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SOLIDARIETA' AI COMPAGNI
CREMASCHI E RINALDINI PER I
PESANTI ATTACCHI DA PARTE DEL
SEGRETARIO GENERALE DELLA CGIL. |
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Venerdì, 24
Novembre 2006 - 10:50
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SOLIDARIETA' AI COMPAGNI
CREMASCHI E RINALDINI PER I
PESANTI ATTACCHI DA PARTE DEL
SEGRETARIO GENERALE DELLA CGIL .
NON SI PUO' COPRIRE CON LA
NEGAZIONE DEL DIRITTO AL
DISSENSO SCELTE SBAGLIATE E NON
SI PUO' ESPROPRIARE I LAVORATORI
DEL DIRITTO A DECIDERE SUGLI
ACCORDI CHE LI RIGUARDANO.
SOLIDARIETA' QUINDI E TOTALE
DETERMINAZIONE DA PARTE NOSTRA
NEL CONTINUARE A SOSTENERE LE
RAGIONI DEL LAVORO.
Rsu Fiom Ferrari Maranello
Rsu Fiom Terim Modena
Rsu Fiom New Holland Modena
Rsu Fiom Smalti Modena
Rsu Fiom Pfb Modena
Rsu Fiom GSM Modena
Simona Bolelli Rsu Slc Sps
Modena
Paolo Ventrella Direttivo
Fiom-Mo Ferrari
Remo Di Legge Direttivo Fiom-Mo
Tekmea
Giuseppe Violante Direttivo
Fiom-Mo Maserati
Santo Carderopoli Rsu Fiom
Autogru PM MO Renato Guarino Rsu
Fiom Atos Spa Modena
Antonio Serena Rsu Fiom Sirti
Modena
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Per un sindacato Indipendente e
Democratico - Dai delegati CGIL
della RSU della CF Gomma di
Passirano Brescia |
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24
Novembre 2006 - 10:47
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In
relazione alle notizie apparse
sulla stampa relative ai lavori
dell'ultimo direttivo nazionale
CGIL, vogliamo far pervenire al
compagno Giorgio Cremaschi la
nostra solidarietà.
Ci auguriamo che nel nostro
sindacato si ponga fine al
tentativo di perseguire un nuovo
centralismo indipendente dalla
democrazia e si ritorni a
discutere della realtà e dei
problemi e degli interessi delle
lavoratrici e lavoratori che la
politica di questo Governo non
ha nelle sue priorità.
Solo un sindacato democratico e
indipendente dai partiti,dai
governi e dai padroni è in grado
di trasmettere autorevolezza e
speranza a milioni di persone.
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Caro Giorgio, la mia solidarietà - Sergio Bellavita |
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Inviato da : Admin Venerdì, 24
Novembre 2006 - 10:45
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Caro Giorgio,
la durezza delle affermazioni del segretario generale della
Cgil nei tuoi confronti e le minacce di ritorsioni
amministrative e disciplinari mi spingono a esprimerti la
mia più totale solidarietà. Le ragioni di questa mia
solidarietà, oltre che legate all'affetto ed alla sincera
stima che nutro per te, hanno una ragione profonda, e per
quanto mi riguarda un significato particolare. Poco prima
del congresso avevi affermato in un'assemblea che un
organizzazione che costruisce i suoi gruppi dirigenti e
quindi la sua rappresentanza senza tener conto del consenso
ottenuto nelle assemblee di base sulle diverse opzioni
politiche sindacali, è un'organizzazione che si prepara a
rompere con i lavoratori e le lavoratrici. Avevi ragione.
Così come avevi colto in anticipo, quando buona parte della
sinistra politica, sindacale e sociale si inebriava di slogan
tanto vuoti, quanto autocelebrativi per festeggiare la
cacciata di Berlusconi, senza minimamente mettere in
discussione il carattere di fondo del berlusconismo, i
pericoli di un'alternanza senza alternativa e di un ritorno,
in peggio, alla politica sindacale del realismo e del
pragmatismo degli interessi superiori del paese. Il
significato particolare è tutto qui, custodire gelosamente e
coltivare, come la cosa più preziosa che abbiamo,una rete di
donne e di uomini che nella Cgil, nei luoghi di lavoro
sopratutto, continuano a sostenere che un altro mondo è
possibile,e quindi , obbiettivo senz'altro meno complesso,
che un'altra Cgil è possibile.
