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Ennesimo condono previdenziale alle imprese.
Già con l'articolo 178 della finanziaria è stato
emanato a favore dei padroni (anche a chi già destinatario di
provvedimenti amministrativi o giurisdizionali non definitivi
concernenti l'uso illegale dei contratti a progetto) un condono
tombale con tanto di amnistia sui reati penali, finanziari, del
lavoro e amministrativi commessi in questi anni.
Un condono che si trasforma in beffa per i
lavoratori poichè di fatto obbligati a rinunciare ai diritti
acquisiti ed al salario pregresso, il tutto in cambio di contratti
subordinati ma non a tempo indeterminato.
Ora arriva anche il condono per quei padroni
agricoli che per anni non hanno versato i contributi. Per mettersi
in regola questi potranno versare solo il 25% del dovuto e per di
più spalmandolo in comode rate ventennali.
Intanto però ai lavoratori è stato trattenuto
dalla loro busta paga, e per intero, quel versamento contributivo
che le aziende, per tutti questi anni, non hanno mai portato alla
cassa previdenza.
Così è che anche il reato di "appropriazione
indebita" in cui sono incorse queste aziende, finisce nel calderone
del condono.
La denuncia della FLAI Cgil di
Foggia ......... (dal sito di Rassegna Sindacale)
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FLAI FOGGIA,
ENNESIMO REGALO AD AZIENDE NON IN REGOLA |
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“Mentre
l’attenzione dell’opinione pubblica di mezzo mondo è
incentrata sull’agricoltura di Capitanata per le note
vicende relative allo sfruttamento del lavoro e la riduzione
in schiavitù di braccianti immigrati, le aziende possono
beneficiare dell’ennesimo regalo e di una patente di
impunità”. E’ quanto afferma il segretario provinciale della
FLAI CGIL di Foggia, Giovanni Daniele, in merito all’accordo
con le banche annunciato dal ministro delle Politiche
Agricole, Paolo De Castro, per cancellare 6 milioni di
contributi non pagati dalle stesse aziende. Negli anni
scorsi le aziende agricole che hanno assunto manodopera non
hanno pagato i relativi contributi per un ammontare di 1
milioni di euro di evasione nella sola Puglia, sui 6
complessivi. Si tratta di contributi dovuti a fronte di
giornate lavorative dichiarate dalla stessa azienda, quindi
senza contare le giornate non dichiarate che da prassi sono
di molto superiori alle prime. Il ministro ha comunicato che
si andrà a recuperare il 25 per cento dell’ammontare, e sarà
possibile per le imprese rateizzarlo in 20 anni. “A fronte
di questi contributi non versati dalle aziende –spiega il
segretario della FLAI CGIL di Foggia- ai lavoratori è stato
regolarmente trattenuto in busta paga l’8,54%, oltre ai
contributi per la cassa integrazione e per la malattia.
Forse insieme al condono –afferma sarcastico Daniele- andava
fatta anche un’amnistia per cancellare il reato di
appropriazione indebita”. Come se non bastasse, “la maggior
parte di queste aziende oltre a non pagare i contributi
commette altre irregolarità, come la compravendita di
giornate e dichiarazioni in esubero. In conseguenza di ciò
ai lavoratori che hanno prestato la propria attività presso
queste aziende, l’Inps nega il trattamento di
disoccupazione. I lavoratori sono così beffati due volte.
Una vera ingiustizia”. Per il segretario della FLAI CGIL di
Capitanata, “nei prossimi giorni bisognerà mobilitare tutti
i lavoratori affinché vengano rapidamente rimossa questo
stato di vera e propria vessazione nei confronti dei
braccianti in modo da far ritornare l’Inps sui suoi passi,
affinché anche ai lavoratori di aziende inquisiste venga
riconosciuto il giusto e sacrosanto diritto all’indennità di
disoccupazione”. |
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16/10/2006 18.20 |
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