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Quando si gioca a fare confusione sollevando polveroni per nascondere quello ci si sta preparando a fare ...... La riuscita della manifestazione del 4 novembre brucia così tanto che a distanza di tre giorni, in molti sentono ancora il bisogno di parlarne male. Oggi è Rassegna Sindacale (www.rassegna.it) che partendo da una valutazione positiva della proposta Damiano sui contratti a termine (vedere anche l'intervento di Fammoni - Cgil) si ributta nella polemica scrivendo ......... "In fondo eravamo stati facili profeti nello scrivere che alla manifestazione del 4 novembre contro la precarietà mancava un orizzonte comune. È vero che tanti giovani precari hanno sfilato per Roma e che molti di loro un orizzonte comune ce l’avevano: quello tratteggiato da una vita quotidiana resa difficile, appunto, dalla precarietà. Il fatto è che questo orizzonte mancava agli organizzatori e questa lacuna è risultata ben visibile in piazza e sulle pagine dei giornali del giorno dopo. La frammentazione di interessi e obiettivi, infatti, è esplosa in una ridda di distinguo spalmata tra interviste, dichiarazioni e articoli di colore. Distinguo non solo tra chi ha sfilato e chi no, ma anche – nei partecipanti – tra chi lo ha fatto con un spirito e chi con un altro. Tra chi ha continuato a prendersela beceramente con il ministro Damiano e chi invece giustamente l’ha difeso. Insomma, una gran confusione. Dispiace dirlo ma alla fine a essere stato messo nell’angolo è proprio quel tratto comune di fatica, incertezza e sofferenza che, questo sì, supera tutte le divisioni delle mille tipologie contrattuali e degli altrettanti cavilli che il nostro mercato del lavoro offre a tanti imprenditori senza troppi scrupoli". Non serviva questo (in questi giorni è successo di tutto) per capire che la Cgil sta col Ministro Damiano e non con chi è in definitiva sceso in piazza, guarda guarda, proprio sui contenuti di quella che fino a ieri (rex berlusconi) era la piattaforma della Cgil. Ma la cosa comica di quest'ultimo articolo sta nella gioia spassionata, nella soddisfazione esagerata con cui la Cgil si compiace di difendere il suo Ministro ora che la sua proposta sui contratti a termine ha subito delle critiche anche da parte di Confindustria. Come a dire che basta essere criticati da Confindustria per potersi spacciare come grandi riformisti o di sinistra e che quindi, chi critica Damiano da sinistra non ha capito un cazzo. Prendendo per buono questo approccio potremmo dire allora che anche i Cobas sono spesso criticati da Confindustria, ma anche Cremaschi e tanti altri. Se bastasse quindi essere criticati da Confinsdustria per diventare intoccabili e santi .............. (sic!) Ma in fin dei conti, che cosa propone in definitiva il Ministro Damiano sui contratti a termine che la Cgil indica come la strada maestra per combattere la precarietà ???? - leggi la proposta del Ministero del Lavoro (PDF) Dopo una serie di punti generici su cui possono concordare tutti (lavoratori e padroni) quali l'importanza di dare stabilità al lavoro, il cercare di evitare che la precarietà assuma forme ignobili di sfruttamento, dal punto di vista concreto propone:......
a leggere il documento del Ministero si può concordare che i toni usati siano più aperti e concertativi di quanto prevedesse la legge del centrodestra, ma nella sostanza è difficile notare differenze sostanziali tra la proposta Damiano e quanto concretamente, nella prassi, ha prodotto la legislazione di destra. In fondo anche questa prevedeva l'individuazione di una generica (ed in ciò estendibile a tutto appunto perchè generica) causalità di riferimento che poi si è tradotta nelle sue ricadute contrattuali nell'individuazione di quote di ricorso a forme di lavoro temporaneo in percentuale sulla forza lavoro occupata. E' certo vero che i padroni non hanno accolto bene l'uscita di Damiano, ma un buon sindacalista avrebbe dovuto facilmente comprenderne le motivazioni leggendo le dichiarazioni di Bombassei (Confindustria) e della Brambilla (Confcommercio). Questi alzano i loro scudi perchè temono che qualsiasi operazione che tocchi la precedente legislazione possa aumentare le occasioni di condizionamento legislativo della sinistra di Governo. L'obiettivo di Bombassei è stabilizzare la prassi fino ad ora realizzata (quella di contrattualizzare in un sistema concertativo il ricorso al lavoro temporaneo) negli ultimi rinnovi contrattuali, cosa che in fondo è proprio quello che propone Damiano. A questo punto sorgono delle domande.
L'unica cosa che si sa per certo e che ci preoccupa è quindi che Cgil Cisl UIl danno per ottima la proposta Damiano, che già si è deciso di aprire a gennaio un confronto e che, ancora una volta, tutto ciò accade senza che i lavoratori ne sappiano niente ed abbiano avuto la possibilità di dire la loro. Tutto uguale come con il memorandum sulle pensioni, come sull'accordo per il Tfr e le pensioni integrative, ecc. ecc. L'altra cosa che si sa è che a Cgil Cisl Uil proprio non va giù che intanto i lavoratori fissi e precari scendano in piazza per dire il loro punto di vista, anche perchè la cosa sembra aver dato fastidio al povero Damiano, amico nostro (dei lavoratori e dei precari). E poi in Cgil ci si offende quando qualcuno arriva a pensare alla sindrome del Governo amico .... non è nostro amico il compagno Damiano ??? . |