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Dichiarazione di Mimmo Rizzuti( dir. Naz. FLC CGIL- Rete 28 Aprile)
sul comunicato della segreteria nazionale della FLC CGIL dello
scorso 26 ottobre, relativo al disimpegno della categoria dalla
manifestazione contro la precarietà del prossimo 4 novembre.
La segreteria nazionale della FLC CGIL ,con una sua dichiarazione
del 26 ottobre, critica duramente ed a ragione, specie per i toni
inaccettabili e la polemica con il sindacalismo confederale, un
comunicato dei COBAS dei giorni scorsi.
Ma la critica, su questi aspetti del comunicato comprensibile e da
me condivisa, diventa per la segreteria motivo per sganciarsi, in
maniera assolutamente non comprensibile e non condivisibile, dalla
Manifestazione “ Stop Precarietà” del 4 novembre.
E’ utile ricordare che la FLC CGIL, cui pure va il merito di avere
avviato dallo scorso luglio una vigorosa campagna contro la
precarietà nei comparti di sua competenza,( scuola, università,
ricerca, accademie) non aveva aderito alla manifestazione come
organizzazione, ma tramite la sottoscrizione individuale della
piattaforma di gran parte dei suoi dirigenti, a cominciare dal
segretario generale.
Una modalità da me ritenuta inadeguata e che personalmente ho sempre
criticato nelle sedi proprie anche perché contraddiceva, tra
l’altro, la linea vincente del “fronte ampio” (sindacati di
categoria, genitori, cittadini, comitati di quartiere, associazioni)
che la stessa FLC aveva promosso e praticato negli anni scorsi,
garantendo una eccezionale tenuta e durata al movimento di lotta
contro le leggi Moratti e l’attacco alla scuola pubblica ed al tempo
pieno,con risultati significativi.
La posizione della segreteria FLC con il comunicato del 26 ottobre
commette, a mio parere, un errore ancora più grave perché, le
diverse articolazioni di giudizio fra i promotori della
manifestazione,tutte legittime, ancorché non condivisibili,
criticabili, da respingere in tutto o in parte, sulla politica del
governo e sulla finanziaria, non mettono assolutamente in
discussione una piattaforma condivisa e sottoscritta
individualmente, che non è cambiata di una virgola, né giustificano
lo sganciamento del sindacato (questa volta come organizzazione)
dalla iniziativa e l’invito alle sue strutture ed ai suoi militanti
“a prendere le distanze” dalla stessa.
Al contrario la dimensione dello scontro sulla precarietà del lavoro
e della vita, reclama le più larghe convergenze tra tutte le forze
variamente impegnate a contrastare questo drammatico fenomeno e
l’impegno di tutti, specie in una categoria come quella
rappresentata dalla FLC CGIL, per garantire una grande
partecipazione e la riuscita della manifestazione.
Ciò per tanti noti motivi che la FLC ha con decisione sempre
evidenziato e messo alla base della sua campagna “mai più precari”
ed ancora per:
rilanciare con forza gli obiettivi della piattaforma condivisa in un
momento in cui forze importanti premono in direzione contraria,
riaffermare, con una massiccia presenza, i contenuti della stessa e
gettare le basi per il rilancio di un ampio movimento unitario con
grande capacità di tenuta e durata;
sostenere l’azione di quanti , anche nel governo, nel non semplice
confronto interno, in corso anche sulla finanziaria, puntano alla
abrogazione della legge 30 ed alla riscrittura della normativa sul
mercato del lavoro.
Mimmo Rizzuti
(direttivo Nazionale FLC CGIL, “Rete 28 Aprile”
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