L'inferno secondo la NATO
«Civilizzazione»? Avete parlato di «civilizzazione»?
da HYPERLINK http://www.tlaxcala.es/pp.asp?reference=1417&lg=fr
traduzione dal francese di Curzio Bettio
(12 novembre 2006)
Civilizzato
(aggettivo) : colto, istruito, raffinato, illuminato,
forbito, elegante, sofisticato, cortese.
Civilizzare (verbo): illuminare, istruire, coltivare,
migliorare, far progredire, sviluppare, raffinare.
Povero vecchio Dante Alighieri ! Se oggigiorno fosse ancora
dei nostri, io sono sicuro che troverebbe difficile trovare
le parole per descrivere i mali diffusi dalle sedicenti
nazioni civili nei confronti dei senza-difesa del pianeta,
supponendo poi che lui fosse completamente al corrente di
quello che sta avvenendo.
Mi rendo conto che non dovrei essere stupito, ma nondimeno
lo sono. Stupito, in primo luogo, di vivere all’interno di
una cultura barbara che è stata capace di farsi passare per
civilizzata, e secondariamente, che questa cultura abbia
potuto persuadere il mondo di essere in possesso di
credenziali di civilizzazione di prima categoria. E in terzo
luogo, che sia stata capace di conservare questa illusione
almeno per cinquecento anni.
La maggior parte di noi associa l’idea di civilizzazione
alla conoscenza e al rispetto per la cultura, tuttavia la
radice della parola è quella di cittadino.
« I missili hanno colpito dei serbatoi di stoccaggio del
complesso petrolchimico [a Panchevo, a nord-est di
Belgrado], provocando la diffusione nell’atmosfera di più di
900 tonnellate di cloruro di vinile monomero (VCM),
altamente cancerogeno. Al levar del sole, le nubi di VCM
incombevano sopra tutta la città, facendo registrare un
limite di tossicità quasi 10.600 volte più alto di quello
consentito per la sicurezza dell’uomo, e le nubi che si
levavano dall’insediamento industriale erano così dense che
i residenti non potevano vedere il sole. Il VCM è già di per
sé pericoloso, ma, quando brucia, libera come sottoprodotto
il fosgene, una sostanza gassosa talmente nociva da essere
stata utilizzata come gas tossico durante la Prima Guerra
Mondiale.
Sotto l’azione devastante del fuoco, si liberava anche
cloro, un’altra sostanza utilizzata come gas tossico durante
la Prima Guerra Mondiale, assieme ad una grande quantità di
altri prodotti chimici nocivi, come nafta, dicloroetilene ed
acido cloridrico.
Più di 2.000 tonnellate di dicloroetano PVC fortemente
tossico hanno dilavato il terreno, provocando la necessità
di proibire per lungo tempo di mangiare radici alimentari
coltivate nei dintorni della città. Una pioggia di veleni ha
inzaccherato la regione, e centinaia di tonnellate di
petrolio e di prodotti chimici hanno imbevuto il suolo e si
sono sversate nel Danubio.
Dopo che un missile aveva mancato di poco di squarciare un
serbatoio di ammoniaca liquida, le maestranze sono state
prese dal panico di fronte alle spaventose conseguenze che
si avrebbero avute con l’esplosione del serbatoio, e hanno
dovuto scaricare l’ammoniaca liquida nel Danubio.» 1
Come se l’utilizzo di potenti esplosivi nel corso di
bombardamenti “ordinari”, che non fanno “altro” che fare a
pezzi uomini, donne e bambini, non fosse decisamente cosa
malvagia, quella che io definisco una “guerra ecocida” non
risulta immediatamente evidente nei suoi effetti devastanti,
non solamente sulle popolazioni ma anche sulle loro
generazioni future, sull’intero ecosistema, effetti che si
protrarranno nel tempo, di cui noi abbiamo solo una
comprensione delle più vaghe, eccetto che non possono essere
altro che disastrosi per i nostri discendenti.
La gamma di armi…“ecologiche” impiegate dalle sedicenti
nazioni civilizzate è di per sé devastatrice, ma, come i
loro stessi bersagli, esse stesse contengono spesso sostanze
tossiche e cancerogene, e quindi gli effetti di queste armi
vengono moltiplicati dai prodotti chimici che si riversano
nell’ambiente.
Risulta inconcepibile che i pianificatori delle guerre non
si rendano conto delle conseguenze che si hanno nel prendere
come bersagli moderni stabilimenti industriali, il cui
contenuto, una volta liberato, rende di fatto inabitabile
l’ambiente, forse per generazioni.
