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Cgil Cisl Uil entusisti per l'accordo su TFR e previdenza
integrativa
E se permettessimo anche ai
lavoratori di dire se sono d'accordo o no
in fin sono soldi loro
leggi le prime
dichiarazioni sindacali
A dire il vero sono contenti anche i padroni
perchè l'introduzione della soglia dei 50 dipendenti e il
trasferimento di tutto (non più il 50%) il TFR non speso nelle
pensioni integrative, nell'apposito fondo per finanziare le spese
correnti dello Strato è abbondantemente compensato dalla riduzione
del cuneo fiscale (quello che i lavoratori non vedranno nonostante
le promesse) ed agli sgravi previdenziali.
Sono comunque contente anche le segreteria del
sindacato confederale perchè questo accordo apre in maniera
esplicita ai fondi pensione.
Che i fondi pensione siano l'esatto contrario di
quel che bisognerebbe fare per salvare le pensioni e difendere i
salari non sembra ormai preoccupare più nessuno. E' un mercato
finanziario troppo grosso ed importante, per le banche e per chi
gestirà i fondi, che non risolve però nulla ai lavoratori.
Infatti, anche grazie al memorandum che apre
alla riduzione dei rendimenti pensionistici ed all'innalzamento
dell'età pensionabile, le future pensioni (che continueremo a pagare
col 33% dei contributi dai nostri salari) saranno sempre più da
fame, ci si spiegherà che la soluzione sarà quella di aderire alle
pensioni integrative che, ci costeranno ulteriori riduzioni di
salario (2%+2% e tutto il TFR) che comunque hanno rendimenti bassi
ed incerti.
A smenarci sono quindi ancora i lavoratori. Il
loro salario differito (sia che vada alle pensioni integrative sia
che vada a finanziare le spese correnti dello stato) servirà d'ora
in poi a sostenere l'asfittico mercato finanziario ed a pagare
qualche ponte o qualche nuova autostrada.
Cgil Cisl Uil erano state chiare ... senza
un'accordo su TFR e pensioni integrative salta il memorandum firmato
per tagliare le pensioni.
Da non crederci .... In cambio dell'accordo
raggiunto ieri (e qui CGIL CISL UIL cantano vittoria) si potrà
appunto andare ora a fare questo nuovo accordo per la riduzione
delle pensioni ..... che vittoria !! .. e noi che temevamo che alla
fine i sindacati avrebbero veramente ritirato la firma.
Ma chi ha detto che i lavoratori siano d'accordo
su quanto è stato firmato ieri sera ?????
A questo punto aumenta l'importanza della
prevista assemblea nazionale autoconvocata dalle RSU e serve da
subito chiedere che sull'accordo in materia di TFR e pensioni
integrative sia data la possibilità ai lavoratori di esprimersi con
un referendum vincolante.
Comunque ... per correttezza informativa
riportiamo le prime dichiarazioni sindacali
20 ottobre 2006
coordinamento RSU
CISL
-- IL GOVERNO CAMBIA ROTTA SUL TFR. COLPO DI
ACCELERATORE SULLA PREVIDENZA INTEGRATIVA (da
www.cisl.it)
Il Governo ha fatto quello che non aveva fatto prima di licenziare
il testo della Finanziaria: ha discusso del tfr con le parti
sociali. Il risultato è un accordo sul trasferimento di quote del
trattamento di fine rapporto, raggiunto ieri sera. Due punti
essenziali sono stati centrati dal sindacato: sono state poste serie
basi di lancio della previdenza integrativa ed è
stata lasciata libera la scelta del lavoratore di
indirizzare dove meglio crede il salario differito. Soddisfazione
per la Cisl, che raccoglie i frutti di una pressione senza
tentennamenti nei confronti di quella che, da parte dell'Esecutivo,
è stata una mossa unilaterale. "Siamo riusciti - commenta Bonanni -
a far cambiare idea al Governo".
La previdenza integrativa partirà in anticipo rispetto a quanto
previsto nella precedente legislatura, ossia dal primo gennaio 2007.
Da quel giorno scatterà per i lavoratori il periodo di silenzio
assenso (sei mesi) nel quale dovranno decidere la sorte del proprio
tfr: se inviarlo ai fondi pensione o se lasciarlo in azienda. I
lavoratori che non esprimeranno nessuna indicazione vedranno il
proprio tfr trasferito ai fondi contrattuali.
Il tfr che non sarà inviato ai fondi resterà effettivamente alle
imprese solo per quelle sotto ai 50 dipendenti (oltre 3 milioni 700
mila). Invece per tutte le imprese al di sopra di 50 dipendenti
(23.000 aziende) saranno integralmente destinati all’Inps i fondi
non affluiti alla previdenza integrativa. Questa disposizione sarà
riesaminata nel 2008.
Il Governo inoltre si impegna a rivedere il trattamento fiscale dei
fondi integrativi con l’intento che questo sia in linea con quello
applicato alla previdenza integrativa degli altri Paesi europei.
Altro impegno assunto dall'Esecutivo è, come si legge in una nota di
Palazzo Chigi, "riprendere e concludere la discussione aperta con il
sistema bancario, al fine di trovare forme per venire incontro alle
imprese che trovassero difficoltà nell’accesso al credito".
La determinazione delle parti sociali ha avuto il suo peso, e forse
anche la sollecitazione, lanciata appena ieri dalla Cisl, alle parti
sociali a trovare una
soluzione comune da presentare al Governo. Ora resta aperto il
problema della tassazione sui Fondi. Il Governo però, spiega il
leader della Cisl, sembra intenzionato a trovare il modo per
abbassarla. Intanto, la parte più difficile della partita si è
chiusa bene.
20-10-2006
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TFR: EPIFANI,
ACCORDO POSITIVO (da rassegna sindacale) |
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'Sono state
tenute assieme le esigenze di tutti. Il nostro giudizio
sull'accordo è positivo'. Lo ha detto ieri sera il
segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani,
commentando l'accordo relativo all'anticipo del decollo
della previdenza complementare al 2007 e alla destinazione
del Tfr inoptato: 'Per noi è importante che da gennaio parta
il meccanismo con cui il lavoratore può liberamente
scegliere dove il Tfr deve andare e la previdenza
complementare. Per il lavoratore non cambia nulla. E'
infatti tutelato il diritto di scelta del lavoratore e la
possibilità di chiedere l'anticipo del Tfr quando gli serve'.
Ha poi aggiunto: 'C'è una spinta forte ai fondi pensione,
salvaguardando sul Tfr il diritto di scelta dei lavoratori.
E ciò che non va ai fondi pensioni, ma all'Inps, sarà
destinato ad alimentare gli investimenti necessari per il
paese'. |
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20/10/2006 10.49 |
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