ad aprire;
occorrono risorse nuove e aggiuntive per la riforma degli
ammortizzatori sociali e per le nuove tutele indispensabili
in un mercato del lavoro sempre più fragile e precario; il
recupero del potere d’acquisto delle pensioni deve essere
effettuato in modo prevalente attraverso l’uso degli
strumenti fiscali dando finalmente le risposte alle
richieste già formulate dalle organizzazioni sindacali dei
pensionati che non hanno ottenuto una risposta sufficiente
con la legge finanziaria”. “Evocare continuamente la
solidarietà tra le generazioni – conclude - può essere cosa
buona e nobile se richiama all’equilibrio complessivo che va
trovato in un sistema previdenziale che vogliamo confermare
a ripartizione, ma diventa uno stratagemma quando richiama
scambi impropri e ipotizza che per sanare una situazione non
più accettabile per una categoria se ne debba penalizzare
un’altra”. |
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19/12/2006 17.04 |
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FINANZIARIA, SINDACATI PROTESTANO SU
TASSE LOCALI |
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“Con lo sblocco della facoltà per i
Comuni e le Regioni di utilizzare o aumentare le addizionali
Irpef ed altri tributi, previsto nella legge Finanziaria
2007, Cgil Cisl Uil esprimono forte preoccupazione per il
possibile aumento della pressione fiscale per lavoratori e
pensionati, anche se le misure contenute nel maxi
emendamento approvato al Senato per gli Enti Locali
presentano dei miglioramenti, rispetto alla versione
originaria della manovra di bilancio sulla quale noi stessi
avevamo espresso forte contrarietà”. Inizia così la lettera
inviata oggi dai segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil:
Marigia Maulucci, Pier Paolo Baretta e Guglielmo Loy ai
presidenti dell’Anci, Leonardo Domenici, della Conferenza
delle Regioni, Vasco Errani, e dell’ Upi, Fabio Melilli.
Secondo i tre esponenti sindacali “tali modifiche
rappresentano una prima anticipazione di politiche di
federalismo fiscale che aumentano il ruolo delle AA.LL.
sulla gestione reale dei bilanci e del Welfare locale: ci
sembra dunque particolarmente rilevante che su queste
competenze e funzioni si aprano sessioni di contrattazione e
concertazione con le Organizzazioni sindacali territoriali,
utilizzando, anche, la dilazione di tempo per l’approvazione
dei Bilanci”. “E’ opinione di Cgil Cisl Uil - proseguono -
che la minore rigidità dei criteri di rispetto del Patto di
Stabilità interno, l’anticipazione della compartecipazione
dinamica all’IRPEF, la possibilità di individuazione di
fasce esenti dalle addizionali locali, rendano assolutamente
non automatici e scontati, come ci pare stia accadendo in
qualche realtà, gli aumenti dell’addizionale locale IRPEF,
misura che rischierebbe di vanificare gli effetti della
riforma fiscale con evidenti danni, come detto, per
pensionati e lavoratori dipendenti”. “Senza mettere in
discussione – concludono Maulucci, Baretta e Loy
–l’opportuna articolazione di tali verifiche e l’autonomia
dei livelli negoziali territoriali, tali scelte non
potrebbero che, in linea generale, registrare il nostro
dissenso e siamo, dunque, a chiedervi un incontro che possa
rappresentare un’utile cornice all’apertura di una
importante fase negoziale, che dovrà aprirsi ai vari
livelli, nell’interesse dei cittadini, dei lavoratori, dei
pensionati”. |
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19/12/2006 18.30 |
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