Il diritto al dissenso e la democrazia nella vita di
un'organizzazione sono aspetti decisivi per chi pretende
ancora oggi, a dispetto di tutto ciò che spinge dall'altra
parte, un sindacato di classe, espressione e strumento degli
interessi di una sola parte, quella del lavoro.
Continua a stare dalla parte del torto, perchè dall'altra
c'è troppa gente..e per questo noi l'abbiamo lasciata da un
pezzo...
Un abbraccio
Sergio Bellavita
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Voglio esprimere la mia solidarietà e
sostegno ai compagni Cremaschi e Rinaldini, così duramente
criticati al limite dell'eresia dal "compagno" Epifani, tutto
ciò segnala una grave minaccia per la vita democratica ed il
rispetto del prularismo con diritto di dissenso nella
organizzazione sindacale con maggiore iscritti in Italia. Il
vero nodo da sciogliere è la coerenza rispetto le scelte
congressuali disattese dalla maggioranza del comitato direttivo,
con l'espropriazione del diritto democratico dei lavoratori di
sciegliere e votare gli accordi che li riguardano( vedi tfr e
memorandum pensioni) tutto sacrificato sull'altare del governo
"è dir poco AMICO"
Vista la critica mossa nei confronti
della rete e della fiom e lavoro società rispetto alla
manifestazione del 4 novembre, non si domanda il compagno
Epifani quanto lavoro e quanti sacrifici devono essere messi in
atto da parte di compagne e compagni che per tutta settimana
lavorano in fabbrica e che credendo ad un obbiettivo giusto e
sacrosanto scendono a Roma dopo una notte in treno o in macchina
a manifestare?almeno che anche lui non pensi che sia stata una
gita turistica di recente memoria.
Dov'è andata a finire quella cgil
così conflittuale quando c'era il governo Berlusconi?
E' questa la coerenza rispetto le
tematiche del lavoro? lasciare lavorare il buon ministro amico
Damiano? nessuno si domanda quanti guai a già creato con i suoi
provedimenti tampone sulla legge 30?
e quali messaggi trasmette nei
lavoratori che avevano delle aspettative diverse visti gli
impegni elettorali?
Certamente da domani la solidarietà
nei confronti dei compagni sopracitati non basterà più e
bisognerà lavorare per cambiare questa cgil che sinceramente non
piace, se serve anche con scelte radicali, con le nostre idee e
la nostra dialettica.
un
abbraccio dal compagno operaio
Coccoli
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Al Compagno Giorgio
Cremaschi - Coordinamento
R28A nella Cgil Brescia |
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Inviato da : Admin Venerdì,
24 Novembre 2006 - 09:26
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Vogliamo esprimerti la
nostra piena solidarietà
contro l’attacco personale
che ti è stato rivolto dal
Segretario Epifani durante
lo svolgimento dell’ultimo
comitato direttivo nazionale
della CGIL.
Lo facciamo con convinzione
perché oltre a ritenerlo un
metodo di confronto politico
oltre i limiti consentiti
dalle stessa storia della
Confederazione, fondata
proprio sulla libertà, la
democrazia e la giustizia,
pensiamo sia un gravissimo
attacco al diritto al
dissenso di tutti e ti
chiediamo di estendere il
contenuto del nostro
sostegno anche al Compagno
Gianni Rinaldini.
