Cos e Atesia, assunti Addio ai cocoprò
Tempo indeterminato per i «circa» 6300
precari dei call center, ma sulle cifre non c'è ancora chiarezza.
Saranno tutti part time a 4 ore. Solo la Cgil chiede assemblee con i
lavoratori
Antonio Sciotto
Roma
Tutti assunti, l'impegno è scritto da ieri nero
su bianco, in calce all'accordo firmato dai sindacati confederali e
il gruppo Cos Almaviva, colosso dei call center e proprietario della
notissima Atesia. Gli ex cocoprò - 3200 di Atesia e circa
altrettanti sparsi tra Catania, Napoli e Palermo - potranno
abbandonare la condizione di «parasubordinati» e accedere finalmente
al tempo indeterminato, seppure con un orario basso, solo quattro
ore al giorno, e con un netto mensile che arriverà a 600 euro (ma
bisogna considerare anche la tredicesima e le ferie retribuite). Il
segno della novità è soprattutto politico: il cocoprò non deve più
mascherare lavoro dipendente, e la stessa distinzione tra operatori
inbound e outbound - sancita dalla circolare Damiano e dall'avviso
comune sindacati-azienda - per il momento viene superata, in meglio.
Resta un piccolo mistero sui numeri: fino a due giorni fa i
sindacati parlavano di 7500 cocoprò da assumere (di cui 1000, gli
outbound, in apprendistato anziché a tempo indeterminato). Ieri
però, nell'accordo, la cifra è scesa nettamente: si parla di «circa
6300» parasubordinati. Sono dunque spariti dal conteggio degli
assumendi ben 1000 precari? Bisogna sottolineare inoltre che ieri
sera le agenzie di stampa davano ancora 1000 outbound extra rispetto
ai 6300, e li annunciavano destinati all'apprendistato. «C'è un
articolo nell'intesa che taglia la testa al toro - ci spiega
Alessandro Genovesi, segretario nazionale della Slc Cgil - Afferma
che "tutti" i parasubordinati con contratto al 31 dicembre 2006
verranno assunti a tempo indeterminato E non a caso c'è scritto
"circa 6300". Adesso verificheremo i numeri in ogni call center. Se
usciranno cifre più alte, l'azienda dovrà comunque rendercene conto
e includerli. Tutti».
L'accordo, comunque, dice che le assunzioni verranno fatte in 4
tranches, entro fine 2007, secondo il criterio dell'«anzianità
contrattuale» (la Cos chiedeva all'inizio di considerare
l'«anzianità di commessa», più volatile). Si può, è ovvio, rifiutare
l'accordo sindacale, e andare in causa, anche tenendo conto del
recente rapporto degli ispettori del lavoro. I contributi
figurativi, infatti, verranno recuperati, ma chi verrà assunto
potrebbe essere costretto ad accettare un risarcimento minimale per
il salario pregresso. E' questo, per l'azienda di Alberto Tripi, il
vantaggio più grosso, oltre all'accesso al cuneo fiscale.
Tornando agli assumendi, saranno inquadrati al terzo livello, e
guadagneranno circa 600 euro netti al mese per 4 ore su 5 giorni, ma
si deve considerare - come detto - che acquisiscono la tredicesima,
le ferie retribuite, la malattia, l'infortunio, la maternità,
l'articolo 18. Certo: si apre un problema, e secondo le strutture di
Roma potrebbe emergere soprattutto in Atesia. Molti, infatti, come
cocoprò oggi guadagnano compensi netti più alti, da 800 con punte di
1000 e 1200 euro al mese, dunque potrebbero valutare che contratti
di sole 20 ore settimanali portino a una perdita. A parziale
riparazione, c'è un articolo del contratto che prevede che tutte le
ore contenute nei contratti dei lavoratori che non concilieranno con
l'azienda, verranno spalmate su chi accetterà. Molti problemi, a
partire dal nodo dei turni, verranno comunque affrontati a un tavolo
che si aprirà con la Cos a partire da gennaio 2007: i sindacati
hanno ottenuto di andare a discutere i premi di risultato,
l'organizzazione e i turni, gli inquadramenti, i consolidamenti
orari, la sicurezza. Ancora: ci sarà il confronto su future
«ristrutturazioni», possibili tagli al personale che già
minaccerebbero i «neo-miracolati» (Almaviva ha parlato recentemente
di 400 uscite dall'intero gruppo).
Turni: gli operatori conservano per il 2007 le matrici che avevano
da cocoprò, abbastanza rigide, ma il timore è che l'azienda voglia
imporre non solo la disponibilità su tutte le fasce orarie, ma anche
l'applicazione del decreto 276 (applicativo della legge 30), che
prevede la possibilità di cambiare i turni con sole 48 ore di
preavviso, sistema già applicato ai dipendenti Cos full time.
Sarebbe una fregatura: solo 600 euro al mese per essere sempre
disponibili, senza poter cercare un secondo lavoro. Consolidamento
ore: anche qui sarà fondamentale aumentare i magri part time.
Inquadramenti: i lavoratori chiedono di passare dal terzo al quarto
livello. Lo stimolo potrà venire dalle assemblee, che la sola Cgil
ha richiesto, con una lettera firmata dai segretari Emilio Miceli e
Alessandro Genovesi, inviata alla Cos e all'Unione industriali, in
cui si afferma che la Cgil considererà la firma definitiva solo dopo
aver verificato il consenso dei lavoratori. Il modo in cui queste
assemblee si svolgeranno, le procedure di voto e la trasparenza,
potranno essere l'eventuale segno di una democratizzazione. Le non
conferme degli apprendisti a Napoli e Palermo (non sarebbe citato,
però, il caso di un cocoprò a Catania) verranno «esaminate»
dall'azienda, ma ancora non ci sono novità.
La Cgil parla di «grande vittoria», per il ministro del lavoro
Cesare Damiano «è un successo di sindacati e governo». Per Pietro
Guindani, presidente di Asstel, «il part time a tempo indeterminato
coniuga le esigenze di flessibilità con lo sviluppo
dell'occupazione: l'outsourcing avrà regole più chiare». La Cos
auspica che ora «la logica della qualità anziché il massimo ribasso
si estenda all'intero settore».
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