SUL CONTRATTO DELLA SANITA’ PRIVATA

 

A Roma, il 25 u.s., a ridosso dell’ennesima rottura tra C.G.I.L.- C.I.S.L.- U.I.L. e A.R.I.S. e A.I.O.P. (rappresentanze dei padroni della Sanità Privata che in Italia ormai occupano il 40% della “produzione sanitaria” e di conseguenza un’ingente serbatoio di soldi  di cui tantissimi pubblici) è maturata invece una preintesa tra i sindacati Confederali e la Fondazione Don Gnocchi, terza e non ultima controparte datoriale dei lavoratori della Sanità Privata. (vedi anche la risposta alla segreteria FP Cgil di Milano)

In cosa consiste questa preintesa?

Se da una parte si arriva alla definizione che gli incrementi tabellari avranno soddisfazioni come richiesto dagli stessi lavoratori con un aumento medio di 103-105 € (come la Sanità Pubblica) dopo 34 mesi senza contratto, dall’altra si definisce per la prima volta che l’erogazione delle competenze arretrate saranno definite a livello decentrato per le situazioni di difficoltà accertate.

Cosa vuol dire?

A nostro parere questo rappresenta un’inaccettabile punto di caduta delle OOSS. CGIL-CISL-UIL che accettano anche qui per la prima volta di discutere, seppur nella voce arretrati (ben 2000 € come valore medio per ogni lavoratore) non cogliendo l’importanza del tenere sempre uniti i lavoratori e quindi questo va a rappresentare un’iniziale e pericolosa divisione tra gli stessi, sullo stesso territorio e a livello regionale.

Cos’è la Fondazione Don Gnocchi nel versante della Sanità Privata?

Essa è un’azienda che nasce come Fondazione, che ha carattere ONLUS che nello stesso tempo viene riconosciuta come IRCCS in due strutture site a Milano e a Firenze. La Fondazione D.g ha ben 28 sedi sparse sul territorio nazionale, presente in molte regioni sia al nord che al centro-sud, in continua e sembra inarrestabile espansione con aperture di nuovi centri (di cui 4 solo negli ultimi 3 anni), accreditata con regioni, ASL, convenzionata con comuni, con finanziamenti CEE e statali ecc.

I dipendenti che vi operano sono circa 4000 su un panorama che vede nella Sanità Privata 150 mila addetti.

La Fondazione DG in questi 34 mesi non si è distinta particolarmente da ARIS e AIOP tant’è che ha fatto balenare nelle orecchie delle segreterie nazionali di categoria l’intenzionalità o la volontà di staccarsi dal contratto della Sanità Privata per collocarsi in altri contratti assai peggiori, vedi quello dell’UNEBA, delle Cooperative Socio Assistenziali, ecc.

Nel verbale di preintesa, per l’appunto, vi è pure un impegno ad avviare un confronto tra le parti per le specificità e diverse attività e situazioni che insistono nel settore Sanitario Privato.

A cosa prelude questo confronto?

Da parte sindacale si afferma che è stata scongiurata l’ipotesi di altri contratti, ma tant’è le parole scritte vanno perlomeno interpretate, e ci domandiamo che garanzie vorranno i dirigenti della DG per esistere così prepotentemente sul terreno della Sanità Privata? Sempre da parte sindacale si afferma che questa preintesa ha come effetto politico la rottura del fronte padronale. Ma affrontare i confronti a livello nazionale e un po’ decentrato dove porterà? Secondo noi, alla divisione tra lavoratori cosa purtroppo spesso può accadere e a peggiorare di conseguenza le loro reali condizioni di vita. E parliamo di un contratto già scaduto da 34 mesi che va a scadere ulteriormente.

 

 

Nico Vox e Mario Bardare (RSA FP-CGIL Centro Don Gnocchi Milano)

 

 

Nico Vox  Tel. 3473021144           e-mail nicovox53@hotmail.com

 

 

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 Da FP-Cgil Milano

 

Milano 26 ottobre 2006

 

Ai rappresentanti sindacali dei centri

Don Gnocchi

 

 

            Nella notte del 25 ottobre è stata sottoscritta la preintesa per le lavoratrici ed i lavoratori della Fondazione Don Gnocchi, mentre per i lavoratori delle aziende AIOP e ARIS, le trattative si sono interrotte alla luce delle incettabili e provocatorie proposte dei padroni.

            Tali proposte, nei fatti, cancellavano il contratto nazionale di lavoro, non prevedevano l’erogazione degli arretrati, al punto che per alcuni lavoratori vi sarebbe stato il solo incremento economico mensile.