Coordinamento Rete 28 aprile
nella Cgil – Brescia
Alberti Donatella Filcams
Baratto Leonardo Filcem
Benini Donatella Filcem
Bertolassi Davide Filt
Capodiferro Pietro Fiom
Filippini Dario Filcem
Messali Antonia Fiom
Molinari Michele Filcem
Picetti Rosa Filtea
Tonoli Laura Filtea
Tosoni Sonia Filcem
Brescia 23 novembre 2006 |
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Comunicato di solidarietà ai compagni e alle compagne
della CGIL |
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Inviato da : Admin Venerdì,
24 Novembre 2006 - 09:09
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Noi precari e precarie,
migranti e studenti del Comitato veneziano Stop
precarietà riteniamo inaccettabili le accuse rivolte ai
compagni e alle compagne della CGIL che come categorie,
aree programmatiche e a titolo personale hanno aderito
alla manifestazione del 4 novembre.
E' in atto un processo di condanna, collettivo e
personale, nei confronti di chi, interno alla CGIL, ha
partecipato e partecipa alla nostra lotta. Riteniamo che
così vengano rinnegati ed offesi quei principi e quei
valori di democrazia e pluralismo che hanno
caratterizzato le scelte e le azioni di questo sindacato
fin dalla sua nascita. Ci chiediamo che cosa stia
accadendo. Ci chiediamo perché il 4 novembre non ci
fosse al nostro fianco la CGIL intera. Eppure quello che
chiediamo è la difesa di diritti che dovrebbero essere
inalienabili come quelli di cittadinanza, di un lavoro
stabile, di una scuola pubblica per tutti. A noi questa
sembra una deriva in una direzione che è opposta a
quella dei movimenti. Per portare avanti le battaglie
contro la precarietà e spingere il governo a rispettare
gli impegni presi (abrogazione della legge 30, della
Bossi-Fini e della Riforma Moratti) abbiamo bisogno di
un'ampia base sociale e politica comprendente tutti i
soggetti che credono nella nostra piattaforma iniziale e
siano disposti a lottare contro la precarietà in difesa
di un'idea di società più equa e giusta, senza
condizioni né eccezioni.
I precari e precarie, migranti e studenti del Comitato
veneziano Stop precarietà |
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CANNAVO' E TURIGLIATTO, INACCETTABILE ATTACCO A
CREMASCHI |
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Venerdì,
24 Novembre 2006 - 09:04
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CANNAVO' E TURIGLIATTO,
INACCETTABILE ATTACCO A CREMASCHI
MOLTO PIU' GRAVE AVER SIGLATO MEMORANDUM PER RIFORMA
PENSIONI (ANSA) - ROMA, 22 NOV -
'Le accuse e l'attacco personale rivolto dal segretario
della Cgil a Giorgio Cremaschi e alla sinistra interna
della Cgil, nonche' alla stessa Fiom, sono
inaccettabili. Sia sul piano del metodo perche' la
criminalizzazione del dissenso non ha mai giovato alle
organizzazioni del movimento operaio e perche' non si e'
mai visto qualcuno sedere sul banco degli imputati per
aver promosso o sostenuto manifestazioni che difendono
gli interessi dei lavoratori'. Lo affermano in una nota
congiunta Salvatore Cannavo' e Franco Turigliatto
deputati di Rifondazione Comunisti ed esponenti della
corrente di Sinistra Critica.
'Ma e' grave - proseguono - anche nel merito perche' il
sindacato confederale continua in questo modo ad
anteporre l'interesse del sostegno al governo a quello
dei propri contenuti. La Cgil ha il dovere di tutelare
autonomamente gli interessi dei lavoratori ed e' a
quello che deve riferire i propri comportamenti.
Minacciare di misure disciplinari chi si sta cimentando
con un compito difficile, migliorare i diritti e le
conquiste del lavoro, per sostenere un equilibrio
politico sempre piu' precario e' un modo per dissimulare
una crisi di prospettiva'.
'E' molto piu' grave - concludono - aver siglato, sulla
testa dei lavoratori, un memorandum di intesa per
riformare le pensioni che aver sostenuto, dall'interno
della Cgil, la giornata di lotta del sindacalismo di
base'. (ANSA). |
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Sulle dichiarazioni di Epifani al CD |
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Venerdì, 24 Novembre 2006 - 09:01
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Sulle dichiarazioni di
Epifani al CD in merito alla manifestazione del 4
novembre e altro
Penso che il rispetto delle regole interne alla CGIL e
della chiarezza politica nonché quella dei comportamenti
rispetto all’appartenenza all’organizzazione sia
questione sacrosanta.
