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Ricevuto in forma anonima il presunto
"memorandum" che Cgil-Cisl e Uil avrebbero firmato con il governo
sulle pensioni è stato pubblicato sul sito della "rete 28 aprile"
senza alcun commento, nè responsabilità alcuna da parte della
redazione, sino a verifica dell'attendibilità dello stesso.
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Memorandum d’intesa tra Governo e CGIL CISL
UIL
Obiettivi e linee di una revisione
del sistema previdenziale
1. Le riforme introdotte a partire dagli anni ’90 hanno permesso di
realizzare un sistema previdenziale pubblico in grado di assicurare
equità sociale. Tale sistema include meccanismi volti a garantire la
sostenibilità finanziaria nel lungo periodo. Il sistema che si andrà
consolidando si basa sul principio contributivo che assicura ai
lavoratori ed alle lavoratrici flessibilità e incentivazione. E’
strutturato con un primo pilastro pubblico a ripartizione, che eroga
la prestazione pensionistica per tutti i lavoratori e le
lavoratrici, e un secondo pilastro a capitalizzazione ad adesione
volontaria, che eroga una prestazione pensionistica integrativa di
quella pubblica.
2. Pur in presenza di risultati significativi conseguiti con il
processo di riforma degli anni ’90 alcune importanti problematiche
non hanno ancora trovato soluzione. Oggi occorre avviare, con le
opportune gradualità – soprattutto nella fase di transizione verso
l’assetto finale – specifici interventi al fine di completare il
processo di riforma della Legge 335/95 assicurandone la
sostenibilità finanziaria. In tale contesto occorre, in particolare,
migliorare il sistema pubblico, soprattutto per ciò che riguarda il
rapporto tra generazioni.
3. E’ di fondamentale importanza la definizione e la realizzazione
di una qualificata ed efficace politica negli altri campi del
sociale: servizi sanitari e assistenziali per gli anziani;
prestazioni di integrazioni al reddito e di contrasto alla
precarietà; sostegni per i cittadini in condizioni di disagio. Tutto
ciò è legato al reperimento di risorse capaci di garantire tali
interventi.
4. Il completamento del processo di riforma terrà conto del
cambiamento del quadro demografico ed economico determinatosi dopo
al riforma del 1995. Il forte aumento dell’aspettativa di vita e la
flessibilità e precarietà del mercato del lavoro hanno determinato
condizioni nuove che si riflettono sul sistema previdenziale.
5. Questi elementi fanno emergere una molteplicità di problemi che
richiedono soluzioni diverse. L’aumento dell’aspettativa di vita
sollecita soluzioni che diano la possibilità di continuare a
svolgere un’attività di lavoro. Ciò richiede una coerente politica
articolata su molteplici piani: lavoro part-time, formazione, un
mercato del lavoro meno ostile ai lavoratori più anziani ect. Tutto
ciò nell’ambito di un sistema pubblico strutturato con la regola del
pensionamento flessibile, idonea ad incentivare la prosecuzione
volontaria dell’attività lavorativa di uomini e donne.
6. Il consolidamento del sistema previdenziale italiano può far
beneficiare il Paese della maggiore forza di lavoro secondo gli
obiettivi dell’agenda di Lisbona (giovani, donne, immigrati e
prolungamento della vita attiva tenendo conto delle attività
maggiormente usuranti). Deve conseguire contemporaneamente più
obiettivi:
- assicurare l’equità sociale e la sostenibilità finanziaria;
- migliorare le prospettive per i giovani sia a breve che a lungo
termine;
- garantire a tutti gli anziani pensioni di importo adeguato;
7. E’ decisivo che in Italia decolli la previdenza complementare;
nonostante vari interventi legislativi, il ruolo dei fondi di
pensione a capitalizzazione resta modesto. Uno sviluppo strutturale
e su larga scala della previdenza complementare, a partire dalla
contrattazione collettiva, contribuisce a fornire adeguate
condizioni reddituali alle future generazioni di pensionati. Tale
sviluppo passa necessariamente per l’utilizzo volontario del flusso
di contribuzioni ora accantonate per il trattamento di fine
rapporto.
8. Il completamento del processo di riforma sarà attuato in coerenza
e in parallelo con lo sviluppo di altre componenti dello stato
sociale che in Italia non sono ancora abbastanza sviluppate: tra
queste, in particolare, le politiche assistenziali e gli
ammortizzatori sociali. La revisione deve essere coerente con
interventi riguardanti il mercato del lavoro. Occorre a) dare
sostegno ai giovani nella fase iniziale dell’attività lavorativa, in
cui la flessibilità e la precarietà ampiamente diffuse possono
determinare carenze contributive, e b) agevolare i lavoratori
anziani dando loro la possibilità di forme di lavoro volontarie e
flessibili.
9. Il completamento del processo di riforma avverrà secondo le
seguenti linee guida:
a) (Sistema contributivo) Sostenibilità del sistema pensionistico
nel medio e nel lungo termine, che richiede la piena applicazione
del regime contributivo e il rafforzamento di criteri che legano
l’età di pensionamento all’importo della pensione tenendo conto
della dinamica demografica ed economica e salvaguardando la
flessibilità nell’accesso alla pensione in aderenza al principio
introdotto dalla Legge 335/95;
b) (Sistema retributivo) Aumento della possibilità di scelta basato
sulla flessibilità dell’età di pensionamento, incentrato su misure
che favoriscano l’allungamento della permanenza nel mercato del
lavoro;
c) Rimozione delle restrizioni all’attività lavorativa degli anziani
superando il divieto di cumulo;
d) Ricerca di soluzioni volte ad assicurare ai pensionati
trattamenti di importo adeguato (rivalutazione dei trattamenti in
essere, revisione del requisito minimo di pensione a calcolo,
potenziamento delle forme di solidarietà nel sistema previdenziale);
e) Pieno decollo della previdenza integrativa per tutte le categorie
dei lavoratori, inclusi i dipendenti pubblici;
f) Estensione delle tutele sociali e contributive dei giovani con
occupazione precaria e discontinua;
g) Completamento dell’armonizzazione del sistema contributivo per le
varie categorie di assicurati;
h) Superamento dei privilegi ancora esistenti all’interno del
sistema pensionistico;
i) Avvio di un processo di riordino e razionalizzazione degli enti
previdenziali;
j) Rafforzamento del contrasto all’evasione contributiva anche
attraverso l’estensione del Documento Unico di Regolarità
Contributiva e dei Servizi ispettivi.
Il Governo e le OO.SS si impegnano ad aprire a decorrere dal primo
gennaio 2007 un confronto sulle tematiche oggetto del memorandum,
con l’intento di giungere a un accordo entro il 31 marzo dello
stesso anno.
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