Dichiarazione di Giorgio Cremaschi sulle pensioni: Rispedire al mittente le posizioni della Commissione Europea
 
“Non c’è nessuno spazio di mediazione con le posizioni di chi vuole di nuovo intervenire sulle pensioni per fare cassa e per ridurre il debito pubblico. La posizione assunta dalla Commissione europea va quindi rispedita al mittente.”
“Dopo le assemblee di Mirafiori e dopo il pronunciamento di tanti lavoratori in tutta Italia è chiaro che: lo “scalone” che innalza l’età pensionabile da 57 a 60 anni, deciso dal governo Berlusconi, va semplicemente abrogato, tornando alle regole della Dini. In secondo luogo bisogna cambiare in meglio la condizione pensionistica dei giovani, senza intervenire sui coefficienti di calcolo e, anzi, garantendo per il futuro una pensione minima non segnata dalla precarietà e dalla bassa contribuzione. In terzo luogo bisogna creare condizioni perché il lavoro usurante possa andare in pensione prima dei 57 anni, cosa che oggi già avviene purtroppo, sulla base delle scelte di ristrutturazione di licenziamento delle aziende. Bisogna alzare le pensioni di fame, separando definitivamente previdenza da assistenza e facendo sì che siano tutte le classi, e non solo i lavoratori, in proporzione al loro reddito, a finanziare lo stato sociale.”
“Non c’è quindi spazio per innalzare l’età pensionabile. Il Governo ha già fatto abbondante cassa con la Finanziaria, quindi ora i lavoratori devono ricevere e non pagare con ulteriori sacrifici i costi dell’evasione fiscale e contributiva.”
“Se il Governo dovesse seguire le indicazioni della Commissione Europea, si andrà a uno scontro tanto necessario quanto inevitabile, come in questi giorni viene richiesto da tutti i posti di lavoro.”

Roma, 18 dicembre 2006