            Al termine della trattativa, con una iniziativa senza precedenti, le segreterie nazionali e la delegazione trattante, decidevano di occupare la sede nazionale dell’AIOP, la quale, oltre che denunciare i dirigenti sindacali presenti, nella notte ha chiamato la polizia per farci sgomberare, cosa che non abbiamo fatto.

            A quel punto i rappresentati della Fondazione ci comunicavano l’intenzione di continuare le trattative che hanno portato alla preintesa, che sarà portata alla consultazione non appena avremo definito unitariamente il percorso.

            Il giudizio che unitariamente abbiamo espresso sulla preintesa è positivo, considerati che i risultati raggiunti non erano affatto scontanti, e anche considerando che in alcune Regioni gli Assessori non hanno provveduto alla rideterminazione delle tariffe.

 

E’ quindi utile sottolineare gli aspetti più significativi della preintesa.

 

1)      Viene riaffermato il carattere intangibile del Contratto nazionale di lavoro

2)      Sono riconfermate le decorrenze contrattuale, senza nessun slittamento nella decorrenza del contratto: 1° gennaio 2004 – 31 dicembre 2005

3)      Gli incrementi economici sono leggermente superiori a quelli conseguiti dai dipendenti della sanità pubblica, con un incremento medio sul tabella iniziale del 6.30%.

4)      I nuovi stipendi decorrerano con le competenze del mese di dicembre.

5)      Sempre con il mese di dicembre verranno anche erogate le quote relative ai mesi di settembre, ottobre e novembre 2006. Questo, oltre che per consentire ai lavoratori di percepire dei soldi ne mese di dicembre (ovviamente con la tredicesima ricalcolata), anche per riaffermare il principio fondamentale che il 2006 è da ritenersi “vigenza contrattuale”.

6)      Per la prima volta non ci sarà nessuna una tantum, ma gli arretrati così come abbiamo sempre richiesto. Questo comporterà anche il ricalcalo di quelle voci del contratto che sono collegate al tabellare, ovviamente a partire dal 1 gennaio 2004. Quanto ai tempi di erogazione degli arretrati, questi sono lasciati alla contrattazione decentrata per le situazione che versano in difficoltà economiche, naturalmente da documentare, come purtroppo è  per quelle Regioni che ancora non hanno adeguato le tariffe (non è il caso della Lombardia). Ne consegue che nelle altre situazioni gli arretrati del 2004, 2005, e dei restanti mesi del 2006, potranno essere erogati a partire dal mese di gennaio.

7)      La preintesa prevede che entro il mese di gennaio, le parti si incontreranno, a livello nazionale, per verificare il rispetto di quanto detto al punto precendente.

8)      La richiesta della Fondazione di “uscire” dal contratto della sanità privata, che poteva presupporre il passaggio graduale ad altri contratti di lavoro, è nei fatti caduta, in quanto la preintesa stabilisce che si dovranno ricercare forme per valorizzare gli aspetti peculiari legati alla riabilitazione.

 

            Sono certo che saprete apprezzare i risultati raggiunti e, nel contempo, continuare ad assicurare la solidarietà, la partecipazione alla lotta, che sarà davvero aspra, vista la situazione drammatica dei lavoratori delle aziende AIOP e ARIS.

 

            Per tale motivo vi prego di essere presenti alla riunione del coordinamento prevista per Venerdì 3 novembre presso la camera del lavoro.

 

 

               Il Segretario

 

 

 

 

Al Segretario della FP-CGIL

Comparto Sanità Privata Milano

Antonio Marchini

 

 

Fermo restando che i giudizi di merito sono facoltà inalienabili a livello individuale (tanto che non si dovrebbe neppure accennarlo vista la banalità dell’affermazione), riteniamo che qualora vi siano le condizioni, i Comitati degli iscritti CGIL o le RSA o ancor meglio le RSU (e per condizioni si intende unanimità di valutazioni o maggioranza di esse medesime) possano comunque esprimere le opinioni che ritengono più opportune.

 

1)   Per mediare bisogna essere in due. Certo è banale ricordare la volontà di mediare al ribasso dei padroni, se si hanno ragioni da vendere da parte dei Rappresentanti dei lavoratori è altrettanto banale ricordare che se essi attuano una mediazione al ribasso è perlomeno deleterio.

