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Comunicato stampa su art 178 legge finanziaria
Il 13 settembre 2006 la Fita organizzazione
della Confindustria presieduta dal signor Alberto Tripi proprietario
di Almaviva/Atesia, invia una lettera al Governo nelle persone dei
Ministri del lavoro e Previdenza sociale Cesare Damiano, per lo
Sviluppo economico Pierluigi Bersani, per le Riforme e innovazione
nella Pubblica Amministrazione Luigi Nicolais, per gli Affari
Regionali e Autonomie Locali Linda Lanzillotta, dell'Economia e
Finanze Tommaso Padoa-Schioppa, della Solidarietà sociale Paolo
Ferrero ed al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio
Enrico Letta. In questa lettera si legge fra l'altro sia
espressamente esclusa qualunque forma di retroattività contributiva
relativa a collaborazioni lavorative pregresse e contrattualizzate
in applicazione della Legge Biagi o della Legge Treu. Con questa
espressione - manifestamente falsa (visto che non esiste alcun
provvedimento di alcun genere che applichi una presunta
retroattività contributiva) - si svela l'origine della lettera e
cioè le risultanze ispettive dell'Ispettorato del lavoro di Roma in
merito ad Atesia, infatti quel che si chiede al Governo è un
provvedimento che sani la condizione di illegalità che continua a
caratterizzare la tipologia contrattuale applicata in Atesia ed in
tutti gli altri call center.
Il 14 settembre 2006 in una lettera interna alla stessa Fita il
signor Tripi spiega ai suoi colleghi le ragioni della lettera al
Governo in considerazione dei continui e irresponsabili attacchi
alla flessibilità del rapporto di lavoro, in generale, e ai
contratti di lavoro a progetto, in particolare, da parte di alcuni
esponenti della politica e delle parti sociali... Credo, quindi, sia
opportuno mettere in campo tutte le possibili azioni di lobby, in
ottica sinergica, convergendo verso l'unico obiettivo di garantire
operatività alle nostre imprese.
Il 29 settembre 2006 nello stesso momento in cui una delegazione di
precari dei call center, che avevano dato vita ad un corteo nelle
vie del centro di Roma, veniva ricevuta al Ministero del Lavoro
dalla Sottosegretaria al lavoro Rosa Rinaldi (PRC) e dal Segretario
del Ministro Battafarano (DS), il Consiglio dei Ministri inseriva su
indicazione dello stesso Ministro del lavoro nella legge finanziaria
l'articolo 178 con il quale viene emanato un condono tombale a
favore dei padroni per l'uso illegale dei contratti a progetto con
tanto di amnistia sui reati penali, finanziari, del lavoro e
amministrativi commessi in questi anni e prevede l'obbligo per i
lavoratori a rinunciare ai diritti acquisiti ed al salario
pregresso, il tutto in cambio di contratti subordinati ma non a
tempo indeterminato.
Il comma 7 dell'articolo 178 è un chiaro riferimento alla situazione
di Atesia:
-L'accesso alla procedura di cui al presente articolo è consentita
anche ai datori di lavoro che siano stati destinatari di
provvedimenti amministrativi o giurisdizionali non definitivi
concernenti la qualificazione del rapporto di lavoro. In poche
parole le conclusioni dell' Ispettorato del Lavoro, vengono
vanificate a favore dell' ing. Alberto Tripi, che potrà continuare
nella sua politica di sfruttamento e precarizzazione.
Facendo un'analisi delle tipologie contrattuali della legge 30
sappiamo che molte di esse possono essere di tipo subordinato, ma
sappiamo anche che queste non garantiscono la stabilizzazione visto
che come nel caso del contratto di inserimento o del contratto di
apprendistato, che sono a termine, il lavoratore non ha la garanzia
del rinnovo contrattuale, e quindi è soggetto ad estrema
ricattabilità. Ne è un esempio eclatante il caso del call center
Telecontact (di proprietà Telecom) in cui i lavoratori inquadrati
con contratti di apprendistato sono stati "invitati" ad andare a
lavorare anche durante il loro giorno libero e senza alcun compenso
tramite il ricatto del mancato rinnovo.
Il 4 ottobre 2006 CGIL-CISL-UIL e Confindustria firmano un avviso
comune con il quale avviano l'applicazione dell'articolo 178 (prima
ancora che venga approvato in parlamento, quando si dice
l'arroganza!) e decidono di mantenere quote di lavoro a progetto nei
call center con la farsa degli outbound - punto 1.1. -che per le
attività di out bound il ricorso al lavoro a progetto è consentito
in coerenza con quanto previsto nella citata circolare ministeriale
n. 17/06 - e lasciando aperta la strada anche per chi svolge
attività mista fra inbound e outbound.
Insomma complimenti a Tripi ed ai suoi soci la cui azione di "lobby"
è evidentemente ben riuscita in pochi giorni sia sul Governo, in
tutte le sue componenti (Rifondazione Comunista con la
sottosegretaria Rinaldi ci ha preso in giro nell'incontro del 29/9),
che su Cgil-Cisl-Uil (ma questo già lo sapevamo).
Ma noi non ci stiamo e continueremo la nostra lotta chiedendo conto
a chi - sindacati confederali e partiti della maggioranza
parlamentare - vuole affossare la lotta delle lavoratrici e dei
lavoratori per concedere favori, condoni e amnistie a chi ha fatto
dell'illegalità e dello sfruttamento la propria ragione
"imprenditoriale".
Il Ministro Damiano, che si autodefinisce sempre una persona seria
che parla di cose concrete dovrebbero spiegarci cosa significano le
promesse elettorali di questo governo sul fatto che non ci sarebbero
stati condoni e che avrebbero premiato il lavoro buono (cioè quello
a tempo indeterminato).
La lotta continua... e continuerà nello sciopero generale del 17
novembre e in molte altre iniziative!
Collettivo PrecariAtesia
Sito:
http://precariatesia.altervista.org e-mail:
precariatesia@yahoo.it
Roma, 7 ottobre 2006 |