Dalle Banche l'input per lo scippo del TFR

by - Wednesday, Oct. 25, 2006 at 12:31 PM

Le Banche hanno dettato la nuova riforma sulla revocatoria fallimentare: le rimesse sui conti correnti non potranno essere revocabili. Di conseguenza il gettito dei Fallimenti destinati all'INPS subiranno un drastico ridimensionamento, Come colmarlo ? Con lo scippo del TFR destinato all'Inps

La questione sembra complicata ma vediamo per ordine:

Nelle procedure di Fallimento (e nelle altre procedure concorsuali) prima della riforma le maggiori entrate dei fallimenti erano rappresentate dalle revocatorie fallimentari azionate contro le banche le quali venivano costrette a restituire ai fallimenti quanto le banche avevano riscosso dalle imprese (poi fallite) a seguito delle rimesse dei conti correnti.

Per spiegare meglio, .... Quando le imprese avevano il conto in rosso i pagamenti fatti alle imprese tramite i conti correnti venivano subito incamerati dalle banche.

La revocatoria fallimentare obbligava le banche alla restituzione di queste somme di denaro in ossequio al principio della par condicio creditorum.

L'ammontare delle somme così ricavate dai fallimenti venivano poi distribuite ai creditori dei fallimenti, in primis ai creditori privilegiati quali:

Stato (tasse e ritenute d'acconto non pagate dall'impresa)
INPS
Lavoratori dipendenti
Artigiani.

A parte la liquidazione dell'attivo nei fallimenti (ben poca cosa in quanto l'impresa fallita vale ben poco) le maggiori entrate dei fallimenti erano rappresentate dalle revocatorie fallimentari contro le Banche e costituiva la provvista per il pagamento dei creditori privilegiati "maggiori" quali L'INPS, lo Stato (Tasse) e i lavoratori dipendenti.

Ma ora tutto ciò non esiste più.

Ben vero che la revocatoria fallimentare esiste ancora ma la riforma di Berlusconi ha quasi azzerato la possibilità di azionare la revocatoria contro le banche per questi motivi:

- il termine del periodo sospetto (tra l'incasso delle banche e la dichiarazione di fallimento) entro il quale le banche dovevano restituire il "maltolto" è stato ridotto a sei mesi

- il procedimento per la dichiarazione di Fallimento è stato modificato in modo tale che dall'istanza di fallimento alla dichiarazione di fallimento il tempo trascorso sarà sicuramente maggiore dei sei mesi indicati sopra

- le esenzioni alle revocatorie delle rimesse dei conti correnti sono dilatate e fumose (Non sono soggetti all'azione revocatoria: - Punto b) secondo comma art. 67 - le rimesse effettuate su un conto corrente bancario, purché non abbiano ridotto in maniera consistente e durevole l'esposizione debitoria del fallito nei confronti della banca).

Ne deriverà uno spaventoso buco all'INPS (che paga le ultime tre mensilità ai lavoratori dipendenti delle società fallite) parzialmente ridotto dal futuro scippo del TFR e dalla riforma delle pensioni.