Quando, nei paesi occidentali, capitano incidenti nelle
fabbriche con produzioni consimili, viene provocato un
finimondo dell’inferno, vengono messi in attuazione piani di
urgenza, comunità intere vengono evacuate ; vengono
determinate zone di non accesso, la bonifica esige
l’intervento di squadre che utilizzano gli ultimi ritrovati
della tecnica per ridurre al minimo i danni ambientali.
Niente di tutto questo avviene per i disgraziati abitanti
della Jugoslavia, dell’Iraq o del Libano, dove prendere come
bersaglio industrie elettriche e chimiche e i siti di
stoccaggio fa parte integrante di una deliberata politica di
terrore, in quanto non è destinata solo alle persone che
vivono e lavorano in questi luoghi, ma mette in pericolo
anche l’intera popolazione attraverso la distruzione degli
impianti di trattamento e di distribuzione dell’acqua e la
perdita di energia elettrica per gli ospedali. In effetti, è
l’intero tessuto della società moderna a subire la paralisi.
Altrettanto devastante è il silenzio pressoché totale dei
media occidentali, che, costantemente e volutamente, non
forniscono informazioni al pubblico sull’argomento degli
orribili effetti di queste armi da incubo su letteralmente
milioni di persone.
«Appiccare il fuoco e dimenticarsene» assume un significato
del tutto nuovo!
L'impiego di queste armi su obiettivi industriali
costituisce un crimine di guerra di tali dimensioni
assolutamente devastatrici che è immaginabile che i
cittadini delle nostre nazioni, se fossero veramente resi
consapevoli dell’entità e dell’impatto di queste armi di
distruzione di massa, reagirebbero con orrore e ripugnanza
al fatto che tali devastazioni siano commesse non solamente
in loro nome, ma da comunità sociali che pretendono di
essere civilizzate.
Non sorprende assolutamente che i principali mezzi di
informazione ci abbiano nascosta la realtà.
« Il tempo di dimezzamento dell’Uranio Depleto (DU) è di
4,5 miliardi di anni, di conseguenza viene assicurata così
la contaminazione perpetua delle zone colpite. Per
comprendere esattamente cosa significa questo in termini
temporali, considerate che l’età del sistema solare è
leggermente più lunga.
Inoltre, le armi al DU presentano un vantaggio
supplementare, quello di essere un mezzo efficace per
potersi sbarazzare di scorie nucleari. Prima della guerra
della NATO contro la Jugoslavia, gli USA avevano stoccato
più di 450.000 tonnellate (un miliardo di libbre
anglo-sassoni) di scorie derivate dalla produzione di armi
nucleari, ed il Pentagono ha fornito gratuitamente questo
materiale ai fabbricanti di armamenti.
Una sola microparticella di DU che va ad insediarsi nei
polmoni equivale ad essere radiografati ai polmoni una volta
ogni ora, per tutta la vita.» 2
I media occidentali, utilizzando le false dichiarazioni
della NATO secondo cui il DU non è una fonte di
radioattività, non procura un aumento delle radiazioni,
dichiarazioni che si basano sull’utilizzo dei contatori
Geiger che di fatto non misurano le radiazioni emesse dal
DU, hanno contribuito nel respingere le accuse di
pericolosità nei confronti del DU.
Ha suscitato grande scalpore l’utilizzo delle bombe a
frammentazione, ma una variante ben più letale è costituita
dalle bombe a grafite, impiegate contro le stazioni di
trasformatori elettrici, quindi costruite per distruggere i
rifornimenti elettrici di una nazione.
« Si tratta di piccoli recipienti riempiti di minuti
rotoli, avvolti con fili di silicio. I filamenti di silicio
sono ricoperti di alluminio, per diventare conduttori
elettrici: quando questa bomba a frammentazione esplode
sopra una centrale di trasformatori, una specie di ragnatela
piomba sulla struttura. Si tratta come di una sorta di acqua
solida. L’effetto è il medesimo, come se voi gettaste delle
enormi quantità d’acqua sopra queste centrali di
distribuzione. Si originerebbero corto-circuiti, ecc., e
queste strutture verrebbero completamente messe fuori
servizio. Ma la maggior parte di questi materiali si
riversano a formare una nebbia di minuscole particelle di
silicio. Come voi sapete, il vetro è fatto di sostanza
silicea. Anche la lana di vetro è di natura silicea. Da
vent’anni è stato proibito l’uso della lana di vetro, dato
che è altamente cancerogena. Pensiamo agli esseri umani
viventi in quei settori dove queste bombe sono state
lanciate. In questi posti ha gravato per delle ore quella
nube spessa e le persone hanno dovuto inalare le particelle
di silicio. » 3
Ma quanto sono ingegnosi gli umani quando si tratta di
concepire metodi di sterminio! Che milioni di persone
altamente specializzate siano impiegate ad inventare questi
mezzi terrificanti di morte, dovrebbe indurci ad una aperta
rivolta contro i nostri governi, quando stanno commettendo
tali azioni di pura malvagità contro i nostri fratelli
uomini, e tutto questo per il conseguimento del profitto
privato.
