PERCHE' ADERIAMO ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE

DEL 29/9 DEI CALL CENTER

 

Daniele Canti
Rete 28 Aprile - CGIL

Il 9 settembre si è svolta a Roma l'assemblea nazionale dei call center che ha deciso di promuovere per il 29 settembre una manifestazione nazionale del settore con una piattaforma avanzata che centra alcune questioni importanti per tutto il mondo del lavoro.

In primo luogo si chiede la trasformazione di tutti i contratti precari in contratti a tempo indeterminato full time. Tale rivendicazione è per noi sacrosanta, in quanto svela la vera natura subordinata di tali rapporti di lavoro, che hanno una ragione d'essere soltanto nella volontà padronale di sottoporre questi lavoratori e lavoratrici ad un regime salariale e normativo peggiore utilizzandolo come arma di ricatto nei confronti del resto del mondo del lavoro. Nulla di nuovo sotto il sole, nel primo novecento il salario veniva tenuto basso utilizzando il lavoro dei fanciulli e delle donne, oggi quello dei precari/e e degli immigrati/e,cambia la forma ma non la sostanza.
Altra questione centrale è la richiesta di bloccare i processi di esternalizzazione, che rappresentano lo strumento attraverso cui si rendono operanti le divisioni tra lavoratori che spesso svolgono le stesse mansioni lavorative.
Inoltre viene chiesto il riconoscimento del carattere usurante del lavoro nei call center, con tutto ciò che ne discende per quanto riguarda ritmi e salari, elemento che viene posto con forza e che merita grande attenzione da parte di tutto il mondo sindacale alla luce anche del fatto che in questi ultimi anni è stata ampiamente smentita la favoletta del lavoro temporaneo riservato esclusivamente agli studenti. L'età media in questo settore lavorativo tende ad aumentare sempre di più evidenziando così che il lavoro nei call center è sempre più fonte di reddito per numerose famiglie.
Infine ma non per importanza, la richiesta di reintegro di tutti i lavoratori e le lavoratrici licenziati ed un incontro con il Ministro del Lavoro. La vicenda paradigmatica di Atesia che ha visto numerosi licenziamenti politici ed il mancato riconoscimento della rappresentanza sindacale del Collettivo precari Atesia da parte del Ministro competente, nonostante la nota ispezione del Ministero del Lavoro sia il risultato di un esposto del Collettivo stesso, impongono al movimento dei lavoratori e lavoratrici dei call center una lotta per il riconoscimento degli organismi sindacali che promuovono le lotte.
Per tutte le ragioni sopra menzionate come Rete 28 Aprile - CGIL diamo la nostra piena adesione alla manifestazione nazionale indetta dai call center.
Convinti che su tali problematiche la CGIL non abbia saputo giocare un ruolo importante per la risoluzione dei problemi dei lavoratori e delle lavoratrici e che al contrario, nonostante l'esito dell'ispezione effettuata in Atesia, ancora oggi la nostra organizzazione non ha dato indicazioni chiare, abbiamo indetto, per il giorno 15 settembre alle 14,30 in Via Buonarroti 12, un assemblea per la costituzione dell'area Rete 28 Aprile nella CGIL di Roma e del Lazio.