Alla Goodyear di Cisterna (Latina) sono morte decine di operai che lavoravano in ambienti altamente inquinati. Ora la Procura di Latina indaga sulle ispezioni della Asl che venivano "comunicate" in anticipo per permettere la pulizia degli ambienti.

 

Goodyear, nuova inchiesta sulla Asl

La procura indaga sui sopralluoghi degli ispettori.
Qualcuno potrebbe aver avvertito in anticipo deicontrolli.

di MARCO CUSUMANO

C'è una nuova inchiesta della procura di Latina che riguarda lo stabilimento dell'ex Goodyear, a Cisterna. E' stata aperta dal sostituto procuratore Gregorio Capasso, ma non riguarda solo lo stabilimento di pneumatici. Coinvolge anche la Asl, in particolare gli ispettori della Asl che effettuarono dei sopralluoghi alla Goodyear per verificare le condizioni igieniche e ambientali in cui lavoravano gli operai. L'inchiesta, sulla quale la procura mantiene uno stretto riserbo, avrebbe già almeno un nome nella lista degli indagati.

Tutto è iniziato dalla testimonianza di un ex capo reparto della Goodyear durante il processo per le malattie e le morti sospette tra i lavoratori. Davanti al giudice Cinzia Parasporo, in una delle ultime udienze, l'uomo ha raccontato alcuni episodi sospetti. Ha detto che in diverse occasioni i dirigenti della fabbrica dicevano improvvisamente ai lavoratori di utilizzare soltanto alcune sostanze, quelle meno pericolose e che provocavano meno polveri dannose. Sembra che le indicazioni riguardassero anche alcune lavorazioni “pesanti” che improvvisamente venivano sospese. In questo modo le polveri tossiche nella fabbrica diminuivano drasticamnte. E dopo un paio di giorni, puntualmente, arrivavano gli ispettori della Asl per i controlli. Dopo due giorni di “depurazione” l'ambiente si presentava agli ispettori meno inquinato e l'aria non era eccessivamente compromessa dalle polveri. Poi, quando gli ispettori andavano via, si ricominciava a lavorare seguendo il “normale” ciclo di produzione, le polveri tornavano quelle di sempre e nessuno si preoccupava fino al controllo successivo.
Su questa ricostruzione, che resta attualmente solo un'ipotesi tutta da accertare, indaga adesso la procura in un'inchiesta autonoma dalle altre che riguardano la Goodyear. La pulizia che precedeva i sopralluoghi della Asl era frutto di una coincidenza oppure qualcuno informava i dirigenti dell'imminente arrivo degli ispettori?

I dubbi sui sopralluoghi della Asl hanno spinto alcuni ex operai a chiedere riconoscimenti economici avviando così nuove cause civili. Secondo i legali dei lavoratori le perizie effettuate all'epoca potrebbero non descrivere la situazione reale in cui lavoravano gli operai e quindi si dovrebbe procedere con nuovi accertamenti.
Intanto ieri mattina si è svolta un'altra udienza del processo per le morti sospette tra gli operai dello stabilimento di Cisterna. A sorpresa i legali che difendono i dirigenti dell'ex Goodyear hanno formalmente rinunciato alla prescrizione di alcuni casi. Il problema era stato avanzato dal pm Capasso: sei casi di operai malati o deceduti erano a rischio prescrizione. I legali della difesa (Corrado De Simone, Giovanni Lauretti e Antonio Musti) hanno rinunciato ad “approfittare” dell'occasione ritenendo di «voler dimostrare comunque l'innocenza dei dirigenti».

dal Messaggero (edizione Latina) del 8-11-2006