Tale è il grado di alienazione, provocato non solamente dal
fatto che gli scienziati e gli ingegneri nei loro laboratori
isolati sono totalmente distaccati dagli effetti della loro
ingegnosità, ma perché noi tutti conviviamo con una cultura
che ha fatto della disinformazione, da generazioni, la sua
caratteristica e che ha acquisito l’idea che noi occupiamo
qualche nicchia più alta nell’albero dell’evoluzione, tanto
è perniciosa la nostra concezione di « civilizzazione ».
Per quanto tempo ancora potremo continuare a sottrarci alle
nostre complicità tacite in questi delitti di massa, in
virtù dell’idea che noi abbiamo una sorta di autorizzazione
« dall’alto », da parte di un Dio che può parlare di pietà e
di compassione, e nel contempo trovare delle giustificazioni
per l’uso del terrore come mezzo di propagazione della «
civilizzazione », dello stile occidentale?
In ultima analisi, le ragioni vere, occultate agli occhi del
pubblico, sono puramente economiche.
La Jugoslavia, l’ultimo bastione della proprietà sociale
nell’Europa dell’Est, doveva vedere la sua economia interna
ridotta in rovina.
Quindi, sotto l’apparenza di obiettivi “militari” da
distruggere, ogni fabbrica e capannone e magazzino di una
qualche importanza, tutte le infrastrutture, elettriche, per
l’acqua, di trattamento delle acque da depurare, di
comunicazione e trasporti, sono state bombardate, spesso a
più riprese, senza alcuna preoccupazione per le conseguenze.
E non ci si sta sbagliando! I piani della NATO mettevano in
evidenza che l’economia della Jugoslavia doveva venire
svenduta al capitalismo occidentale.
« Il Patto di Stabilità sponsorizzato dall’Occidente per
l’Europa del sud-est ha preteso l’estensione delle
privatizzazioni e degli investimenti occidentali. Il Nuovo
Forum per la Serbia, finanziato dal Ministero degli Affari
Esteri Britannico ha condotto i professionisti e i docenti
universitari Serbi regolarmente in Ungheria per delle
discussioni con gli “esperti” Britannici e dell’Europa
Centrale…Il Forum ha preconizzato il “reintegro della
Jugoslavia nella famiglia Europea”, un eufemismo per
designare lo smantellamento dell’economia orientale
socialista e la messa in opera di una campagna di
privatizzazioni in favore del profitto delle imprese
occidentali.» 4
In realtà, la parola « civilizzazione » è di fatto un
termine del codice del capitalismo, dello stile occidentale,
che giustifica lo sterminio di massa e il terrorismo contro
tutti quei paesi che resistono alle sue pretese.
Note
1. George Monbiot, « Consigning Their Future to Death »
(Affidano il loro futuro alla morte), The Guardian (Londra),
22 aprile 1999.
Tom Walker, « Poison Cloud Engulfs Belgrade » (Una nube
tossica ha inghiottito Belgrado), The Times (Londra), 19
aprile 1999.
Mark Fineman, « Yugoslav City Battling Toxic Enemies » (La
città Jugoslava si batte contro nemici tossici), Los Angeles
Times, 6 luglio1999.
2. Scott Peterson, « Depleted Uranium Bullets Leave Trail in
Serbia » (Proiettili ad Uranio Depleto lasciano il segno in
Serbia), Nando Medias, 5 ottobre 1999.
« Use of Depleted Uranium (DU) Weapons by NATO Forces in
Yugoslavia » (Uso in Jugoslavia di armi ad Uranio Depleto da
parte delle forze della NATO), Coghill Research Laboratories
(UK), aprile 1999.
3. Intervista di Dushan Vasiljevich per delega, Belgrado, 7
agosto1999.
4. « Britain Trains New Elite for Post-Milosevic Era » (La
Gran Bretagna forma la nuova élite per l’era post-Milosevic),
The Independent (Londra), 3 maggio 2000.
Tutte le citazioni e i riferimenti sono tratti da “Stranges
Liberators -- Militarism, Mayhem and the Pursuit of Profit”
(Liberatori stranieri -- Militarismo, disordine caotico e
ricerca del profitto) di Gregory Elich. Llumina Press, 2006.