Ma questo codice e valore etico deve valere per tutti
A me pare, se il congresso della CGIL è un’atto concreto
di alto valore che definisce la linea
dell’organizzazione per il futuro e non carta straccia,
che l’adesione da parte della rete28aprile e di lavoro e
società, nonché della FIOM alla manifestazione del 4
novembre indetta dalla rete contro la precarietà per
l’abolizione della legge 30, sia coerente con le
decisioni prese dal congresso su questo punto
particolare e formalizzate nel documento conclusivo
votato a larghissima maggioranza.
A me pare quindi che l’adesione a questa iniziativa sia
del tutto legittima indipendentemente dal tentativo
gaglioffo e infingardo dei cobas di metterci il cappello
sopra.
Il non partecipare avrebbe avuto il solo significato di
regalare loro la piazza su una questione vera e concreta
ed esaltare, in questo modo, le loro parole d’ordine
cosa che invece non è accaduta e quindi considero un
grave errore la non partecipazione della CGIL
Mi pare invece che l’approvazione da parte del direttivo
CGIL dell’avviso comune sui call center, per restare nel
merito delle tematiche della manifestazione, siano
invece in contraddizione stridente con quanto stabilito
dal congresso se non contrarie.
E’ forse la presenza di questa contraddizione nata dal
prevalere di un linea sindacale diversa da quella
stabilita dal congresso sulla partita contro la
precarietà ( superamento della legge 30), e non il
comunicato scorretto dei cobas, che ha impedito alla
CGIL di partecipare alla manifestazione?
Il rispetto delle decisioni congressuali non è anch’esso
una regola da onorare? Non è anche questo chiarezza
politica e correttezza comportamentale? Dopo tante
discussioni congressuali sulla questione importante
della democrazia è corretto sottoscrivere un accordo
come quello sul TFR, valutandolo positivamente e
proficuo per i lavoratori interessati, senza avere il
coraggio politico, nonostante l’essere forti di questa
certezza, di sottoporlo al loro giudizio tramite voto?
Personalmente, in linea di massima, sono contrario ad
ogni elemento di contiguità nelle iniziative con i cobas
e contro questo manifesto in libertà il mio più profondo
dissenso dentro la rete28aprile perché lo considero
un’elemento di ambiguità inutile, che non ha ragione di
esistere e che spero venga al più presto risolto e
superato.
Loro sono una cosa e noi un’altra sia nella pratica che
negli obbiettivi sopratutto in questa fase politica. Ma
la loro presenza nell’attività sindacale e politica, non
può limitare la nostra iniziativa e il nostro essere
come organizzazione nel suo complesso, portando un
contributo in positivo, anche all’interno dei movimenti.
La CGIL non è forse stata giustamente presente nel
movimento no-global con le proprie posizioni anche se
all’interno dello stesso movimento erano presenti
posizioni non condivisibili?
Non è forse stata presente con grande coraggio politico
nella manifestazione a Firenze dopo l’esperienza di
Genova, nonostante la presenza anche lì di rischi e di
posizioni non condivisibili, segnandola positivamente?
Penso che questo attacco contro chi ha partecipato alla
manifestazione del 4 novembre, FIOM rete28aprile e
Lavoro e Società, sia indice invece di difficoltà nella
capacità oggi della CGIL di stare in campo e di
determinare orientamento. Indice di difficoltà in quanto
divisa tra la preoccupazione di non creare difficoltà al
quadro politico e le esigenze di chi intende
rappresentare e frenata da larga parte del quadro
dirigente, come legittima espressione congressuale della
sua maggioranza, che fa riferimento alle forze politiche
che compongono questo governo e/o che sono interne al
progetto di costituzione del nuovo partito democratico e
che vedono con preoccupazione la crescita di ogni
dissenso capace di disturbare “il manovratore”.
