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“Per la seconda
volta un emendamento concordato tra organizzazioni sindacali
e ministero del Lavoro, verificato in sede di Commissione e
nelle riunioni della maggioranza sulle definitive correzioni
da introdurre nel DDL finanziaria, non viene poi recepito
nel provvedimento finale. E’ un fatto molto grave, di merito
e di metodo”. La denuncia arriva dal segretario confederale
della Cgil, Fulvio Fammoni, a proposito del maxi-emendamento
in cui sono saltate alcune correzioni relative al
trattamento economico di malattia per i collaboratori. Si
trattava di introdurre norme di eguaglianza nei trattamenti
di malattia tra lavoratori dipendenti e collaboratori.
Invece nel testo finale, come osserva Fammoni “si
riproducono differenze inaccettabili tra dipendenti e
collaboratori: per i dipendenti i primi tre giorni di
malattia sono a carico del datore di lavoro, mentre per i
collaboratori è stato inopinatamente fissato un termine di
quattro giorni. Inoltre la durata dell’indennità economica
di malattia è limitata per i collaboratori a 20 giorni,
anzichè rapportare il godimento del trattamento economico ad
un quinto della durata complessiva del contratto garantendo
comunque una durata minima di 20 giorni. Oggi questi
miglioramenti significativi sono scomparsi”. “E’ un problema
di incomprensibile divergenza nella maggioranza, o è una
vera e propria indebita ed inaccettabile decisione della
Ragioneria e del ministero dell’Economia? In ogni caso –
conclude l’esponente sindacale - chiediamo un immediato
pronunciamento della maggioranza e del governo per
ripristinare una condizione fondamentale per i
collaboratori”. |