I conigli del cilindro del Ministro Damiano

Come uno scoppiettante Mandrake, il Ministro Damiano, ne ha inventata un'altra delle sue. Dopo Tfr, pensioni, contratti a termine, precarietà e modelli contrattuali (già non dormiamo la notte) ora si è inventato "Il patto generazionale".

Mosso probabilmente dalla necessità di dare di se un'immagine di quello che pensa ai veri problemi dei lavoratori, visto che fino ad ora, tra cuneo fiscale, Tfr, pensioni e precarietà ha dato molto alle imprese ed agli interessi finanziari, propone adesso di incentivare una divisione di un posto di lavoro tra giovani ed anziani. Una originale riedizione del "lavorare meno, lavorare tutti".

Ma in cosa consiste questa pensata ..?? Leggiamo cosa pubblica www.rassegna.it (ormai di fatto il giornale personale del Ministro visto che non passa giorno dove questa rivista non decanti le pie e prodigiose azioni di Damiano)

LAVORO, IN FINANZIARIA PATTO FRA GENERAZIONI

Un posto di lavoro diviso tra un giovane e un anziano, entrambi con un contratto part time. E' quanto propone il governo con un emendamento alla Finanziaria in discussione alla Camera. L'obiettivo è quello di facilitare l’accesso al lavoro dei giovani incentivando nello stesso tempo gli over 55 a restare in azienda o a non essere espulsi a causa dei processi di ristrutturazione. Il ministro del Lavoro Cesare Damiano lo ha chiamato “accordo di solidarietà tra generazioni” e lo spiega come una sorta di adozione di un giovane da parte di un collega più anziano. L’emendamento, rinviando a un regolamento da approvare entro febbraio, si limita a fissare alcuni principi: la sperimentazione durerà tre anni, dal 2007 al 2009, a disposizione 167 milioni stanziati dal fondo per l’occupazione (tre per l’anno prossimo e 82,2 per ciascuno dei successivi). Il lavoratore con più di 55 anni potrà chiedere di trasformare il suo contratto da tempo pieno a part time in cambio dell’assunzione, sempre part time, di un giovane tra i 18 e i 25 anni. L’impegno di tutoraggio del giovane permetterà all’anziano lavoratore di ricevere dall’azienda lo stipendio relativo alla prestazione lavorativa e dalla Regione una retribuzione integrativa per mantenere lo stesso reddito di partenza. - 13/11/2006  16.27

Non passano neppure 20 minuti ed ecco che su www.rassegna.it esce una nuova new sulla materia

PATTO GENERAZIONI: DAMIANO, SARÀ CONCORDATO

La staffetta tra giovani ed anziani sul posto di lavoro prevista da un emendamento della Finanziaria approvato ieri verrà concordata con le parti sociali e non introdurrà alcuna rigidità nel sistema perché sarà su base volontaria . Lo ha detto il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, a margine di un incontro con gli ispettori europei del lavoro. 'Questa - ha detto Damiano conversando con i cronisti - è una norma che ho voluto e che ha ancora un carattere sperimentale. Si basa su un'idea molto forte, cioè quella di favorire su base volontaria la permanenza al lavoro per le persone che hanno più di 55 anni. Una permanenza che ha anche un valore sociale perché le persone che scelgono di restare al lavoro sanno di trasmettere le proprie competenze a un giovane e di favorirne l'ingresso con un contratto part-time'. 'Per chi sceglie di restare al lavoro part-time dopo i 55 anni - ha aggiunto Damiano - la retribuzione sarà completata con una serie di incentivi da parte dello Stato. Abbiamo fatto uno stanziamento anche con l'intervento delle Regioni. Quanto alle modalità di funzionamento, queste verranno decise con le parti sociali e dovremo poi provvedere ad un regolamento attuativo'. Dopo aver escluso l'ipotesi che questa norma possa innescare un meccanismo di alternanza sul posto di lavoro tra padri e figli, Damiano ha spiegato che, per quanto riguarda l'integrazione al reddito del lavoratore ultra 55enne che sceglie questa modalità, 'si tratta di garantirgli che oltre le 30 ore di lavoro svolga operazione di tutoraggio e formazione verso i giovani in modo da completare la sua retribuzione come prima. Come primo punto faremo regolamenti attuativi - ha concluso Damiano - ora è presto per i dettagli tecnici'. - 13/11/2006  16.43

Due ore dopo ecco, sempre da www.rassegna.it  la prima risposta sindacale (Bonanni Cisl)

PATTO GENERAZIONI: BONANNI, PROVIAMO

Il patto di solidarietà tra lavoratori anziani e lavoratori giovani piace al leader della Cisl, Raffaele Bonanni. In un'intervista al Corriere della Sera, Bonanni afferma: 'Proviamo, ma senza incentivi non funziona'. Il leader della Cisl ricorda, poi, che 'sul territorio è già stato fatto qualcosa di simile. Alla Electrolux di Pordenone la maggior offerta di lavoro, generata dalla chiusura dello stabilimento di Stoccolma, è stata soddisfatta affiancando alle nuove assunzioni, pensionati richiamati al lavoro per fare tutoraggio'. Tuttavia, secondo Bonanni, 'la flessibilità va incentivata. E' quello che propongo: più flessibilità in cambio di più salario. Con il governo che defiscalizza gli incrementi salariali che derivano dagli accordi sulla produttività a livello aziendale o territoriale'. Su questo punto, per, 'il governo non risponde' e il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, appare 'ostaggio della sua parte politica. Nessuno ha il coraggio delle riforme'. - 13/11/2006  18.19

A leggere bene la proposta (per come viene spiegata) appare immediatamente il carattere propagandistico della stessa e come la stessa potrà avere sostanzialmente ricadute su pochissimi e particolari casi.

Intanto non spiega come il giovane lavoratore sarà assunto a partime (tempo determinato o indeterminato?), e poi il tutto contraddice con l'istituto dell'apprendistato che teoricamente già prevede la soluzione di tutte le aspettative formative della proposta Damiano. Inoltre, per come è congeniata, sarà impossibile che questa proposta possa estendersi a molte posizioni di lavoro. Dando per ovvio che nelle attività manifatturiere automatizzate la proposta di rotazione tra anziani e giovani a fini formativi appare subito una bufala, la stessa oggettiva impossibilità la si può estendere anche a posizioni lavorative più qualificate.

Probabilmente Damiano non sa come si lavora oggi e pensa ancora (romantico) ad una prevalenza di lavoratori artigiani (tipica di fine 800, primi 900) ormai sopravissuta in piccolissime aziende artigianali e/o familiari che già hanno a disposizione lo strumento dell'apprendistato per fare quello che Damiano propone.

E poi, visto che si parla di volontarietà è chiaro che questa coinvolge anche l'impresa e non solo il lavoratore, senza contare che le imprese potrebbero essere d'accordo ad un'intesa in questo senso (tanto è chiaro la sua assenza di ricadute sull'organizzazione del lavoro ed il suo carattere propagandistico) solo per concordare un'altro bel pacchetto di defiscalizzazioni e decontribuzioni che già Damiano a concesso a piene mani in altri casi.

A guardar le cose da vicino tutto sembra in realtà finalizzato a giustificare quel megatavolo concertativo che si vuole aprire da gennaio su tutto (pensioni, flessibilità dell'occupazione e della prestazione, modello contrattuale). E' probabile che verrà fuori l'accordo brutto che tutti ci aspettiamo (vista la situazione) ma qualcuno potrà cantare vittoria dicendo che abbiamo portato a casa la solidarietà generazionale.

14 gennaio 2006

Coordinamento RSU