Salario, lusso e
profitto
Loris
Campetti
Ferrari,
poltrona Frau, sigari Toscani. Luca Cordero di Montezemolo, il
signor Fondo Charme, richiama il lusso, l'immagine ricca dell'Italia
nel mondo. Come i veri signori, quelli che il lusso ce l'hanno nel
dna, il presidente di Confindustria non è egoista e vorrebbe
socializzare il benessere. Con chi? Con i suoi operai, naturalmente,
che chiama affettuosamente «collaboratori». La proposta -
banalizzata con la definizione tradizionale di «patto dei
produttori» - ai suoi collaboratori non fa una piega: voi
condividete con noi «l'ansia dell'intrapresa e l'incertezza del
rischio» e noi condivideremo con voi «i risultati». Per principio,
ma anche perché, effettivamente, gli operai che lavorano sul serio -
mica come quegli sfaccendati del pubblico impiego - guadagnano
troppo poco.
Scendendo dal «polo del lusso» al popolo in tuta blu, il messaggio
si traduce in termini molto meno epici. Montezemolo vuole legare gli
aumenti salariali agli andamenti aziendali e per incrementare le
asfittiche buste paga degli operai propone agli stessi di lavorare
di più e rompere di meno, rinunciando a contrattare tempi e orari
che dovrebbero diventare di proprietà del padrone. Non basta. I
soldi per arricchire la suddetta busta paga, che solo in parte e
solo in caso di utili verrebbero dall'azienda, dovrebbe metterceli
lo stato riducendo il prelievo fiscale e detassando gli
straordinari. Non basta ancora. I soldi recuperati dalla
collettività con l'aumento del gettito fiscale non possono mica
finire nel «pozzo senza fondo della spesa pubblica», al contrario
vanno «restituiti a chi paga troppe tasse, imprese e lavoratori
dipendenti».
Montezemolo chiede al governo di continuare a tagliare lo stato
sociale (scuola, sanità, servizi) e le pensioni, non vuole pagare le
tasse, pretende di liberarsi del sindacato di fabbrica per
esercitare il suo comando unilaterale sulla forza lavoro. Si dice
che si debba ringraziare lui se i cancelli di Mirafiori, sbarrati
per 26 anni, si sono aperti ai giornalisti per le assemblee con
Epifani, Bonanni e Angeletti. Una proposta, allora: perché
Montezemolo le sue idee rivoluzionarie non va a spiegarle ai
«collaboratori» in tuta blu alla presenza dei giornalisti? Pagherei
il biglietto d'ingresso, pur di non perdermi lo spettacolo.
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