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Finanziaria/Cgil: Il documento conclusivo approvato dal Comitato Direttivo
Il C.D. nazionale della CGIL approva la relazione e le conclusioni di Guglielmo Epifani. Il C.D. conferma il giudizio positivo sull’impianto complessivo della legge finanziaria, anche a seguito delle modificazioni introdotte nel dibattito alla Camera, che in parte rispondono ai problemi da noi posti. In merito agli avanzamenti della legge finanziaria consideriamo positivamente le ulteriori correzioni alla manovra fiscale, l’innalzamento della no tax area per gli ultra 75enni, l’anticipazione della previdenza complementare e l’intesa sul TFR, la definizione delle norme che rendono possibili i contratti pubblici, le misure introdotte per combattere il lavoro sommerso. Restano aperte questioni importanti quali il contratto del trasporto pubblico locale e in generale l’inadeguatezza delle misure per il settore dei trasporti, i ticket nella sanità, che pur modificati nell’ultima versione continuano a rappresentare una penalizzazione per i lavoratori dipendenti ed i pensionati, l’entità del finanziamento per la non autosufficienza, gli interventi per gli incapienti e in generale le misure per il contrasto alla povertà, il non completo allineamento delle prestazioni sociali dei parasubordinati ai lavoratori dipendenti, le politiche abitative. Su questi temi siamo impegnati a rivendicare modifiche significative nel dibattito al Senato. Le misure indicate nella manovra per venire incontro alle esigenze degli Enti Locali creano molte preoccupazioni che il sindacato dovrà gestire in una vertenzialità puntuale in sede di bilanci locali, vertenzialità e contrattazione territoriale che punti, ai fini della conferma della loro funzione pubblica, al superamento di sprechi, ad una lotta seria all’evasione di tributi e tasse locali, che in molte situazioni locali assume livelli di pesante estensione, come alternativa all’aumento delle addizionali, che di fatto rappresenterebbero una penalizzazione del potere d’acquisto di pensioni e retribuzioni. Nel suo complesso, la qualità della manovra finanziaria conferma il segno positivo sul piano del risanamento dei conti pubblici e dell’equità fiscale, mentre mantiene tratti di fragilità sul terreno dello sviluppo. Non si individua un orientamento netto e selettivo agli investimenti all’innovazione e alla ricerca (così come denunciato dallo sciopero dei lavoratori dell’università e della ricerca) e al rafforzamento del sistema scolastico pubblico e formativo. Coerenza, attenzione al merito specifico dei problemi, autonomia sono i criteri alla base dei nostri orientamenti, dentro una valutazione politica generale del contesto dato, che oggi ci induce un’assunzione consapevole di responsabilità sulle conseguenze negative che precipiterebbero sulle persone che noi rappresentiamo a seguito di una modificazione dell’attuale quadro politico. I limiti della manovra vanno recuperati nell’azione di governo, che deve assumersi la responsabilità di costruire sull’obiettivo dello sviluppo e del futuro del paese la coesione nella sua maggioranza e con le forze sociali. Nella costruzione di questi equilibri più avanzati, va sottolineata con forza la priorità del valore del lavoro, della sua qualità e dignità: lo sviluppo è strettamente connesso al riconoscimento di questo valore, troppo spesso messo pesantemente in discussione dalle modalità di lavoro frammentario e precario cui vengono costretti migliaia di giovani e donne. Le proposte di riforma sul tempo determinato rappresentano un significativo avanzamento in questa direzione. La dignità dei lavoratori e delle lavoratrici, le loro condizioni e sicurezza sul lavoro, la lotta allo sfruttamento continuano ad essere per la CGIL fondamentali: occorre dunque dare continuità all’azione confederale e alle positive iniziative delle categorie a partire dalla Flai e dalla Fillea. La lotta alla precarietà è asse strategico della battaglia della CGIL che ha esplicitamente rivendicato al Governo l’esigenza di un impegno di legislatura per un tavolo che riscriva le regole del lavoro, a partire dalla legge 30 e dalla riforma degli ammortizzatori sociali, confermata dalle manifestazioni contro lo sfruttamento e lo schiavismo a Foggia, l’iniziativa dei precari pubblici prevista per il 24.11, quella della scuola del 3.12, e quella a Milano sull’immigrazione del 16.12. Come pure centrale risulta la questione del lavoro nella manifestazione e sciopero indetto da CGIL CISL UIL a Napoli, certi che a questo tema deve necessariamente ancorarsi la centralità dell’emergenza sicurezza. Su questi temi la CGIL rivendicherà dal governo una azione di cambiamento e di confronto che sia al centro di una vera fase di rilancio dei processi di riforma e riorganizzazione di cui il paese ha bisogno. La CGIL conferma la sua precisa volontà di gestire con coerenza e determinazione il carattere vertenziale (con piattaforma, confronto, iniziative) del tavolo che si dovrà aprire presso il Ministero del lavoro, consapevoli della necessità di risposte concrete e strutturali alla precarietà del lavoro. E’ proprio la complessità della fase politica e sociale del paese che rende assolutamente necessaria la nettezza di scelte che abbiano carattere sindacale e confederale, che devono ritrovarsi negli obiettivi, nelle parole d’ordine, nelle modalità di svolgimento delle iniziative, in coerenza con le scelte della CGIL, senza far venir meno la capacità e l’impegno avuti in questi anni dalla nostra organizzazione di mantenere ed arricchire il rapporto con i soggetti, i giovani, le associazioni e i movimenti che condividono con noi questi obiettivi.
Nel corso
dell’ultima fase si è intensificata da parte di organizzazioni e
associazioni un’azione di personalizzazione dello scontro e attacchi
alle Si riaffacciano culture e azioni non certo caratterizzate dalla non violenza, dal rispetto delle posizioni diverse, dal confronto democratico. Sono in campo orientamenti e strategie opposte alle nostre sui vari temi della politica economica e sociale e della stessa lotta per la pace – come dimostrano le due manifestazioni di sabato – che segnano con nettezza il campo della nostra appartenenza. Questo vale a maggior ragione di fronte ad iniziative sindacali e a scioperi alternativi, nei contenuti e negli obiettivi, alla CGIL e al sindacato unitario confederale. Il nostro giudizio negativo e la relativa presa di distanza non può, quindi, che essere espressa con nettezza e rigore, pena una caduta di responsabilità nei confronti dei nostri rappresentati e più in generale delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati. Per questo il C.D. condivide il comunicato della Segreteria del 26 ottobre e impegna tutta la CGIL, in una fase assai delicata della vita del Paese, a garantire che la nostra autonomia di giudizio, d’iniziativa e di mobilitazione venga esercitata, ai vari livelli, col massimo di unità, trasparenza e responsabilità.
Approvato con 63 voti a favore |