Parlare, discutere e dissentire, da parte delle
minoranze è lecito sino a quando resta solamente
un’esercizio intellettuale, ma quando il dissenso si
traduce in forza capace di incidere e spostare equilibri
allora, lo stesso, crea difficoltà e si trasforma in
fatto negativo da condannare e da mettere, con ogni
mezzo, con ogni scusa e alla prima occasione, al bando.
Il rispetto delle regole e della democrazia interna
richiamato da Epifani, lo scioglimento delle ambiguità
là dove esse eventualmente ci siano (e non mi sembra che
esistano, sia nel caso della manifestazione del 4
novembre essendo state rese pubbliche le ragioni della
partecipazione, sia nelle posizioni dei singoli dei
quali andrebbe valutata la storia complessiva e il
grande impegno sempre dato a favore dell’organizzazione
e non singole frasi) devono valere per tutti, per la
maggioranza in CGIL e per il Segretario Generale in
primo luogo, cosi come per tutti dovrebbero valere le
linee, almeno quelle condivise, del congresso appena
terminato a partire, al di là delle sfumature,
dall’autonomia o indipendenza della CGIL dalle
controparti (Governo compreso), dalla democrazia interna
e nei luoghi di lavoro rispetto alla costruzione delle
piattaforme e alla sigla degli accordi, dalla lotta
conto il lavoro precario, dalla Bossi-Fini sui migranti,
dalla Moratti sulla scuola ecc. ecc.
Linee condivise che devono tradursi in pratica sindacale
concreta e non restare parole scritte che non servono a
nulla e che si disperdono nel tempo o peggio si
traducono nel loro contrario a secondo delle convenienze
politiche.
Credo che, a mio modesto parere, siano queste le vere e
grosse ambiguità e contraddizioni che, in CGIL,
dovrebbero essere al più presto sciolte
Marco Conti
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Caro Epifani, prima di tutto la
democrazia
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Cgil - La diversità, da cosa?
Caro
direttore, sono preoccupato, non sorpreso, dalla
deriva moderata a cui la Cgil si inscrive con i
lavori del direttivo nazionale. Si mette all’indice
la “Rete 28 aprile” e la Fiom con i suoi dirigenti
con minacce disciplinari ricordando ai primi che
«queste forma di opposizione non può superare nei
comportamenti e nei giudizi quei limiti che ci sono
per tutti nella comune sottomissione alle regole, ai
valori della Cgil» e ai secondi la disubbidienza
alla scelta della confederazione di dissociarsi
dalla manifestazione a Roma del 4 novembre contro la
precarietà. Ma Epifani quando pone la diversità
degli obiettivi con il sindacalismo di base mette
nel conto la propria diversità? Mi risulta che le
sue (nostre) incongruenze siano parecchie e la prima
che emerge, forse perché è la più vicina nel tempo,
sia quel “Memorandum sulla previdenza” sottoscritto
senza alcuna coerenza fra il coinvolgimento degli
iscritti e il mandato che ne deriva. E sul Tfr, dove
non è difficile sentire il lamento che si trasforma
sempre più in un urlo che sale dai posti di lavoro?
Epifani non vuole verificare con semplice atto
democratico quale è la consultazione, cosa ne
persano i lavoratori? Sì, credo che la prima
diversità che ci sia sia all’interno della nostra
organizzazione ed è quella con il nostro passato e
con la nostra storia, cioè quella democrazia e
indipendenza di cui la Cgil è stata portatrice e il
cui Dna ne specifica l’identificazione. Da parte
mia, alla rete 28 aprile e alla Fiom va tutta la
sodarietà del caso che non solo è dovuta per il
percorso fin qui fatto, ma anche per la chiarezza
che deriva da tali attacchi a tutti quei 200 mila
manifestanti che il 4 novembre hanno ricominciato il
cammino.
Alberto
Michelino delegato Rsu del Comune di Milano
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