2)   Il fatto che dopo tre anni di non contratto vi siano gli arretrati reclama che il richiederli ed esigerli sia un diritto da difendere e non una conquista; già nella scorsa tornata contrattuale  settori di lavoratori contestarono la mediazione di riceverli sotto forma di “una tantum” con tutte le conseguenze del caso e ciò fu considerato un cedimento da parte sindacale.Le lacune insite negli accordi di preintesa stanno anche nelle formulazioni e nel linguaggio scritto in essa, nei giorni scorsi la diffusione a iosa nel Centro S. Maria Nascente sia da parte sindacale (CISL) e contemporaneamente da parte dell’Amministrazione ha aiutato ad aumentare la confusione  e la parziale informazione tra i lavoratori che nella migliore delle ipotesi hanno recepito quella che possiamo definire una non esatta informazione e cioè “il contratto è stato firmato”.Da ciò deriva che l’espandersi di interpretazioni non corrette trovano sede in ogni dove.

3)   Speriamo e siamo certi che l’espressione “abbiamo sconfitto l’idea del contratto nazionale” sia solo un errore di scrittura! Comunque ricordiamo che il Sindacato ha sempre riaffermato la centralità del Contratto Nazionale e di tutte le voci ad esse collegate.

4)   Ricordiamo che il sindacato, e in primo luogo la FP-CGIL, ha non solo dichiarato la sua indisponibilità a contratti diversi da quello nazionale della Sanità Privata ma  ha addirittura  affermato per bocca di suoi autorevoli esponenti (nell’attivo unitario del 21/7 u.s.) che sono ormai maturi i tempi per un contratto unico della Sanità, visto tra l’altro i proventi da cui derivano le maggiori voci economiche; le dichiarazioni espresse in più contesti da parte dei responsabili della Fondazione negli ultimi mesi lasciano invece intendere l’intenzionalità e/o la volontà di approdare ad altri contratti.Qual è allora la mediazione e/o la vittoria? Rimanere nella posizione attuale?

5)   Ricordiamo che gli accordi o le preintese sono atti scritti che vanno letti per quello che sono, e se sono interpretabili, lo possono essere da chiunque. A prescindere dal fatto che gli incrementi economici diventeranno voce del Contratto Nazionale, ci domandiamo il perchè gli arretrati che sono ad essi collegati, rischiano allo stato attuale, stante il verbale di preintesa, di essere discussi a livello decentrato con il pericolo reale di dividere e differenziare i lavoratori.

Come Centri Don Gnocchi ve ne sono ben 28 in tutta Italia ma ne vengono citati tre ove vi sarebbero problemi di natura economica, è banale ricordare che la Fondazione negli ultimi tre anni ha acquisito guarda caso 4 nuovi Centri espandendosi ulteriormente? Che necessità ha avuto il Sindacato di accettare che gli arretrati siano discussi localmente? Così facendo, noi crediamo che si crei un precedente pericoloso per l’unità dei lavoratori. Poco importa se vi è il punto 4 del verbale di preintesa che rimanda una verifica in sede nazionale. A quel punto, noi crediamo che la frittata sia già nella padella! E se si hanno certezze, sia in positivo che in negativo su l’erogazione degli arretrati, ci domandiamo, da dove derivano? Visto poi, che si prende a riferimento il CCNL dei metalmeccanici (a tal proposito, è bene ricordare che la consultazione, fatta tra le Lavoratrici e i Lavoratori  dopo le assemblee informative e di valutazione dell’accordo, fu con l’uso democratico del referendum concordato e praticato e non agitato solo a parole, e comunque, sia nella stessa FIOM che tra i Lavoratori vi furono valutazioni diverse sui tempi e sulle forme di erogazione degli arretrati) la cosa di non poco conto è che l’attesa firma del Contratto della Sanità Privata arriverà dopo tre anni, a fronte di uno per i metalmeccanici. Per completezza di informazione si ricorda che il contratto della categoria sopraccitata avrà validità fino al 2007. Infine è bene ricordare che è stato il risultato di un accordo nazionale, e non decentrato, aiutare le aziende più piccole.Ci domandiamo infine cosa centrano le due preintese della contrattazione sulla produttività, con il contratto nazionale? Non vorremmo essere considerati dei privilegiati!

6)   Vogliamo infine riaffermare che siamo per un contratto dignitoso e non cedevole nei punti sopra menzionati, anche perché non vogliamo che si creino precedenti che favorirebbero la Fondazione Don Gnocchi oltre che l’ARIS e l’AIOP, ed invece di una rottura del fronte padronale, si determinerebbe una divisione tra i lavoratori. Noi ci sentiamo uniti comunque, dalle Alpi alle Piramidi senza alcuna differenza con quelli dell’ARIS e dell’AIOP, e neppure della Sanità Pubblica.

 

 

                   Nico Vox            

                   Mario Bardare