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29 novembre
2006
La spaccatura apertasi in Cgil
sulla partecipazione della Fiom
alla manifestazione del 4
novembre scorso non sara' facile
da ricomporre. La previsione e'
del segretario generale di Corso
d'Italia, Guglielmo Epifani,
che, intervenendo a 'Repubblica
Tv', sottolinea come "il
dissenso sia esplicito e
difficilmente componibile". In
particolare, il sindacalista
rimprovera alla Fiom di non aver
preso a sufficienza le distanze
da alcune parole d'ordine del
corteo. "Noi", spiega,
"condanniamo il metodo della
violenza anche quando e'
espressa soltanto a parole. Di
fronte agli attacchi e agli
insulti la federazione della
scuola e quella della funzione
pubblica hanno ritirato la loro
adesione alla manifestazione. La
Fiom poteva partecipare ma
distinguendosi. Cio' non e'
avvenuto". Per questo, prosegue
Epifani, ora "si apre una fase
di confronto" che comunque non
avra' riflessi sulle scelte
della Cgil sui grandi temi, come
la riforma delle pensioni. "Su
materie d'ordine confederale",
rileva il sindacalista, "pesa
l'orientamento della
maggioranza. La Fiom ha la sua
storia, ma non e' il piu' grande
sindacato della Cgil che e'
fatta di tante categorie,
compresi i pensionati.
L'eventuale riforma delle
pensioni sara' sottoposta al
giudizio dei lavoratori, come fu
per la riforma Dini che passo' a
maggioranza nonostante la
bocciatura ricevuta dagli
iscritti alla Fiom. La regola in
democrazia e' il principio di
maggioranza". Epifani intende
smarcare il sindacato dalla
dialettica in corso tra le varie
anime del Governo. "E' mia
intenzione", spiega, "marcare
l'autonomia della Cgil da tutti.
Il Governo deve avere il suo
profilo, il sindacato il suo". E
se l'esecutivo deve avere un
punto di vista omogeneo sulle
grandi riforme, a partire da
quella della previdenza, "anche
il sindacato deve trovare una
posizione unitaria". Piu' in
generale, Epifani osserva che
"paradossalmente questi ultimi
mesi sono stati piu' difficili
degli anni scorsi, quando c'era
un Governo che non voleva
discutere e rispetto al quale
non restava che fare
opposizione. Opporsi e' faticoso
ma questi mesi ci hanno messo
davanti alla difficolta' di
costruire, quando due piu' due",
conclude Epifani, "deve fare
quattro e qualche volta cinque".
fonte: Carta on line
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