17/10/2006

Al     Direttivo Cgil Nazionale

 

 

Nel prossimo Direttivo Nazionale della CGIL si discuterà dell’AVVISO COMUNE fra CONFINDUSTRIA e CGIL, CISL E UIL per la corretta attuazione delle istruzioni fornite dal Ministero del Lavoro con la Circolare n. 17 del 14 giugno 2006 con specifico riferimento ai Call Center, questo perché nell’ultimo Direttivo svoltosi il 9 ottobre 06 si sono presentati ben 3 Ordini del Giorno contrari a tale accordo, da parte di: Lavoro Società, Rinaldini e Rete 28 Aprile, inoltre perché tale questione è da ritenersi centrale nella discussione sulla PRECARIETA’ (come essa si supera).

Noi delegati del settore, che tutti i giorni ci confrontiamo con le difficoltà:

assenza dei diritti, basse retribuzioni e organizzazione del lavoro insostenibile, riteniamo tale sottoscrizione sbagliata nel metodo e nel merito.

Nel metodo, perché la Cgil prima di sottoscrivere accordi di questo genere deve valutare con la sua rappresentanza ciò che è meglio per i lavoratori, perché prima di fare una scelta che impegna 250.000 lavoratori sarebbe opportuno svolgere assemblee su una piattaforma e concludere tale percorso democratico con un voto sulla Bozza d’Accordo.

Inoltre è da ricordare che tale accordo arriva dopo una discussione nazionale di settore lunga e complessa, in cui già si sono commessi errori che hanno diminuito la credibilità della Cgil sui posti di lavoro.

Nel merito, perché sottoscrivere l’ennesimo accordo nel quale sono i lavoratori a pagare le illiceità dei datori di lavoro non è più accettabile.

Il pregresso non può essere cancellato con un CONDONO, vedi Art. 178 della finanziaria,  e un Avviso che con il loro impianto riducono i costi per le aziende, obbligando poi i lavoratori a firmare una liberatoria per la rinuncia ai propri diritti indisponibili.

Non è assolutamente applicabile l’idea di demandare la contrattazione per l’emersione ai territori e alle organizzazioni di categoria vista la polverizzazione della rappresentanza e la forza delle aziende, arroganza padronale rafforzata dall’assunto da cui parte l’Avviso:

“per ciascuna unità produttiva interessata, il percorso di trasformazione dei rapporti di collaborazione venga avviato, in coerenza con le esigenze organizzative e produttive dell’impresa, con la definizione di un accordo sindacale(…)”

Con questi strumenti, che peggiorano l’impianto della Legge 30/03, le Strutture territoriali e le Rsu dovrebbero fare dei buoni accordi di emersione???

Per questo noi sentiamo il dovere, come delegati di posto di lavoro, iscritti alla Cgil, di richiedere la revoca della firma dell’Avviso sottoscritto dalla Segreteria Nazionale e la preparazione di una piattaforma nazionale democraticamente elaborata.

Inoltre chiediamo un impegno della Cgil affinché il Governo ritiri l’Art. 178 della Finanziaria così come formulato, restituendo i diritti indisponibili ai lavoratori e vessando coloro che non hanno rispettato o eluso la legge.

Altrimenti la giusta azione dell’Ispettorato del Lavoro su Atesia, che leggendo la Circolare del Ministero del Lavoro ristabiliva la dignità del lavoro, si perderà, e con essa si perderà una reale volontà tesa a ristabilire la legalità e l’equità.   

 

RSU CGIL

Alessio De Luca  Cos Roma (slc)

Genni Bagalà Cos Roma (slc)

Massimiliano Montesi Cos Roma (slc)

Ilaria Moretti Cos Roma (slc)

Fabio Taddei Cos Roma (slc)

 

per adesioni alessio_cgil_cosmed@libero.it