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SCALA MOBILE: LA PROPOSTA E’ STATA CONSEGNATA
Lo scorso 9 novembre, insieme alle altre sigle del Comitato promotore, abbiamo presentato al Senato circa 66.000 firme certificate e raccolte durante la campagna. Il numero è ben superiore al minimo di 50.000 previsto per legge e se a queste aggiungiamo le firme raccolte e non certificate arriviamo ad oltre 100.000. Sappiamo bene che i confederali non hanno aderito a questa campagna e quindi il risultato raggiunto, grazie all’impegno di tanti compagni e compagne in tutta Italia, è da considerarsi ottimo. Queste cifre denotano anche quanto sia urgente il bisogno per i lavoratori e le lavoratrici di una nuova politica salariale che li riporti a condizioni di vita dignitose: l’eliminazione di qualsiasi meccanismo di indicizzazione dei salari all'aumento del costo della vita e l'avvio della concertazione nel 1993 hanno creato una generale diminuzione del potere d’acquisto con particolare danno per le nuove generazioni e per i lavoratori precari. Ora, attraverso questa proposta di legge, noi abbiamo posto il problema salariale anche nelle istituzioni: non per fiducia in queste ultime ma perché esse comincino a sentire il fiato sul collo delle lavoratrici e dei lavoratori. Mercoledì 15 Novembre il Comitato si incontrerà con la Commissione Lavoro per capire le modalità dell’iter parlamentare e per chiarire che noi seguiremo costantemente questo percorso allo scopo di evitare che questa proposta, scomoda per tanti, cada nel dimenticatoio. Ma l’aspetto più importante è che i lavoratori sappiano che esiste la proposta di legge in Parlamento , che ne conoscano il contenuto e che percepiscano le sue potenzialità come strumento rivendicativo e come collante contro le divisioni e le frammentazioni del mondo del lavoro. Sappiamo che Confindustria sta preparando il boccone avvelenato della riforma del modello contrattuale con l’obiettivo dichiarato di avere potere discrezionale su buona parte del salario, sugli orari di lavoro e sulle normative contrattuali. Il sindacato, in un processo di erosione che dura già da anni, perderebbe ulteriormente le capacità di rappresentare i lavoratori. La manifestazione del 4 Novembre scorso contro la precarietà ha dimostrato che la voglia di far sentire la propria voce c’è ancora; il nostro impegno, quindi, sta nell’informare e coinvolgere quanto più possibile i lavoratori e le lavoratrici sull’importanza della posta in gioco, dalla questione salariale al tfr, dalle pensioni al modello contrattuale, dalla finanziaria alle leggi 30/ Bossi-Fini e Moratti. Invitiamo quindi tutte le compagne ed i compagni della Rete 28 Aprile ad attivarsi sin d’ora nelle categorie e soprattutto nei luoghi di lavoro per informare sull’iniziativa in questione. Alleghiamo, per coloro che volessero utilizzarlo, un volantino già distribuito in alcuni luoghi di lavoro e comunque ricordiamo che materiale e informazioni sui contenuti della proposta li trovate sul sito della Rete o quello del Comitato “Per una nuova scala mobile”.
Rete 28 Aprile nella Cgil per l’indipendenza e la democrazia sindacale www.rete28aprile.it - info@rete28aprile.it
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